Liste d’attesa e accesso alle cure tornano al centro del dibattito sulla sanità trapanese. La deputata regionale del Movimento 5 Stelle Cristina Ciminnisi ha presentato un’istanza di accesso agli atti all’ASP di Trapani per conoscere modalità e risultati dell’applicazione delle cosiddette “Prestazioni Garantite” nelle strutture dell’Azienda sanitaria provinciale. Si tratta di uno strumento introdotto nel dicembre 2024 e pensato per tutelare i cittadini quando le liste d’attesa istituzionali risultano sature. Attraverso i cosiddetti “percorsi di tutela”, infatti, è possibile ottenere visite specialistiche ed esami in regime di libera professione intramuraria o presso strutture private accreditate, con i costi a carico dell’Azienda sanitaria. In altre parole, in determinate condizioni il cittadino non dovrebbe essere costretto a pagare di tasca propria una prestazione che non riesce a ottenere nei tempi previsti dal servizio pubblico.

“È uno strumento pressoché sconosciuto alla maggior parte dei cittadini”, osserva Ciminnisi, che con l’accesso agli atti vuole verificare “… quanti cittadini conoscono questo percorso, quanti sanno come accedervi e quanti lo hanno già fatto”. La questione delle liste d’attesa si intreccia con la mobilitazione regionale “Sanità X Tutti”, promossa dal Movimento 5 Stelle in tutta la Sicilia, che nelle ultime settimane ha portato attivisti e parlamentari davanti ai 40 ospedali dell’Isola. Oggi la campagna ha fatto tappa anche a Trapani, con un sit-in davanti all’ospedale Sant’Antonio Abate.
“Vogliamo che chi ha vissuto un’attesa infinita, o non ha mai saputo di poter accedere a una prestazione garantita, venga a raccontarlo”, afferma Ciminnisi. Le testimonianze raccolte, insieme alle eventuali denunce di cittadini e personale sanitario, potranno trasformarsi in atti parlamentari o in istanze rivolte alla direzione generale dell’ASP di Trapani. L’obiettivo, conclude la deputata, è mettere insieme le voci di chi quotidianamente si confronta con il sistema sanitario per verificare dove si concentrino le maggiori criticità e riportare al centro un principio fondamentale: il diritto alla salute e l’effettivo accesso alle cure pubbliche.