Si riaccende il dibattito sullo scorrimento veloce di Trapani. In Consiglio comunale il consigliere di opposizione Giuseppe Guaiana ha denunciato il blocco del cantiere, fermo da oltre venti giorni, e il rischio che l’opera possa non essere completata. Secondo Guaiana, l’impresa esecutrice avrebbe sospeso i lavori per il mancato pagamento di circa 1,3 milioni di euro. Una situazione che, oltre a creare forti disagi alla viabilità lungo uno dei principali accessi al porto e al centro storico, alimenta il timore di un definanziamento dell’intervento. “Se i fondi dovessero venire meno – ha dichiarato – Trapani rischierebbe di ritrovarsi con una città divisa in due e con i residenti di via Salemi fortemente penalizzati”. Il consigliere ha quindi invitato il sindaco, la Giunta e i parlamentari del territorio a intervenire per scongiurare il blocco definitivo dell’opera.
La replica di Tranchida
Alla ricostruzione di Guaiana ha replicato il sindaco Giacomo Tranchida, sostenendo che i finanziamenti PNRR destinati allo scorrimento veloce sarebbero stati già revocati circa due mesi e mezzo fa. “La strada non perderà i finanziamenti: li ha già persi”, ha affermato il primo cittadino, spiegando che i 17 milioni inizialmente assegnati sarebbero stati ritirati dalla struttura nazionale che gestisce le risorse. L’obiettivo, adesso, sarebbe quello di recuperare l’intervento utilizzando fondi trasferiti dalla Presidenza del Consiglio alla Regione Siciliana. Tranchida ha inoltre precisato che l’impresa vanterebbe un credito di circa 1,6 milioni di euro e che ne basterebbero 300 mila per completare la rotatoria provvisoria e riaprire parzialmente lo scorrimento veloce entro un mese. “Al momento, però, non abbiamo ancora risposte”, ha concluso, sottolineando come il tempo a disposizione per salvare l’opera si stia rapidamente riducendo.
Il Comune fa chiarezza
Il Comune di Trapani interviene per fare chiarezza sulle notizie, definite “contraddittorie e fuorvianti”, circolate negli ultimi giorni sulla Zona Economica Speciale e sui lavori relativi alla viabilità. L’amministrazione comunale ricostruisce la vicenda, chiarendo competenze e responsabilità. “La Zona Economica Speciale è un progetto presentato dalla mia amministrazione comunale”, chiarisce il sindaco Giacomo Tranchida. Il progetto ha consentito di ottenere sgravi fiscali per la zona industriale e agevolazioni per gli insediamenti produttivi capaci di creare nuova occupazione, inserendo Trapani, il porto, la zona industriale e lo Scorrimento Veloce fino allo svincolo autostradale di Milo in una strategia di sviluppo finalizzata ad attrarre risorse e investimenti. La gestione della ZES, però, spiega il Comune, fa capo all’Unità di Missione della Presidenza del Consiglio dei Ministri. “Da Roma vengono nominati i dirigenti e vengono gestiti progetti, appalti e tutti gli atti relativi agli interventi”.
Lo stato dei lavori e i ritardi
Il Comune sostiene di sollecitare da oltre un anno e mezzo l’accelerazione dei lavori. Dopo l’aggiudicazione dell’appalto e la consegna del cantiere, nel novembre dello scorso anno era stata emessa un’ordinanza per consentire la chiusura di parte dello Scorrimento Veloce e l’avvio delle opere. “Dopo di ciò si sono incartati”, afferma Tranchida, ricordando le numerose interlocuzioni con gli uffici ministeriali della ZES e il coinvolgimento della Prefettura. “Abbiamo mantenuto un profilo istituzionale e collaborativo. E però adesso basta”.
La revoca dei fondi
Secondo quanto riferito dal Comune, circa due mesi fa il Governo avrebbe revocato il finanziamento PNRR destinato agli interventi sulla viabilità collegati alla ZES di Trapani. Si sarebbe quindi cercato di individuare nuove risorse tra quelle trasferite alla Regione Siciliana e non ancora utilizzate. Nel frattempo, l’amministrazione avrebbe chiesto anche all’impresa di valutare la possibilità di completare almeno alcuni interventi in vista dell’estate, tra cui la nuova rotatoria tra via Salemi e Villa Rosina e la riapertura del cavalcavia verso la zona costiera. L’impresa, però, avrebbe evidenziato una situazione debitoria di circa 1,65 milioni di euro e la necessità di ulteriori 300 mila euro per accelerare i lavori.
Le responsabilità
Il Comune ribadisce la distinzione tra la responsabilità politica della visione di sviluppo e quella della gestione concreta degli interventi. “Il progetto generale di sviluppo della città di Trapani con la visione ZES è una candidatura della mia amministrazione”, afferma il sindaco. “Ma dirigenti, decisori, appalti, lavori, direzione dei lavori e finanziamenti sono gestiti dall’Unità di Missione ZES presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri”. Tranchida rivendica quindi la responsabilità politica della strategia per il porto, della viabilità di collegamento e della volontà di decongestionare il traffico, chiedendo però ad altri soggetti di rispondere dei ritardi nella gestione dei fondi PNRR.
L’azione del Comune
L’amministrazione comunale assicura di voler continuare a sollecitare tutte le istituzioni coinvolte affinché i lavori possano ripartire nel più breve tempo possibile. Alla luce delle ultime notizie, che confermerebbero il rischio di un ulteriore blocco dei cantieri per diversi mesi, con pesanti conseguenze per il comparto industriale, quello portuale, i cittadini e i pendolari, il sindaco ha deciso di alzare il livello della protesta. Per lunedì 27 luglio 2026, alle ore 9.30, nella Sala Sodano di Palazzo D’Alì, sono state convocate le organizzazioni di categoria e gli imprenditori. L’obiettivo è decidere insieme le iniziative da intraprendere e le azioni necessarie a contenere i danni provocati, secondo il Comune, dai ritardi nella gestione politico-amministrativa della vicenda.