Una Chiesa Madre gremita, il silenzio di una comunità ferita e l’abbraccio di un’intera città alla famiglia. Marsala ha dato oggi l’ultimo saluto ad Antonino Fortunato, il settantenne morto il 16 ottobre, a una settimana esatta dal tornado che ha devastato il versante meridionale della città e il territorio di Petrosino.
Le esequie, celebrate nel pomeriggio di sabato 17 ottobre, hanno riunito familiari, amici, cittadini e rappresentanti delle istituzioni. Accanto alla moglie Mariella e ai figli Vincenzo e Katia, un’intera comunità ha condiviso il dolore per una perdita che ha segnato profondamente il territorio.
Alla cerimonia erano presenti il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, la sindaca di Marsala Andreana Patti e il sindaco di Petrosino Giacomo Anastasi. La celebrazione è stata presieduta dal vescovo della Diocesi di Mazara del Vallo, monsignor Angelo Giurdanella.
Il vescovo: “Adesso si tratta di ricostruire insieme”
Nel corso dell’omelia, monsignor Giurdanella ha invitato la comunità a non lasciare che il dolore si trasformi in rabbia, richiamando il valore della vicinanza reciproca e della solidarietà. “Adesso si tratta di ricostruire insieme”, il messaggio rivolto ai presenti.
Parole che vanno oltre la necessità di riparare case, edifici e infrastrutture danneggiati dalla furia del tornado. La ricostruzione riguarda anche le persone, le famiglie colpite e una comunità chiamata a ritrovare la forza per affrontare le conseguenze di una tragedia improvvisa.
Il ricordo dei colleghi del figlio
Tra i momenti più toccanti della cerimonia, la lettura di una lettera da parte dei poliziotti del Commissariato di Marsala, che hanno voluto ricordare Antonino Fortunato con parole cariche di affetto, definendolo “il padre di tutti noi”.
Un pensiero rivolto anche al figlio Vincenzo, commissario di Polizia, e alla sua famiglia. Un ricordo che ha restituito il volto umano di Antonino: non soltanto la vittima di un evento meteorologico devastante, ma un marito, un padre e un nonno legato ai suoi affetti e alla sua comunità.
Una settimana di speranza, poi la tragedia
La mattina del 9 ottobre Antonino Fortunato si trovava in auto con la moglie. I due stavano andando a scuola per partecipare alla festa dei nonni quando, lungo la Statale 115, la vettura è stata investita dalla violenza del tornado che aveva raggiunto la terraferma dal mare.
L’automobile è stata scaraventata sulla strada sottostante. La moglie è rimasta ferita, mentre le condizioni dell’uomo sono apparse subito gravissime. Dopo i primi soccorsi, Fortunato è stato trasferito all’ospedale Civico di Palermo, dove è rimasto ricoverato per una settimana.
La notizia della sua morte ha trasformato il bilancio umano dell’evento che aveva colpito Marsala e Petrosino, aggiungendo alla devastazione materiale una perdita impossibile da riparare.
Il lutto cittadino e il dolore di Marsala
Per la giornata delle esequie, la sindaca Andreana Patti ha proclamato il lutto cittadino, esprimendo la vicinanza dell’Amministrazione alla moglie, ai figli e a tutti i familiari.
La prima cittadina aveva ricordato che, mentre edifici e infrastrutture possono essere ricostruiti, la perdita di una vita umana lascia una ferita che non si rimargina. Anche il presidente del Consiglio comunale Giovanni Maniscalco aveva manifestato il cordoglio dell’intera assemblea civica.
Il tornado del 9 ottobre ha lasciato dietro di sé abitazioni danneggiate, attività in ginocchio, strutture pubbliche compromesse e famiglie alle prese con un difficile percorso di ripartenza. Ma il nome di Antonino Fortunato resterà legato soprattutto al volto più doloroso di quella giornata.
Oggi Marsala si è fermata per salutarlo. E mentre il territorio guarda alla ricostruzione, resta il dolore di una famiglia e il ricordo di un uomo la cui scomparsa ha colpito un’intera comunità.