Il futuro della pesca mazarese passa anche dalla capacità di garantire reddito ai lavoratori nei periodi di fermo, rendere più sostenibile il costo delle uscite in mare e superare le criticità legate alla gestione delle quote di pescato. Sono alcune delle questioni portate al centro del confronto con il Governo da una delegazione di marittimi e armatori di Mazara del Vallo, ricevuta nei giorni scorsi a Roma dal ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, e dal sottosegretario Patrizio La Pietra. L’incontro ha affrontato alcune delle difficoltà che interessano la marineria locale, in particolare la redditività delle imprese e le condizioni di lavoro degli equipaggi. Al termine della riunione, gli esponenti mazarese di Fratelli d’Italia Paolo Torrente e Giampaolo Caruso hanno parlato di primi risultati e impegni assunti dal Ministero in risposta alle istanze presentate.
Reddito e tutele durante il fermo
Uno dei temi più rilevanti è la tutela economica dei marittimi durante il fermo biologico e, più in generale, nei periodi in cui i pescherecci sono costretti a interrompere l’attività. Il Governo starebbe lavorando all’estensione al comparto della pesca delle condizioni più vantaggiose della CISOA, la cassa integrazione destinata ai lavoratori agricoli. L’obiettivo è arrivare a una misura che garantisca una maggiore tutela del reddito e ricadute anche sul piano previdenziale. L’intervento potrebbe essere inserito nella prossima Legge di Bilancio, per essere operativo entro fine 2026.
Quote di gambero rosso, ipotesi di revisione
Altro nodo strategico per la flotta mazarese è quello delle quote di gambero rosso. La Pietra avrebbe assunto l’impegno di aprire un tavolo tecnico per individuare criteri di ripartizione delle quote per singolo peschereccio, superando l’attuale sistema di calcolo cumulativo riferito all’intero comparto. Le imprese sono così chiamate a programmare l’attività e gli investimenti in un quadro che tenga insieme la salvaguardia delle risorse ittiche e la possibilità di produrre reddito. L’apertura di un confronto è un primo passaggio verso una revisione delle modalità di gestione delle quote.
Caro carburante e sostegni alle imprese
Sul settore continua poi a pesare il caro carburante, tra le voci che incidono maggiormente sui costi. Durante l’incontro si è fatto riferimento a uno sconto del 20% alla pompa applicato da Eni, attribuito all’intervento del Ministero, oltre alle misure di sostegno per complessivi 80 milioni di euro tra credito d’imposta e decreto Iran. A queste risorse si aggiunge il bando della Regione Siciliana per il ristoro dei costi energetici. Durante il confronto sarebbe stata affrontata anche la questione degli aumenti ritenuti ingiustificati praticati da alcuni fornitori.
Pensioni e impegni da tradurre in misure concrete
Tra le prospettive indicate c’è anche il riconoscimento del lavoro del pescatore come categoria usurante ai fini pensionistici, obiettivo che, se tradotto in un provvedimento concreto, potrebbe incidere sulle tutele di una professione caratterizzata da condizioni operative impegnative e da un’elevata esposizione ai rischi legati al lavoro in mare. Per le imprese della pesca e dell’acquacoltura viene inoltre segnalata la “Cambiale Azzurra”, misura che prevede finanziamenti fino a 20 mila euro, da restituire a tasso zero in cinque anni, con prima scadenza dopo 24 mesi. Per lo strumento sono stati stanziati 10 milioni di euro, le domande dovranno essere presentate attraverso il portale ISMEA, secondo le modalità e le scadenze previste. A portare a Roma le istanze della marineria è stata una delegazione che, secondo quanto riferito da Torrente e Caruso, aveva predisposto un documento articolato in dieci punti, sottoscritto da marittimi, capitani e armatori. I rappresentanti di Fratelli d’Italia hanno rivendicato il ruolo svolto nel favorire il confronto con il Governo, ringraziando il ministro e il sottosegretario per l’attenzione riservata alle richieste. Al di là della dimensione politica dell’iniziativa, la questione centrale resta però quella delle risposte attese da un comparto che rappresenta una componente storica dell’economia mazarese. Le aperture annunciate su redditi, quote, carburante e previdenza dovranno ora tradursi in misure operative, con tempi e modalità definiti. Per armatori ed equipaggi, infatti, il punto non è soltanto ottenere ascolto, ma poter contare su condizioni che consentano alle imprese di continuare a lavorare e ai marittimi di ricavare dal proprio mestiere un reddito adeguato.