Topi al “Ferrara” di Mazara, da protesta degli studenti a scontro politico

Luca Di Noto

Topi al “Ferrara” di Mazara, da protesta degli studenti a scontro politico

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mercoledì 30 Settembre 2026 - 07:48

Quello che era iniziato come un problema legato alle condizioni igienico-sanitarie dell’Istituto superiore “Francesco Ferrara” di Mazara del Vallo è diventato, nel giro di pochi giorni, anche un caso politico. Al centro restano le segnalazioni degli studenti sulla presenza di roditori all’interno e nelle aree esterne della scuola, ma attorno alla vicenda si sono ormai confrontate posizioni diverse: quella della dirigenza scolastica, quella degli studenti e delle famiglie, quella di Fratelli d’Italia, la risposta del sindaco Salvatore Quinci e, infine, l’intervento dei Giovani Democratici.

La vicenda è esplosa lo scorso 22 settembre, quando diversi studenti hanno deciso di non entrare regolarmente in aula dopo la diffusione di immagini e video relativi alla presenza di topi nell’istituto, compresi i servizi igienici. La protesta è proseguita anche nei giorni successivi, nonostante la scuola avesse disposto interventi di derattizzazione, disinfestazione e sanificazione. La dirigente scolastica Maria Luisa Asaro aveva ricostruito quanto accaduto precisando che la segnalazione riguardava la presenza di un roditore e sostenendo che, dopo gli interventi effettuati, non fosse stata riscontrata un’infestazione. Secondo la dirigente, inoltre, non sussistevano allo stato condizioni sanitarie tali da rendere necessario l’abbandono delle aule. Posizione che non ha però placato le preoccupazioni di studenti e famiglie. È in questo contesto che una rappresentanza degli studenti ha incontrato il sindaco Salvatore Quinci a Palazzo dei Carmelitani, chiedendo anche un intervento per una pulizia straordinaria dell’edificio. Quinci ha espresso solidarietà ai ragazzi, ma ha anche precisato un elemento legato alle competenze: la gestione e la pulizia dell’istituto fanno capo alla dirigenza scolastica. Il sindaco ha comunque assicurato la propria disponibilità a collaborare con la dirigente Maria Luisa Asaro.

L’amministrazione si è così attivata per una pulizia delle aree esterne, valutando successivamente ulteriori interventi all’interno e anche una seconda derattizzazione.  Ma è a questo punto che la vicenda assume una dimensione più propriamente politica. Fratelli d’Italia ha infatti chiesto l’intervento dell’ASP di Trapani, rivolgendosi anche al Prefetto e al Provveditorato agli Studi. Il gruppo consiliare ha sostenuto la necessità che le condizioni igienico-sanitarie dell’istituto siano verificate non soltanto attraverso gli interventi già disposti dalla scuola, ma anche attraverso un sopralluogo degli organismi pubblici competenti. Nella richiesta vengono indicati accertamenti sulla possibile presenza di roditori o di relative tracce e sulla reale efficacia delle operazioni di derattizzazione e sanificazione già effettuate. FdI ha inoltre chiesto che, sulla base degli eventuali accertamenti, venga valutata anche la possibilità di una sospensione temporanea delle lezioni qualora dovessero emergere condizioni incompatibili con la presenza di studenti e personale.

La vicenda assume anche una dimensione politica e istituzionale, considerato il coinvolgimento del Libero Consorzio Comunale di Trapani nelle competenze relative agli edifici delle scuole superiori e il doppio ruolo di Quinci, sindaco di Mazara e presidente dell’ente. La risposta arrivata invece dal fronte progressista non è stata di contrapposizione a FdI. I Giovani Democratici di Mazara hanno espresso solidarietà agli studenti e alle loro famiglie, riconoscendo che le preoccupazioni emerse meritano ascolto. Al tempo stesso hanno preso atto degli interventi di derattizzazione e sanificazione già predisposti dalla dirigenza. Il punto indicato dai GD è soprattutto quello della trasparenza: qualora i dubbi dovessero persistere, sostengono, sarebbe opportuno affidare agli organismi pubblici competenti, come l’ASP, i necessari sopralluoghi e controlli tecnici. Una verifica “con certezza e terzietà”, nelle parole del gruppo, potrebbe servire a restituire serenità a studenti, famiglie e personale scolastico. La questione, dunque, rischia di diventare terreno di scontro politico proprio mentre gli studenti chiedono soprattutto una cosa: poter tornare a frequentare la propria scuola senza dubbi sulle condizioni degli ambienti.

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