Scuola siciliana al via il 15 settembre, tutti sperano nel rinvio. Solo 1 su 10 è climatizzata

redazione

Scuola siciliana al via il 15 settembre, tutti sperano nel rinvio. Solo 1 su 10 è climatizzata

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giovedì 03 Settembre 2026 - 07:00

Il conto alla rovescia per il ritorno sui banchi è già iniziato. In Sicilia le lezioni prenderanno regolarmente il via il prossimo 15 settembre, nonostante le preoccupazioni legate alle temperature sempre più elevate che negli ultimi anni hanno reso difficile la permanenza nelle aule scolastiche, soprattutto nelle prime settimane dell’anno scolastico. A pesare è soprattutto un dato: nell’Isola soltanto 201 edifici scolastici dispongono di impianti di climatizzazione, poco più dell’11% del totale.

Nessun rinvio dell’inizio delle lezioni

L’ipotesi di posticipare l’avvio dell’anno scolastico, avanzata da più parti a causa delle ondate di calore che continuano a interessare la Sicilia anche a settembre, al momento non è sul tavolo della Regione. “Allo stato non è previsto nessun rinvio della data di inizio dell’anno scolastico”, ha chiarito l’assessore regionale all’Istruzione Girolamo Turano. Una scelta motivata anche da ragioni organizzative: “Un eventuale rinvio dell’inizio delle lezioni significa posticiparne la chiusura per ritrovarsi nelle stesse condizioni a giugno”. L’assessore ha però evidenziato la necessità di affrontare il problema in maniera strutturale. “Lavoreremo a soluzioni capaci di assicurare un sistema di condizionamento nelle scuole della Sicilia”. Turano ha inoltre annunciato di avere già affrontato il tema con il presidente della Regione Renato Schifani e di voler avviare un confronto con il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara e con il Gestore dei Servizi Energetici.

Solo l’11% delle scuole ha impianti di climatizzazione

Il dato relativo agli edifici scolastici climatizzati fotografa una situazione ancora lontana dalle esigenze reali del territorio. Con appena 201 strutture dotate di impianti di raffrescamento, la maggior parte degli studenti e del personale scolastico siciliano continua infatti a fare i conti con aule spesso surriscaldate nei mesi più caldi. Una criticità che negli ultimi anni è diventata sempre più evidente a causa dell’aumento delle temperature medie e della maggiore frequenza delle ondate di calore, fenomeni che incidono non solo sul comfort ma anche sulla qualità dell’apprendimento e sulle condizioni di lavoro di docenti e personale scolastico.

I 20 milioni del Ministero e la proposta per un piano nazionale

Intanto arriva un primo segnale da Roma. Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) ha accolto favorevolmente lo stanziamento di 20 milioni di euro deciso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito per l’acquisto di dispositivi destinati al raffrescamento degli ambienti scolastici. Secondo il Coordinamento, si tratta di un intervento importante perché riconosce una criticità che non può più essere considerata occasionale o limitata ai mesi estivi. Tuttavia, il CNDDU sottolinea che acquistare climatizzatori non basta: occorre verificare che gli edifici siano adeguati dal punto di vista energetico e impiantistico, evitando che i costi di installazione, manutenzione e consumi ricadano successivamente sui bilanci delle scuole e degli enti locali. Per questo il Coordinamento rilancia la proposta già avanzata al ministro Valditara di un programma nazionale triennale da 1,5 miliardi di euro destinato all’adattamento climatico degli edifici scolastici. L’obiettivo sarebbe quello di intervenire non solo sul raffrescamento delle aule, ma anche sulla riqualificazione energetica, sull’adeguamento degli impianti e sulla riduzione delle disuguaglianze tra territori con diverse capacità economiche.

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