C’è un filo invisibile che attraversa l’estate di Marettimo e lega tra loro libri, fotografie, racconti, musica, tradizioni, sport e memoria: è il filo del viaggio. Il viaggio di chi parte e di chi resta, di chi attraversa il mare per cercare fortuna e di chi, dopo anni trascorsi dall’altra parte del mondo, continua a guardare verso la propria isola come verso un’Itaca da ritrovare. Non è un tema nuovo per Marettimo, l’“isola sacra” delle antiche civiltà del Mediterraneo. È, piuttosto, una parte profonda della sua identità. Da sempre, qui, si raccontano le epopee di uomini e donne che hanno fatto del mare una professione, una sfida e talvolta una scelta di vita. Marettimari che hanno praticato «l’arte del pescare» in giro per il mondo, come scriveva Vincenzo Consolo, arrivando fino alla California, all’Alaska e al Portogallo e portando con sé conoscenze, mestieri, fatiche e soprattutto il legame indissolubile con la propria terra. È una memoria che da quasi quarant’anni viene raccolta, custodita e tramandata dall’Associazione CSRT “Marettimo”, attraverso il piccolo ma prezioso Museo del Mare, delle Attività e Tradizioni Marinare e dell’Emigrazione, vero e proprio “luogo della Memoria” dell’isola. E proprio l’Odissea, quest’anno, ha offerto una chiave ulteriore per leggere e raccontare questo patrimonio. L’interesse è stato alimentato anche dal film che Christopher Nolan sta dedicando al poema omerico, ma a Marettimo l’Odissea è da tempo molto più di un’opera letteraria: è una lente attraverso cui osservare la storia dell’isola e dei suoi abitanti.

L’Odissea e il mistero di un’Itaca nelle Egadi
Durante l’estate si è tornati così a parlare della controversa e affascinante teoria di Samuel Butler, secondo la quale l’Odissea sarebbe stata scritta probabilmente da una donna trapanese – identificata ipoteticamente con Nausicaa – e ambientata proprio tra Trapani, Erice e le isole Egadi, con Marettimo nel ruolo di Itaca. Una teoria raccontata nel docufilm Nausicaa and the Odyssey (2009), di Peppino Sciortino e Simona Malato, proiettato a Marettimo nel mese di luglio, e ulteriormente approfondita nel volume I Viaggi di Ulisse e le Isole Egadi di Girolama Sansone. A rendere ancora più suggestivo il percorso è stata l’esposizione delle fotografie scattate dallo stesso Samuel Butler nel 1894, gentilmente concesse dal St John’s College di Cambridge. Immagini che hanno attirato l’attenzione di numerosi visitatori e che hanno restituito, attraverso lo sguardo di uno studioso di oltre un secolo fa, una Marettimo lontana nel tempo ma ancora riconoscibile nei suoi paesaggi e nella sua anima. Una mostra resa possibile anche grazie al lavoro meticoloso del professor Renato Lo Schiavo, studioso e ricercatore scomparso recentemente, al quale l’estate marettimara ha dedicato un ricordo particolare. Lo Schiavo ha lasciato un patrimonio culturale di grande valore e, insieme ai suoi studi, una traccia umana profonda, testimoniata dalle sue allieve e dai tanti estimatori che hanno voluto ricordarne la figura.
