A Scopello arriva “Toskà”, la mostra di Cristina Borinschi

redazione

A Scopello arriva “Toskà”, la mostra di Cristina Borinschi

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venerdì 24 Luglio 2026 - 15:22

Sarà inaugurata sabato 25 luglio alle 18.30, nel suggestivo scenario del Baglio di Scopello, a Castellammare del Golfo, la mostra personale “Toskà” dell’artista Cristina Borinschi, moldava di nascita e palermitana d’adozione. L’esposizione è curata da “L’Ascensore”, spazio palermitano dedicato all’arte contemporanea. In mostra dieci opere pittoriche ispirate a “Toskà”, una parola russa difficilmente traducibile con un unico termine e che richiama una forma di malinconia profonda, una nostalgia che non riguarda soltanto un luogo o un tempo perduto, ma una vera e propria condizione dell’anima. È il desiderio di qualcosa di indefinito, una tensione verso ciò che si percepisce come essenziale e, allo stesso tempo, irraggiungibile.

La ricerca di Borinschi nasce proprio da questa dimensione emotiva e trasforma lo spazio espositivo in un territorio sospeso, fatto di suggestioni e scoperte. Creature provenienti da un immaginario onirico intrecciano corpi e colori, dando vita a un universo di interazioni misteriose e mai completamente decifrabili. Un cosmo immaginato e popolato da mitologie di un altrove ancora tutto da scoprire. L’artista si muove lungo il confine tra segno e colore, memoria e immaginazione. “Toskà” diventa così il nome di una condizione condivisa, quella ricerca incessante di un luogo interiore dove possano convivere perdita e desiderio, fragilità e bellezza. L’apertura della mostra sarà accompagnata da una poesia di Carola Calandra.

“Servendosi, nel titolo, di uno dei vocaboli più evocativi e intraducibili della letteratura russa – afferma il critico d’arte Carlo Corona – Cristina Borinschi riconduce i lavori in mostra a una frattura che sembra essere stata dimenticata prima ancora di essere conosciuta, nel tentativo di riparare il desiderio di un’origine, di una presenza, di un senso che ancora non riesce a essere appellato”. Secondo Corona, nelle opere “alterchi, scontri e incontri si susseguono”, facendo della pittura “un fondo lontanissimo ove affiora una prima luce che, cessando di essere soltanto familiare, torna finalmente a farsi mistero”. La mostra sarà visitabile da domenica 26 luglio fino al 5 settembre.

Cristina Borinschi, nata a Grigorovka, in Moldavia, nel 1992, in una famiglia di origini russo-ucraine, lascia la terra d’origine a 19 anni, seguendo un percorso di ricerca e attraversamento che la conduce infine a Palermo, città nella quale sceglie di radicarsi. Qui si forma all’Accademia di Belle Arti, frequentando l’Osservatorio Arti Visive, e sviluppa una ricerca centrata sul segno come linguaggio capace di mettere in relazione diversi livelli di coscienza. La sua pratica artistica supera la dimensione autobiografica per aprirsi a una memoria collettiva, primordiale e simbolica, dove esperienza individuale e dimensione universale si incontrano. Parallelamente alla pittura, porta avanti una ricerca sulla ceramica, intesa come materia viva e processo di trasformazione. Oggi vive e lavora a Palermo.

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