L’iter per l’istituzione della Riserva Naturale Orientata “Fascia costiera di Capo Feto e Margi Spanò” continua a far discutere. Stavolta a intervenire è l’Associazione Pro Capo Feto – Federazione Nazionale Pro Natura che, attraverso il naturalista Enzo Sciabica, ha inviato una nota alla nostra redazione per chiarire la propria posizione e contestare alcune ricostruzioni diffuse nelle ultime settimane.
La precisazione dell’associazione
Secondo Sciabica, infatti, l’associazione sarebbe stata erroneamente indicata tra i soggetti favorevoli all’iter avviato dall’Assessorato regionale al Territorio e Ambiente per la costituzione della nuova Riserva Naturale Orientata. Una ricostruzione che il naturalista vuole respingere con decisione. “Dal 2006 – ci fa sapere – le proposte progettuali presentate all’Assessorato regionale hanno sempre riguardato esclusivamente l’istituzione della Riserva Naturale Integrale di Capo Feto e mai l’accorpamento con i Margi Spanò o la creazione di una Riserva Naturale Orientata”. Sciabica ricostruisce anche le tappe del percorso che, a suo dire, avrebbe portato all’attuale proposta regionale, sostenendo che l’impostazione oggi seguita sia diversa da quella avanzata negli anni dall’associazione Pro Capo Feto. Nel mirino finisce soprattutto l’inserimento di Margi Spanò nel perimetro della futura area protetta, soluzione che il naturalista ritiene non coerente con le proposte depositate nel corso degli ultimi vent’anni.
Le osservazioni inviate alla Regione
A sostegno della propria posizione, Sciabica ha trasmesso anche due documenti indirizzati al Dipartimento regionale Ambiente, nei quali chiede che venga riconosciuta una Riserva Naturale Integrale della Palude di Capo Feto e della fascia costiera antistante, senza accorpamento con Margi Spanò e con una diversa delimitazione dell’area da tutelare. Il naturalista sottolinea inoltre che la firma apposta all’ingresso della conferenza organizzata nei mesi scorsi sarebbe stata esclusivamente una firma di presenza e non un’adesione al progetto illustrato durante l’incontro.
L’iter regionale ancora aperto
La presa di posizione arriva mentre l’iter regionale è ancora in corso. Nei giorni scorsi il Dipartimento regionale Ambiente ha invitato enti e soggetti interessati a presentare eventuali osservazioni sulla proposta prima della sua eventuale approvazione definitiva. È proprio nell’ambito di questa fase che l’Associazione Pro Capo Feto ha formalizzato le proprie osservazioni, ribadendo la richiesta di una diversa tipologia di riserva e di un differente perimetro dell’area protetta. Una vicenda che aggiunge un nuovo tassello al dibattito sulla tutela di Capo Feto, uno dei siti naturalistici più importanti – ma anche più trascurati e maltrattati, ridotto in alcuni punti quasi a discarica abusiva come abbiamo visto nel corso dei mesi – della Sicilia occidentale. E anche all’interno dello stesso fronte ambientalista esistono posizioni differenti sul modello di protezione da adottare. L’ultima parola spetterà però all’Assessorato regionale al Territorio e Ambiente, chiamato a valutare le osservazioni presentate prima di decidere sul futuro dell’area protetta.