Oltremare, quando l’Itaca è un’isola nel cuore
Il tema del viaggio ha trovato una delle sue espressioni più intense nel podcast Oltremare, progetto di Francesca Mineo presentato a luglio al Museo del Mare insieme all’Associazione CSRT “Marettimo”. Di viaggi e di ritorni è fatta, in fondo, la storia di Marettimo. Di uomini e donne che hanno affrontato l’ignoto quando “America” era ancora un concetto lontano e indefinito e l’immensità dell’Oceano poteva fare paura. I pescatori marettimari hanno attraversato quelle paure con la forza delle mani, l’ingegno del mestiere e una resistenza incrollabile. Hanno raggiunto la California, il Cile, l’Alaska; hanno affrontato mari sconosciuti, temperature estreme e la fatica della lontananza, costruendo a migliaia di chilometri da casa una nuova vita. Eppure, proprio come Ulisse, hanno conservato una bussola interiore puntata verso un’unica direzione: Marettimo. La serie di Francesca Mineo racconta proprio questo: il ritorno, il legame, lo sradicamento, il coraggio, l’identità e l’appartenenza. Una sorta di diario intimo e corale, nel quale le voci dei protagonisti restituiscono la dimensione umana dell’emigrazione e il rapporto mai interrotto con l’isola. La miniserie, articolata in quattro episodi, è disponibile sulle principali piattaforme audio – Spotify, Apple Podcast e Amazon Music – e il collegamento diretto può essere scaricato gratuitamente attraverso il QR code presente sulla locandina. Il progetto, però, potrebbe non fermarsi qui. Tra i desideri dell’autrice c’è infatti quello di proseguire il racconto raccogliendo le voci dei marettimari che oggi vivono in California. Un lavoro già in fase di progettazione, ma che necessita di risorse economiche per poter essere realizzato. Sarebbe un ulteriore tassello nella costruzione dell’archivio storico dell’Associazione CSRT e, soprattutto, un modo per continuare a dare voce alla memoria dell’isola. Una prossima presentazione di Oltremare è prevista a Milano, nei primi giorni di ottobre, nell’ambito del Festival nazionale del podcasting.
Uomini, pesci e storie di mare
L’estate ha raccontato anche le incredibili storie di vita degli Egadini, uomini quasi mitologici, metà uomini e metà pesce, capaci di vivere in simbiosi con il mare. Tra queste, quelle di Gioacchino Cataldo e Nitto Mineo, figure straordinarie della cultura marinara delle Egadi, sono state restituite attraverso le immagini e i video di Pippo Cappellano e Marina Cappabianca. Sono storie che non appartengono soltanto al passato. Continuano a parlare al presente e a definire un’identità collettiva nella quale il mare non è soltanto uno spazio geografico, ma una presenza quotidiana, una memoria e una parte essenziale della cultura dell’arcipelago.
Libri e Letture, quindici anni di storie oltre il mare
Grande spazio, come ormai accade da circa quindici anni, è stato riservato ai libri con la rassegna Libri e Letture. Di qua e di là dal Mare, curata da Laura Lodico insieme all’Associazione CSRT “Marettimo”. Un programma particolarmente ricco, capace di attraversare generi, epoche e territori, mantenendo sempre un rapporto privilegiato con la Sicilia, il mare e le storie individuali e collettive. Sono stati presentati Gioacchino, Favignana, la tonnara, il rais, mio padre di Antonella Cataldo; Letture Siciliane. Leonardo Sciascia, a cura di Sergio Sichenze; Satyros. La mia Odissea di Alessandro Uliveri; Il domatore di gechi di Maria S. Sanfilippo; Microcosmi di agata blu di Rosaria Basile; La Pescatrice di Giuseppe Festa; La Mentalità del Granchio di Gaspare Grammatico; I Viaggi di Ulisse e le Isole Egadi di Girolama Sansone; Architetture criminali di Adelaide Di Nunzio; Il delitto di Via San Polo di Daniela Dioguardi; Lotte contadine nella Sicilia dei feudi di Salvatore Bongiorno; Dallo Scoglio al ponte di Comando di Giovanni Torrente; Perché ero Ragazzo di Alaa Faraj, con Alessandra Sciurba come curatrice; Diario di un Pescatore Pigro di Davide Ficarra e In vino Poesis di Roberto Lo Presti e Laura Lodico. Un mosaico di voci e di racconti che, ancora una volta, ha trasformato Marettimo in un piccolo osservatorio culturale affacciato sul Mediterraneo.
Il bene comune e la panchina dell’inclusione
Non è mancato neppure l’impegno civico e sociale. Accanto alle iniziative culturali, infatti, l’estate ha visto protagonisti quei piccoli gesti che contribuiscono concretamente alla cura del “bene collettivo”. Il Comitato per i Diritti dell’isola di Marettimo ha rinnovato il proprio impegno e il proprio stimolo a mantenere l’isola pulita, nella convinzione che la tutela dell’ambiente sia anche un gesto di responsabilità verso chi verrà dopo di noi: lasciare Marettimo alle future generazioni sempre “più bella”. E in questa stessa direzione va la panchina arcobaleno, realizzata su idea di Marilena Poliseri. Un segno semplice ma significativo, affidato ai colori per lanciare un messaggio di pace e inclusione.
