Blitz nelle campagne trapanesi: 18 lavoratori irregolari e cinque attività sospese

redazione

Blitz nelle campagne trapanesi: 18 lavoratori irregolari e cinque attività sospese

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giovedì 03 Settembre 2026 - 16:25

Proseguono senza sosta i controlli del Contingente INL Sicilia nell’ambito della campagna nazionale “ALT Caporalato TRE”. Tra il 24 e il 30 agosto gli ispettori del lavoro hanno effettuato una serie di verifiche nelle aziende agricole della provincia di Trapani, concentrando l’attenzione sui territori di Campobello di Mazara, Mazara del Vallo, Trapani (Fulgatore) e Misiliscemi. Il bilancio delle attività ispettive è pesante: sette aziende controllate, 18 lavoratori irregolari individuati, cinque provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale e sanzioni che superano complessivamente i 66 mila euro. Tra le situazioni più gravi emerse durante i controlli figura anche l’impiego di cinque minori di 16 anni in un’azienda agricola di Fulgatore.

Campobello e Mazara, irregolarità nei pagamenti e lavoro nero

Le verifiche sono iniziate il 24 agosto a Campobello di Mazara, dove gli ispettori hanno individuato un lavoratore autonomo impegnato nella rimozione del nylon di copertura delle serre senza i necessari dispositivi di protezione individuale. Le verifiche sono state estese anche all’affittuario del terreno agricolo. Le due ditte coinvolte sono state sanzionate per violazioni in materia di sicurezza sul lavoro. Al lavoratore autonomo è stata contestata una sanzione di 287 euro per la mancata adozione dei dispositivi di protezione, mentre all’altra impresa è stata elevata una multa di 1.500 euro per non aver verificato l’idoneità tecnico-professionale della ditta affidataria e per non aver valutato i rischi derivanti dalle interferenze lavorative. Contestate inoltre irregolarità nei pagamenti per quasi 5 mila euro. Il giorno successivo i controlli si sono spostati a Mazara del Vallo, dove sono state ispezionate due aziende agricole. In una delle due è stato scoperto un lavoratore in nero su sei presenti al momento dell’accesso ispettivo. Per questo motivo è scattata l’immediata sospensione dell’attività imprenditoriale. Contestate inoltre sanzioni amministrative per oltre 9.400 euro legate a irregolarità nei pagamenti.

Il caso più grave a Fulgatore: trovati cinque minori al lavoro

Particolarmente allarmante quanto emerso il 26 agosto a Fulgatore. In una delle aziende controllate erano presenti sei lavoratori italiani, tutti impiegati in nero. Tra questi figuravano cinque minori di 16 anni, alcuni dei quali non avevano nemmeno completato il percorso scolastico obbligatorio. Uno dei giovani, secondo quanto riferito dall’Ispettorato, non era occupabile per legge. L’azienda è stata sanzionata per oltre 18 mila euro per l’impiego irregolare della manodopera. La sospensione dell’attività è stata disposta con efficacia differita per consentire il completamento della raccolta di frutti maturi in corso. Gli ispettori hanno inoltre accertato la mancata elaborazione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), circostanza che ha comportato un ulteriore provvedimento di sospensione e sanzioni per circa 4.700 euro. Nella seconda azienda controllata a Fulgatore la situazione non è risultata migliore. I sei lavoratori presenti, italiani e stranieri, sono stati trovati tutti in nero. Anche in questo caso è stata disposta la sospensione immediata dell’attività e contestate violazioni amministrative per oltre 16 mila euro.

Misiliscemi, quattro lavoratori in nero negli uliveti

L’ultima tappa dei controlli si è svolta a Misiliscemi. Gli ispettori hanno verificato la posizione di quattro lavoratori italiani impegnati nella pulizia di alberi di ulivo all’interno di un fondo agricolo. Tutti risultavano occupati in nero e per l’azienda è scattata la sospensione immediata dell’attività con sanzioni amministrative per oltre 10 mila euro. Nel corso della stessa operazione sono stati controllati anche quattro lavoratori impiegati in un agriturismo della zona. In questo caso tutte le posizioni sono risultate regolari e non sono state riscontrate violazioni immediate in materia di salute e sicurezza. L’Ispettorato Nazionale del Lavoro sottolinea come queste attività confermino il costante impegno nel contrasto al lavoro sommerso e nella lotta al caporalato, fenomeni che continuano a rappresentare una grave piaga per il comparto agricolo. L’obiettivo resta quello di garantire la tutela dei lavoratori, la sicurezza nei luoghi di lavoro e una concorrenza leale tra le imprese che operano nel rispetto delle regole.

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