Un’azione investigativa a tutto campo contro mafia, traffico di droga e criminalità organizzata ha caratterizzato negli ultimi due anni l’attività delle forze dell’ordine e della magistratura nel trapanese. Dalle operazioni antimafia che hanno colpito i vertici delle famiglie di Campobello di Mazara e Partanna fino ai sequestri patrimoniali e ai numerosi blitz antidroga, emerge un quadro di costante pressione investigativa nei confronti delle organizzazioni criminali operanti nel territorio. Il 20 febbraio 2025 sono stati arrestati due soggetti ritenuti appartenenti ai vertici delle famiglie mafiose di Campobello di Mazara e Partanna. Il provvedimento è scaturito dall’accoglimento dell’appello presentato dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Palermo contro la scarcerazione per decorrenza dei termini massimi di custodia cautelare, nell’ambito dell’operazione antimafia denominata “Anno Zero”.
Il blitz antimafia tra Marsala e Petrosino
Tra le operazioni più significative figura quella eseguita il 23 luglio 2026 a Marsala e Petrosino, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo. L’indagine ha portato all’arresto di 12 persone, raggiunte da ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Palermo. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione, danneggiamento, traffico di sostanze stupefacenti e detenzione illegale di armi. Altri 16 soggetti sono stati sottoposti a interrogatorio preventivo per reati legati a droga, armi e ricettazione, in alcuni casi aggravati dal collegamento con attività mafiose. Nel corso delle indagini erano già state arrestate in flagranza cinque persone, denunciate altre due e sequestrati 156 grammi di cocaina, due fucili, una pistola e 23 cartucce. Gli investigatori hanno inoltre documentato l’approvvigionamento di circa 1,2 chilogrammi di cocaina, sei chilogrammi di hashish e 130 grammi di crack attraverso canali attivi nella provincia. Contestualmente, la Procura per i Minorenni di Palermo ha disposto perquisizioni nei confronti di nove persone indagate per spaccio di droga, possesso illegale di armi, ricettazione e danneggiamento seguito da incendio. L’inchiesta ha avuto ulteriori sviluppi il 19 agosto 2026, quando a Petrosino sono state eseguite due nuove misure cautelari nei confronti di altrettanti soggetti, accusati di aver detenuto e spacciato oltre 1,3 chilogrammi di cocaina e 130 grammi di crack, di aver operato come pusher nell’organizzazione criminale e di aver detenuto illegalmente diverse armi da fuoco.
L’attacco ai patrimoni mafiosi
Parallelamente all’azione repressiva, è proseguita l’aggressione ai patrimoni riconducibili alla criminalità organizzata. Il 16 maggio 2025, a Marsala, è stato eseguito il sequestro finalizzato alla confisca di un terreno e due immobili in costruzione, per un valore complessivo di circa 200 mila euro, nei confronti di un soggetto arrestato nel 2022 nell’ambito dell’operazione “Hesperia”. Il 18 giugno 2026 è stata invece eseguita la confisca definitiva di beni immobili dello stesso valore nei confronti di un esponente ritenuto vicino alla famiglia mafiosa di Castellammare del Golfo, arrestato nell’operazione “Cutrara” e successivamente condannato. L’attività si inserisce in un più ampio filone investigativo che ha portato anche al sequestro di patrimoni per oltre 1,2 milioni di euro e 815 mila euro nei confronti di altri due soggetti castellammaresi.
Droga e armi: i numeri
Sul fronte del contrasto agli stupefacenti, nel 2025 sono stati sequestrati circa 60 chilogrammi di droga, con 124 arresti e 27 persone denunciate in stato di libertà. Nei primi otto mesi del 2026 i sequestri hanno già raggiunto i 42 chilogrammi, con 45 arresti e 17 denunce. Importanti anche i risultati nel contrasto alla diffusione delle armi illegali. Nel 2025 sono state sequestrate 28 armi e 1.474 munizioni, mentre dal 1° gennaio al 30 agosto 2026 i sequestri hanno riguardato 9 armi e 656 munizioni.
Le principali operazioni contro la criminalità comune
Numerosi i blitz che hanno interessato il territorio provinciale. L’8 marzo 2025 tra Trapani e Xitta è stata smantellata una piazza di spaccio con l’esecuzione di nove misure cautelari. Il 14 ottobre 2025, nell’ambito dell’operazione “Caino”, la Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo ha fatto arrestare 18 persone a Mazara del Vallo per associazione finalizzata al traffico di droga. Poche settimane dopo, il 4 novembre 2025, il quartiere Sappusi di Marsala è stato teatro dell’operazione “Omero”, che ha portato all’arresto di sei persone accusate di aver riorganizzato un gruppo dedito allo spaccio di cocaina e crack e alla commissione di estorsioni. Sempre a Marsala, il 7 novembre 2025, due fratelli sono stati arrestati nell’ambito delle indagini sull’incendio doloso che aveva colpito una nota pescheria dell’antico mercato ittico cittadino. Tra le operazioni più rilevanti del 2026 figura “Nirvana”, eseguita il 23 gennaio. L’inchiesta ha portato all’emissione di 13 misure cautelari e ha fatto emergere presunti episodi di intestazione fittizia di beni, evasione dai domiciliari, traffico di droga e irregolarità nell’assegnazione di alloggi popolari.
Gli ultimi arresti tra Marsala, Erice e Castelvetrano
Nell’estate del 2026 si sono susseguiti numerosi interventi sul territorio. Il 31 luglio un venticinquenne marsalese è stato denunciato dopo aver tentato di disfarsi di una pistola Browning calibro 6,35 lanciandola dalla finestra della propria abitazione. Successivamente è stato posto agli arresti domiciliari. Il 5 agosto sono finiti ai domiciliari padre e figlio, entrambi marsalesi, accusati dell’accoltellamento di un quarantenne e del tentato accoltellamento di un altro uomo nei pressi di un bar cittadino. L’8 agosto, a Casa Santa di Erice, un ventenne è stato arrestato con quasi due chilogrammi di hashish, una pistola scacciacani, munizioni, denaro contante e materiale per il confezionamento della droga. L’11 agosto, in contrada Tabaccaro a Marsala, i Carabinieri hanno arrestato un quarantaseienne trovato in possesso di circa 1,85 chilogrammi di marijuana, numerose piante di cannabis e attrezzature per la coltivazione e il confezionamento dello stupefacente. Il giorno successivo, a Marinella di Selinunte, quattro cittadini tunisini incensurati sono stati arrestati dopo il ritrovamento di cinque panetti di hashish per un peso complessivo di 244 grammi e 530 euro in contanti nascosti all’interno di un materasso di un centro di accoglienza. L’insieme delle operazioni conferma l’intensa attività investigativa e repressiva condotta nel Trapanese, con particolare attenzione ai fenomeni mafiosi, al traffico di stupefacenti e al controllo dei patrimoni illecitamente accumulati dalla criminalità organizzata.