Aspettando San Giuseppe: tradizioni che tornano comunità
La tradizione ha avuto il suo spazio attraverso le numerose iniziative dal titolo Aspettando San Giuseppe, promosse dall’Associazione San Giuseppe Marettimo ETS. Degustazioni, appuntamenti culturali e momenti dedicati alle tradizioni hanno avuto l’obiettivo di far conoscere anche ai visitatori la festa del Santo Patrono, che a Marettimo si celebra nel mese di marzo. Ma il ritorno alla tradizione è passato anche attraverso la riscoperta della socialità quotidiana. Sono tornati momenti comunitari e giochi di aggregazione che mancavano da tempo: il torneo di tresette e, soprattutto, il torneo di calcio, assente dall’isola da circa dieci anni. E oggi 4 settembre torna, a grande richiesta, anche la Sagra del Pesce Azzurro, altro appuntamento capace di riunire sapori, memoria e convivialità.
Settembre non chiude l’estate
L’estate degli eventi, dunque, non finisce con agosto. Dall’1 al 3 settembre è stato in programma la quinta edizione della Rassegna Marettimara, organizzata da Salvatore Torrente, con diversi momenti di aggregazione, proiezioni video, talk show culturali, degustazioni, cuscusiate e molto altro. Domenica 6 settembre, alle 6.15, alle Case Romane, tornerà invece Alba in Musica, nella suggestiva cornice del sorgere del sole. L’appuntamento con la meditazione in musica Lacrimi di Sali, guidata da Riccardo Sciacca & I Musicanti, nasce nel 2011 e rinnova ancora una volta quel sentimento intimo e condiviso che unisce residenti e visitatori in un momento di gratitudine verso la terra e il mare che circonda l’isola. L’edizione di quest’anno sarà dedicata alla memoria dell’archeologa Fabiola Ardizzone e a tutta la gente di mare. In quella stessa occasione la comunità si stringerà nel ricordo del professor Renato Lo Schiavo, a un anno esatto dalla sua scomparsa. L’iniziativa è organizzata dall’Associazione CSRT “Marettimo” con il patrocinio del Comune di Favignana – Isole Egadi. Sempre domenica 6 settembre, alle 18, al Museo del Mare, Gaspare Panfalone presenterà il suo romanzo giallo ambientato sull’isola, I Segreti di Cala Nera, dedicato anche al misterioso Faro di Punta Libeccio. Non mancheranno, inoltre, le iniziative dedicate alla natura dell’isola, tra cui una mostra con le fotografie degli uccelli in migrazione realizzate da Paolo Martinelli. A chiudere simbolicamente questa lunga estate di appuntamenti sarà Antonino Rallo, il 10 settembre alle 18 al Museo del Mare, con un incontro dedicato a Erewhon, il romanzo di Samuel Butler.
Una memoria da custodire, un patrimonio da difendere
Forse, però, quella di Marettimo non sarà davvero una chiusura. Più probabilmente sarà una pausa, perché il lavoro sulla memoria dell’isola continua anche quando l’estate finisce. Resta l’obiettivo di archiviare, conservare e divulgare quel patrimonio culturale che l’Associazione CSRT ha raccolto negli anni, un patrimonio costruito “di qua e di là dal mare”, attraverso documenti, testimonianze, fotografie, libri, oggetti e soprattutto storie. E resta alta anche l’attenzione verso quei beni che attendono di essere salvaguardati e recuperati: il Faro di Punta Libeccio, il Castello di Punta Troia e tutta l’area archeologica delle Case Romane.
Perché raccontare un’isola significa anche prendersene cura.
E forse è proprio questo il significato più autentico dell’Odissea marettimara: partire, attraversare il mondo, incontrare l’ignoto, conservare la propria identità e continuare a cercare la strada del ritorno. Per i pescatori emigrati in California o in Alaska, per gli uomini e le donne raccontati nei libri, nei podcast e nelle fotografie, per chi ha scelto di restare e per chi torna ogni estate, quella Itaca non è soltanto una metafora. È un’isola. È Marettimo.