Che fine hanno fatto le Case di Comunità e gli Ospedali di Comunità in provincia di Trapani? È una domanda che in molti si pongono da mesi, anche alla luce delle scadenze imposte dal PNRR e dei timori di possibili ritardi o addirittura della perdita dei finanziamenti. Per fare chiarezza abbiamo incontrato il commissario straordinario dell’Asp di Trapani, Sabrina Pulvirenti, che ha illustrato lo stato dell’arte del progetto di riorganizzazione della sanità territoriale, fornendo dati, tempistiche e spiegando cosa accadrà nelle prossime settimane.
GUARDA LA VIDEO-INTERVISTA
Il commissario straordinario ribadisce con forza quanto fatto: “Abbiamo rispettato le scadenze”. Pulvirenti respinge le ricostruzioni secondo cui la provincia di Trapani sarebbe in ritardo. “L’Asp di Trapani partiva da un patrimonio immobiliare molto vecchio e in molti casi non più recuperabile con semplici interventi di manutenzione. Per questo motivo, su diverse strutture abbiamo dovuto ricostruire completamente gli edifici, realizzando Case di Comunità ex novo.” Sono dodici le Case di Comunità previste nel territorio provinciale, mentre gli Ospedali di Comunità saranno tre: a Salemi, Marsala e Trapani-Palazzo Pappalardo (struttura che si trova in Contrada Paneperso (anche nota come Fondo Paneperso) che è un’area di proprietà dell’ASP situata in contrada Belvedere a Trapani, scelta per la costruzione di nuove strutture sanitarie territoriali finanziate dal PNRR, tra cui l’Ospedale di Comunità, la Casa della Comunità e la Centrale Operativa Territoriale.).
Le verifiche delle strutture
Secondo il commissario, tutte le strutture sono state sottoposte alle verifiche dell’esperto qualificatore esterno previsto dal PNRR, che non ha controllato soltanto gli aspetti edilizi ma anche l’organizzazione sanitaria. Uno degli aspetti più delicati riguarda proprio il personale. Nel corso dell’intervista abbiamo chiesto se le strutture fossero state “riempite” temporaneamente soltanto per superare le ispezioni. La risposta della commissaria è stata netta. “Non c’è stato alcun gioco delle tre carte. L’ispettore verifica realmente il personale assegnato ad ogni singola struttura. Non sarebbe possibile spostare gli stessi operatori da una sede all’altra.”
Il reclutamento di infermieri di comunità
L’Asp, spiega Pulvirenti, aveva già programmato da tempo il reclutamento di infermieri di comunità, operatori sociosanitari e assistenti sociali, ai quali si aggiungono i medici di medicina generale che hanno aderito alle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) previste dall’accordo nazionale. Le nuove Case di Comunità rappresentano il fulcro della sanità territoriale. Nelle strutture “Spoke” saranno garantite attività dalle 8 alle 20, mentre nelle Case di Comunità “Hub” il servizio sarà attivo 24 ore su 24, sette giorni su sette.
Al loro interno i cittadini troveranno:
- medici di medicina generale associati;
- infermieri di comunità;
- assistenti sociali;
- operatori sociosanitari;
- servizi CUP;
- diagnostica di primo livello.
Ogni struttura sarà inoltre dotata di ecografo, elettrocardiografo, defibrillatore, videodermatoscopio e ambulatorio infermieristico per medicazioni, terapie, flebo e assistenza ai pazienti fragili. Superate le verifiche ministeriali, adesso la documentazione è passata all’Assessorato regionale. L’Asp ha già presentato le richieste di autorizzazione all’esercizio sanitario e di accreditamento all’OTA regionale. “Nel frattempo possiamo iniziare a programmare l’avvio delle attività”, spiega Pulvirenti.
Proprio nelle ultime ore si è conclusa anche l’ultima verifica ispettiva relativa alla struttura di Trapani-Paneperso, che ospiterà contemporaneamente la Casa di Comunità, la Centrale Operativa Territoriale (COT) e l’Ospedale di Comunità.
Le novità
La novità più importante riguarda proprio gli Ospedali di Comunità. Il commissario annuncia che quelli di Salemi e Marsala, per un totale di 40 posti letto (20 per ciascuna struttura), potrebbero essere inaugurati già la prossima settimana, non appena arriverà la conferma ufficiale della data da parte dell’assessore regionale alla Salute. Gli Ospedali di Comunità saranno destinati ai pazienti a bassa intensità assistenziale. Persone appena dimesse dagli ospedali, anziani soli, pazienti con patologie croniche, persone che necessitano di medicazioni, gestione di cateteri, ossigenoterapia o assistenza temporanea quando la famiglia non riesce a garantire le cure necessarie.
La relazione con i PS
“L’ospedale di comunità – sottolinea Pulvirenti – serve anche a dare sollievo ai Pronto Soccorso e a prendersi cura delle persone più fragili. Quando si sta male si soffre prima nell’anima e poi nel corpo, e la solitudine è una forma di sofferenza che dobbiamo affrontare.”
Il commissario rivendica anche il lavoro svolto in questi mesi.
“In alcuni casi abbiamo dovuto demolire completamente edifici esistenti e ricostruirli. Ad Alcamo è stata realizzata perfino una nuova strada di accesso; a Custonaci e Castellammare sono sorti edifici completamente nuovi su due livelli. È stato complicato reperire materiali e manodopera, ma siamo riusciti a rispettare gli obiettivi.” Al termine dell’intervista, Pulvirenti ha consegnato anche i decreti regionali che certificano il superamento delle verifiche previste dal percorso PNRR.
L’obiettivo, adesso, è passare rapidamente dalla fase amministrativa a quella operativa, affinché Case e Ospedali di Comunità diventino finalmente un servizio concreto per i cittadini della provincia di Trapani.