Messina Denaro, il Riesame dispone il carcere per le sorelle Giovanna e Bice

redazione

Messina Denaro, il Riesame dispone il carcere per le sorelle Giovanna e Bice

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martedì 20 Ottobre 2026 - 11:50

Il Tribunale del Riesame di Palermo ha disposto la custodia cautelare in carcere per Giovanna e Bice Messina Denaro, sorelle del boss mafioso Matteo Messina Denaro, morto il 25 settembre 2023. I giudici hanno accolto l’appello presentato dalla Procura contro il precedente rigetto della richiesta di arresto. Il provvedimento, tuttavia, non è esecutivo e potrà essere sottoposto al vaglio della Corte di Cassazione. Le due donne sono indagate per favoreggiamento e procurata inosservanza di pena aggravati. Secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbero aiutato il fratello durante la lunga latitanza, contribuendo a sottrarlo alla cattura. Inizialmente i pubblici ministeri avevano contestato anche l’associazione mafiosa, chiedendo al giudice per le indagini preliminari di disporre la misura cautelare.

Il gip aveva riconosciuto la presenza di gravi indizi di colpevolezza, ma aveva respinto la richiesta di arresto per l’assenza delle esigenze cautelari, anche alla luce della morte del capomafia. La Procura ha quindi impugnato la decisione davanti al Riesame, che ha ribaltato il precedente orientamento. In caso di ricorso, spetterà alla Cassazione pronunciarsi sul provvedimento. Le indagini hanno ricostruito una fitta rete di comunicazioni tra Matteo Messina Denaro e i familiari durante gli anni della latitanza, anche attraverso numerose lettere recuperate dagli investigatori. Gli scambi, secondo la ricostruzione accusatoria, avrebbero consentito al boss di mantenere i contatti con la famiglia e di trasmettere indicazioni attraverso canali riservati.

La vicenda si inserisce nel quadro delle inchieste sulla rete di fiancheggiatori che avrebbe sostenuto il capomafia di Castelvetrano fino alla cattura, avvenuta il 16 gennaio 2023. Sul fronte familiare, un’altra sorella, Rosalia Messina Denaro, sta scontando una condanna a 14 anni per associazione mafiosa. Patrizia, invece, è tornata libera nel luglio 2025 dopo avere scontato una pena di 14 anni e mezzo per lo stesso reato. È libero anche il fratello Salvatore.

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