Nei Ser.D. della Provincia di Trapani sono già più numerosi i casi di persone prese in carico per consumo di crack rispetto a quelli registrati nell’intero 2025. Un dato che accende i riflettori sull’evoluzione delle dipendenze nel territorio e sulla necessità di rafforzare gli interventi di prevenzione e cura, soprattutto tra gli adolescenti. Nei cinque Servizi per le dipendenze dell’Azienda sanitaria provinciale – Trapani, Pantelleria, Alcamo, Castelvetrano, Marsala e Mazara del Vallo – nel 2025 sono state prese in carico oltre 1.500 persone per tossicodipendenza. Ma è il dato relativo al crack a destare particolare preoccupazione: nel 2026, con l’anno ancora in corso, i casi sono già saliti a 365, superando i 347 registrati nell’intero anno precedente. Il fenomeno coinvolge anche le fasce più giovani della popolazione. Tra i pazienti di età compresa tra i 15 e i 19 anni si è passati dai 10 casi del 2025 ai 16 rilevati nel 2026. Numeri che richiamano l’attenzione sulla diffusione delle sostanze tra gli adolescenti e sull’importanza di intercettare precocemente i comportamenti a rischio.
La fotografia nazionale: centinaia di Ser.D. e migliaia di persone in cura
Il quadro locale si inserisce in un fenomeno che interessa l’intero Paese. Secondo il Ministero della Salute – dati relativi al 2024 – in Italia erano operativi 569 Servizi pubblici per le dipendenze. Nello stesso anno, secondo il rapporto del Sistema informativo nazionale delle dipendenze, i servizi hanno assistito 126.910 persone con problemi legati all’uso di sostanze, per un totale di 259.487 contatti. I nuovi utenti erano 16.690, mentre 110.220 persone erano già in carico o rientravano da anni precedenti. La Relazione annuale al Parlamento sulle dipendenze, pubblicata nel 2025 con dati riferiti al 2024, riporta invece oltre 134mila persone seguite dai Ser.D. La differenza tra i dati dipende dalle rilevazioni e dagli indicatori utilizzati: le cifre non vanno quindi considerate automaticamente sovrapponibili. Tra le sostanze che alimentano la domanda di trattamento, cocaina e crack rappresentano un fronte particolarmente rilevante. La Relazione nazionale evidenzia che, tra i nuovi utenti dei servizi, la cocaina è la sostanza primaria d’abuso nel 44,1% dei casi. L’eroina rimane invece la sostanza principale per la quota più consistente dell’utenza complessiva in trattamento, pari al 59%. Anche i dati relativi alle conseguenze sanitarie confermano la portata del problema: nel 2024 sono stati registrati in Italia 8.378 accessi in pronto soccorso per patologie direttamente correlate all’uso di droghe.
Non soltanto droghe: alcol e gioco d’azzardo
Il fenomeno delle dipendenze non si esaurisce nel consumo di sostanze stupefacenti. Tra le problematiche che richiedono attenzione da parte del sistema sanitario figurano anche l’abuso di alcol e il disturbo da gioco d’azzardo, oltre ai comportamenti problematici legati alle tecnologie digitali. Secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità presentati in occasione dell’Alcohol Prevention Day 2025, nel 2023 circa 8 milioni di italiani di età superiore agli 11 anni hanno consumato alcol in quantità considerate a rischio per la salute. Tra questi, 4 milioni e 130 mila hanno bevuto con l’intento di ubriacarsi, mentre 780 mila persone sono state classificate come consumatori dannosi, con conseguenze negative sulla salute e una possibile necessità di trattamento. Soltanto 64.856 sono state intercettate e prese in carico dal Servizio sanitario nazionale. Un divario significativo tra il numero di persone che potrebbero avere bisogno di assistenza e quello di chi arriva effettivamente ai servizi di cura. Sul fronte del gioco d’azzardo, la rete nazionale comprende servizi specificamente dedicati al trattamento di questa forma di dipendenza. La Relazione al Parlamento 2025 censiva 279 servizi ambulatoriali dedicati al gioco d’azzardo, accanto a 207 servizi per l’alcologia. L’attenzione si estende inoltre alle nuove generazioni e all’uso problematico di social media e videogiochi. Il Dipartimento per le politiche contro la droga e le altre dipendenze ha richiamato nel 2026 i risultati di un’indagine secondo cui più di uno studente italiano su sei, nella fascia tra gli 11 e i 17 anni, presenta comportamenti a rischio legati ai social media, al gaming o al gioco d’azzardo.
La prevenzione parte dai più giovani
I numeri del trapanese riportano al centro una questione che riguarda non soltanto i servizi sanitari, ma anche le famiglie, le scuole e le comunità locali. L’aumento dei casi di crack registrati nel 2026 e la crescita delle prese in carico tra i 15 e i 19 anni indicano la necessità di mantenere alta l’attenzione sui percorsi di prevenzione, sull’informazione e sulla possibilità di accedere tempestivamente a un supporto specialistico. I Ser.D. rappresentano un presidio fondamentale per la presa in carico delle persone con dipendenze, attraverso interventi sanitari, psicologici e socio-riabilitativi. La sfida è raggiungere anche chi non ha ancora chiesto aiuto, riducendo lo stigma che spesso accompagna queste problematiche e favorendo l’emersione precoce delle situazioni di rischio.