Panchine rimosse a Marsala, “Ma è un’Amministrazione di destra o di sinistra?”

redazione

Panchine rimosse a Marsala, “Ma è un’Amministrazione di destra o di sinistra?”

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venerdì 24 Luglio 2026 - 17:05

La rimozione delle panchine da Piazza Matteotti, nella zona di Porta Mazara a Marsala – e il conseguente atto vandalico alle fioriere appena installate e subito rimosse – continua ad alimentare il dibattito politico. Sulla decisione dell’amministrazione interviene il consigliere comunale di Liberi, Giampaolo Abrignani, che definisce l’intervento una scelta amministrativa “molto forte” e non semplice da condividere.

Abrignani: “Una sonora sconfitta”

“Se da un lato potrebbe essere un tentativo di risolvere il problema del continuo stazionamento di soggetti in quella zona – afferma Abrignani – dall’altro lato, sotto l’aspetto puramente sociale, certifica una sonora sconfitta”. Il consigliere solleva inoltre dubbi sulle modalità con cui è stata attuata la misura. “Se la rimozione ha come scopo quello di evitare lo stazionamento prolungato, perché togliere solo alcune panchine e lasciarne altre?”, si chiede. A suscitare perplessità è anche la scelta di collocare alcuni vasi in plastica leggera per impedire l’occupazione degli scalini e degli spazi antistanti le attività commerciali. Vasi che, dopo il “bruttissimo gesto” compiuto da un ragazzo, sono stati rimossi. Per Abrignani la questione va affrontata puntando sul controllo del territorio e sul rispetto delle regole. “Noi pensiamo che la sicurezza non si garantisca eliminando gli spazi pubblici, ma assicurando il rispetto delle regole e un adeguato controllo del territorio”, conclude.

Le domande del consigliere Di Girolamo

Sulla vicenda interviene anche il consigliere di opposizione Gaspare Di Girolamo, che critica duramente le scelte adottate a Porta Mazara e si sofferma in particolare sulla collocazione dei vasi. “Mi sorge solo un dubbio: è un’amministrazione di sinistra o di estrema destra?”, afferma Di Girolamo. E ancora: “La situazione a Porta Mazara, adesso: complimenti a chi ha avuto la brillante idea di mettere questi vasi!”. Secondo il consigliere, la scelta di collocare i vasi avrebbe contribuito ad alimentare tensioni senza risolvere il problema. “Mettere i vasi lì significa creare scontro, ed è quello che è successo oggi, senza che ciò porti a nulla”, sostiene. Di Girolamo riconosce invece che la presenza dell’esercito e della polizia locale può rappresentare un elemento utile per aumentare il livello di sicurezza nella zona, ma esclude che la soluzione possa passare da interventi di questo tipo. “Il presidio dell’esercito e della polizia locale può garantire un margine di sicurezza in più, ma non saranno certo i vasi a risolvere la situazione”, conclude.

Parla Lilibeo Viva (che appoggiò Massimo Grillo)

Dopo gli interventi dei consiglieri comunali Giampaolo Abrignani di Liberi e Gaspare Di Girolamo, arriva anche la presa di posizione del coordinamento di Lilibeo Viva, il movimento che alle ultime elezioni amministrative aveva sostenuto la candidatura a sindaco di Massimo Grillo. Lilibeo Viva esprime “forte contrarietà e perplessità” nei confronti della decisione dell’Amministrazione comunale, contestando l’idea che la rimozione delle panchine possa rappresentare una risposta al problema del cosiddetto “bivacco”.Togliere le panchine da una piazza per impedire che qualcuno vi stazioni non è una soluzione, è una resa”, sostiene il coordinamento, secondo cui la scelta finirebbe per penalizzare l’intera cittadinanza. “Invece di governare il territorio e affrontare i problemi della sicurezza e della convivenza civile, si sceglie di punire l’intera cittadinanza, privando anziani, famiglie, turisti e ragazzi di un luogo di aggregazione e riposo nel cuore della città”. Lilibeo Viva riconosce tuttavia l’esistenza delle criticità che hanno portato l’amministrazione a intervenire. “Comprendiamo le preoccupazioni che hanno motivato il provvedimento: la presenza di persone in condizioni di marginalità e alcune criticità legate alla sicurezza percepita sono un tema reale, che l’Amministrazione ha il dovere di affrontare”. Ma, secondo il movimento, la risposta non può essere affidata a “scorciatoie di facciata”. “L’isolamento e il degrado non si combattono eliminando l’arredo urbano, ma con politiche attive e strutturate”. Il movimento indica quindi alcune priorità: un controllo effettivo del territorio, attraverso una presenza costante e capillare delle forze dell’ordine e della polizia municipale; servizi di mediazione sociale per affrontare le situazioni di fragilità e prevenire tensioni; e spazi pubblici vivi e frequentati, attraverso eventi, iniziative culturali e presìdi sociali. “Il miglior antidoto al degrado è la presenza attiva della comunità”, sottolinea Lilibeo Viva, che chiede al sindaco di rivedere la decisione, ripristinare le panchine e convocare un tavolo di confronto con le forze dell’ordine, i commercianti della zona e il terzo settore, così da individuare “interventi seri, umani ed efficaci”.

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