Decadenze, il giallo della scheda bianca: Marzia Patti resta in Consiglio. VIDEO

Nicola Baldarotta

Decadenze, il giallo della scheda bianca: Marzia Patti resta in Consiglio. VIDEO

Condividi su:

giovedì 17 Settembre 2026 - 07:52

Undici voti per la decadenza, una scheda bianca. Patti salva il seggio. Ma il vero dato politico è un altro: soltanto dodici consiglieri hanno ritirato la scheda. Guaiana e Vassallo restano fuori dal voto. La seduta riprenderà lunedì Una scheda bianca. È bastata quella per cambiare il finale della prima notte delle decadenze a Palazzo Cavarretta. Marzia Patti resta consigliera comunale di Trapani. La proposta di decadenza nei confronti della segretaria cittadina del Partito Democratico si ferma a undici voti favorevoli, mentre nell’urna compare una dodicesima scheda, bianca. Un risultato che, oltre a salvare il seggio di Patti, apre immediatamente un interrogativo politico: chi ha scelto di non sostenere la decadenza? La risposta, naturalmente, non può arrivare dallo scrutinio. Il voto era segreto e la scheda bianca non è attribuibile a nessuno dei consiglieri che hanno partecipato alla votazione. Ma un dato è certo: i consiglieri che hanno ritirato la scheda sono stati dodici. E undici di loro hanno votato per la decadenza. È questo il dettaglio destinato a pesare sul prosieguo del confronto politico.

GUARDA I VIDEO

LA NOTTE DELLE DECADENZE

La seduta di Palazzo Cavarretta è andata avanti fino a notte fonda, tra contestazioni, richiami regolamentari e un confronto politico particolarmente acceso. Sul tavolo c’erano cinque procedimenti di decadenza: quelli riguardanti Andrea Genco, Marzia Patti, Vincenzo Guaiana, Angela Grignano e Giovanni Parisi. La vicenda nasce dalle assenze registrate durante le sedute del 22 e 23 ottobre 2025, convocate per affrontare la questione PalaShark. Un procedimento che inizialmente coinvolgeva otto consiglieri e che, dopo mesi di passaggi amministrativi e politici, è arrivato all’aula con cinque posizioni ancora aperte. Ma la notte si concentra soprattutto sul caso Patti. La consigliera dem aveva contestato il procedimento, sostenendo che la decadenza fosse diventata uno strumento di scontro politico. Il presidente del Consiglio Alberto Mazzeo ha invece difeso la prosecuzione dell’iter, richiamando i pareri degli uffici e degli Enti locali. Poi arriva il nodo della votazione.

IL VOTO SEGRETO CAMBIA LA PARTITA

Il regolamento e lo Statuto diventano terreno di confronto. Il voto è normalmente palese, ma per le deliberazioni riguardanti persone è prevista la possibilità dello scrutinio segreto. Dopo una lunga discussione, l’aula opta per il voto segreto. Ed è proprio qui che arriva la svolta. Una parte dei consiglieri decide di non ritirare la scheda. Non partecipare materialmente al voto significa, di fatto, non entrare nel conteggio dei votanti. Alla fine sono soltanto dodici i consiglieri che prendono la scheda e votano. Poi l’urna parla: 11 sì alla decadenza, una scheda bianca. Un voto in meno rispetto a quello necessario. Patti rimane al suo posto.

IL MISTERO DEL DODICESIMO VOTO

È la scheda bianca il vero protagonista politico della notte. Non è possibile sapere chi l’abbia depositata. Lo scrutinio segreto impedisce qualsiasi attribuzione. Ma il dato numerico racconta comunque una storia precisa: tra i dodici consiglieri che hanno scelto di partecipare al voto non c’è stata compattezza. Ed è qui che la vicenda delle decadenze si intreccia con gli equilibri politici del Consiglio comunale. Non si può dire chi abbia votato bianco. Si può però dire chi non ha partecipato alla votazione.

GUAIANA E VASSALLO SI SFILANO

Tra questi ci sono Giuseppe Guaiana e Santo Vassallo, che scelgono di non ritirare la scheda. Guaiana spiega la decisione con la volontà di non trasformare il procedimento in un giudizio sulla persona. “Abbiamo voluto rispettare la persona”, è la posizione espressa in aula. Una scelta che non equivale automaticamente a un ingresso o a un avvicinamento alla maggioranza che sostiene il sindaco Giacomo Tranchida. Ma certamente li colloca fuori dal blocco dei dodici consiglieri che hanno scelto di votare.

LUNEDÌ SI TORNA IN AULA

La seduta, dopo lo scrutinio, viene sospesa. Le altre posizioni restano quindi da affrontare. Il Consiglio tornerà a riunirsi lunedì 21 settembre. La prima notte delle decadenze consegna così un risultato che nessuno può ignorare. Marzia Patti resta consigliera comunale per una sola scheda. Una scheda bianca che nessuno può firmare, ma che politicamente lascia una domanda aperta: nel Consiglio comunale di Trapani, chi ha deciso di non votare la decadenza? La risposta resterà coperta dal segreto dell’urna. Almeno formalmente. La partita, però, è tutt’altro che chiusa.

Condividi su:

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Commenta