Crisi agricola e possibili soluzioni, Mario Ragusa: “Non capisco perchè la politica sia così distante” VIDEO

Vincenzo Figlioli

Crisi agricola e possibili soluzioni, Mario Ragusa: “Non capisco perchè la politica sia così distante” VIDEO

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sabato 19 Settembre 2026 - 07:15

L’agricoltura è un settore storicamente molto importante per il nostro territorio, che però vive da tempo una situazione di crisi. Sta suscitando attenzione tra gli addetti ai lavori quanto riferito dall’imprenditore Andrea Bonollo a proposito delle giacenze della scorsa vendemmia che ancora si trovano nelle cantine italiane, a testimonianza di un ritardo nella vendita del prodotto dello scorso anno. E questo si registra nel momento in cui tutto il settore è in fermento per la vendemmia di quest’anno. Di questi temi si è spesso occupato il dottore Mario Ragusa, componente scientifico dell’associazione Marsala – la Città che vorrei.

Come spiega questo fenomeno?

Il fenomeno è molto complesso. Purtroppo il calo dei consumi costante che c’è stato nel tempo non favorisce la commercializzazione delle scorte di vino. E questo crea una crisi finanziaria per le cantine che devono affrontare una nuova vendemmia. Per eliminare tutte le eccedenze di vino, avevo già proposto in campagna elettorale e avevo scritto una proposta che è stata consegnata al ministro Salvini durante la sua visita a Marsala: occorre avviare tutto il vino eccedentario alla distillazione per ottenere bioetanolo da destinare alla carburazione. Le direttive comunitarie emanate nel 2009 e nel 2018 prevedono che una quota parte di biocarburanti venga immessa in miscela con i carburanti fossili. Per questo tutti i trader italiani del settore energia importano ingenti quantitativi di biocarburante da tutto il mondo. Però questa è una soluzione che in Italia ancora non è mai realmente decollata. Quindi, viste le prospettive di necessità che ci saranno di biocarburante al 2030, il GSE ci dice che al 2030 avremo bisogno di miscelare il 20% del totale dei consumi con biocarburanti, sarebbe logico avviare tutto l’iter legislativo che permetta di finanziare, perché no anche con i proventi derivanti dagli extra profitti che stanno generando i trader dell’energia, la cosiddetta distillazione ecologica, ovvero una distillazione pensata per eliminare tutte le eccedenze che creano difficoltà di mercato e con cui comunque si otterrebbe un bioetanolo che, messo nella carburazione, permetterebbe un abbattimento notevole degli inquinanti derivanti dal trasporto.

C’è stato un seguito rispetto a questa proposta fatta durante la campagna elettorale al ministro Salvini e all’assessore regionale Sammartino?

Assolutamente no. Non ho visto nessuna iniziativa e nessun ritorno sulla questione, che potrebbe assolutamente dare nuovo fiato e nuova linfa alle cantine sociali.

A livello europeo altri paesi si stanno muovendo in maniera diversa rispetto all’Italia?

A seguito di questo articolo di Andrea Bonollo su LinkedIn ho notato che c’erano numerosi commenti e qualcuno evidenziava che già in Francia il bioetanolo viene venduto regolarmente nella catena di distribuzione dei carburanti. Il cosiddetto E85, un carburante codificato dalla Comunità Europea che è composto per l’85% da etanolo e per il 15% da carburante fossile. E ho notato, facendo delle ricerche, che questo carburante in tutta la catena distributiva della Francia viene venduto a un prezzo medio di 0,85 euro al litro. Quindi significa che in Francia riescono a finanziare e a sovvenzionare l’utilizzo del bioetanolo come carburante. Non comprendo perché in Italia questa scelta non venga assolutamente sposata.

Può essere considerata una mancanza d’attenzione da parte della politica o anche una mancanza di adeguata pressione da parte degli operatori del settore?

Sicuramente la politica non è attenta a questi problemi. Più volte ho suggerito soluzioni importanti. Ad esempio nel 2013 avevo fatto convocare nell’ufficio di vicepresidenza della Regione Sicilia, con il vicepresidente Venturino del Movimento 5 Stelle, un alto funzionario delle dogane di Roma per chiarire la questione del perché in Francia gli agricoltori avessero ottenuto il carburante defiscalizzato. Si è trattato di un provvedimento che è stato approvato dalla Comunità Europea, quindi anche varato da parlamentari italiani, eppure questa cosa in Italia non è mai avvenuta. Né il Movimento 5 Stelle, a seguito di questa mia iniziativa, si è adoperato per raggiungere questo obiettivo. Qualche anno fa al PD e al sindaco del PD avevo suggerito di realizzare l’impianto consortile di biodigestione con cui ottenere biometano, anch’esso considerato biocarburante sostenibile, ma non se ne fece nulla. Non capisco perché la politica sia così distante da situazioni che possono risolvere problemi notevoli per la collettività. Infatti con l’associazione Marsala Città Che Vorrei, un gruppo di professionisti, stiamo elaborando documenti da inviare alla classe politica locale per dire: noi ci siamo, se vorrete saremo anche disponibili a collaborare per risolvere i problemi, a partire dal problema dei rifiuti e per finire appunto al problema economico che stanno attraversando le cantine.

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