Petrosino, Pellegrino: “Io accusata, disabilità non è un pretesto”. Polemica dopo il Consiglio

redazione

Petrosino, Pellegrino: “Io accusata, disabilità non è un pretesto”. Polemica dopo il Consiglio

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giovedì 13 Agosto 2026 - 07:00

È destinata a far discutere la nota della consigliera comunale di Petrosino Marcella Pellegrino in merito a quanto accaduto durante la seduta del Consiglio comunale dell’11 agosto. Al centro della vicenda ci sono le dichiarazioni che, secondo quanto riportato nel verbale della seduta, sarebbero state pronunciate dall’assessore Antonio Salmeri nei confronti della consigliera di opposizione.

Il cambio dell’orario della seduta

Il Consiglio comunale era stato inizialmente convocato per le 18, ma l’orario è stato successivamente anticipato alle 14. Una modifica che, secondo quanto riferito, sarebbe stata legata alla necessità di consentire a qualcuno di poter prendere un aereo. Pellegrino precisa di non voler entrare nel merito delle ragioni che hanno portato alla modifica dell’orario, né di voler mettere in discussione le prerogative dell’Amministrazione e del Consiglio comunale nell’organizzazione dei propri lavori. La contestazione riguarda invece quanto sarebbe stato detto successivamente nei suoi confronti.

“Non ho utilizzato la disabilità come pretesto”

Secondo quanto riportato nel verbale, l’assessore Salmeri avrebbe definito “vergognoso” l’utilizzo della disabilità come pretesto per l’assenza, facendo riferimento alla dichiarazione della consigliera sulla presenza nella propria abitazione di due persone con disabilità. Una circostanza che, spiega Pellegrino, rende particolarmente complessa la sua partecipazione a una seduta convocata in un determinato orario. “Voglio essere molto chiara: io non ho utilizzato la disabilità come pretesto“, afferma la consigliera, sottolineando di avere semplicemente rappresentato “una situazione familiare concreta e una responsabilità di assistenza” che coinvolge persone con disabilità.

“La disabilità non può diventare uno strumento politico”

È proprio su questo punto che Pellegrino alza il livello della contestazione. “Trovo profondamente grave che una condizione di disabilità possa essere utilizzata all’interno di un confronto politico per mettere in discussione la buona fede di un consigliere comunale”, sostiene. Per la consigliera, un rappresentante delle istituzioni dovrebbe affrontare situazioni di questo tipo con ascolto e attenzione, cercando soluzioni organizzative compatibili con le esigenze di tutti, piuttosto che mettere in discussione la persona che segnala una difficoltà. “Nessuno dovrebbe arrogarsi il diritto di stabilire se una necessità legata alla disabilità sia sufficientemente importante, se sia “vera” o se sia addirittura un “pretesto””, aggiunge. La nota assume quindi un significato più ampio rispetto alla sola polemica sull’orario del Consiglio comunale. “La disabilità non è una colpa. Non è un alibi. Non è un pretesto. Non è uno strumento di battaglia politica. E non è certamente qualcosa di cui vergognarsi”, scrive Pellegrino. Secondo la consigliera, il confronto politico può essere anche duro e acceso, ma deve comunque rimanere ancorato ai principi di legalità, correttezza istituzionale e rispetto della dignità delle persone.

La richiesta all’assessore Salmeri

Alla luce di quanto riportato nel verbale, Pellegrino ritiene quindi che l’assessore Salmeri debba “riflettere attentamente sul peso delle proprie parole” e chiarire pubblicamente quanto dichiarato durante la seduta. “Quando si ricopre un incarico istituzionale, le parole hanno un peso e una responsabilità ancora maggiore”, sottolinea. La consigliera conclude ribadendo la volontà di continuare a svolgere il proprio ruolo “con serietà e nel pieno rispetto delle istituzioni”, ma anche di difendere il diritto di ogni persona e di ogni famiglia a vedere rispettate le proprie esigenze, “soprattutto quando riguardano la disabilità”. Ora la replica spetterebbe proprio a Salmeri.

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