La Sicilia non è ancora ufficialmente in campagna elettorale ma le manovre per le Regionali 2027 sono già abbondantemente in corso. Se, da un lato, si gioca a scacchi per la definizione dei candidati Governatori, dal punto di vista della preparazione delle liste è tutto in fermento con possibili cambiamenti di collocazione politica e partitica alla ricerca di un posto al sole.
Schifani, nel frattempo, ha fatto sapere ancora una volta di sentirsi pronto a guidare la Sicilia anche per un secondo mandato e, infatti, ha varato un rimpasto di giunta nel tentativo di dare slancio all’azione di governo e limitare le intemperanze degli alleati di centrodestra.
Col ritorno di Nuccia Albano alla Famiglia, l’ingresso di Marcello Caruso alla Sanità e la nomina di Elisa Ingala alle Autonomie locali, Schifani ha chiuso una fase di tensioni interne lasciando scoperte le grandi manovre dei partiti in vista della prossima legislatura.
La domanda alla quale il centrodestra vuole poter rispondere velocemente è: Schifani sarà davvero di nuovo il candidato della coalizione? La risposta, al momento, oscilla tra il sì e tutta una serie di distinguo politici non trascurabili. Se da un lato il commissario regionale di Forza Italia, Nino Minardo, ha blindato proprio la ricandidatura di Schifani, dall’altro lato c’è Fratelli d’Italia che nicchia e fa sapere di avere una rosa di nomi pronti a scendere in campo qualora l’alleanza decidesse di ridiscutere la leadership. In queste ore, però, a favore di Schifani è arrivato l’endorsement di Raffaele Lombardo: un carico da 11 che potrebbe mettere fine ai mal di pancia, considerata l’incognita Giorgio Mulè che si è detto disponibile nel caso in cui servisse un profilo alternativo.
Partita, pertanto, ancora tutta da giocare prima del fischio finale: risultato apertissimo pur se, al momento, i bookmakers danno per vincente Renato Schifani quale candidato (nel suo caso ricandidato) alla Presidenza della Regione Siciliana.
La vera incognita, però, continua ad essere Cateno De Luca. Secondo gli ultimi dati SWG resi noti dai quotidiani siciliani, il centrodestra viaggerebbe intorno al 46% ma, di questa percentuale, un buon 9-12% sarebbe appannaggio di Sud chiama Nord. Fatto che trasformerebbe De Luca nell’ago della bilancia. Non è da leggere come un caso, quindi, l’apertura di ambienti vicini al presidente dell’ARS, Galvagno, proprio all’attuale Sindaco di Taormina.
Sul fronte opposto, il centrosinistra sconta ancora ritardi tattici. Il tavolo progressista composto da Pd, M5S, AVS, Italia Viva e civici, non ha un candidato unitario ma ha diversi nomi da spendere: da Giuseppe Provenzano a Nuccio Di Paola per arrivare fino ad Ismaele La Vardera che con il suo movimento “Controcorrente”, stando alle rilevazioni, pare sia accreditato di buoni numeri.
Più che una corsa a due, le Regionali 2027 si prefigurano come una partita a tre scenari, dove il peso delle riforme ancora al palo all’Ars — evidenziato anche dalle cronache nazionali — rischia di gravare sul bilancio finale dell’amministrazione Schifani.