Domani, 12 luglio 2026, a partire dalle 17:10, non sarà possibile imbarcarsi su alcun aliscafo da Favignana per Trapani — e lo stesso problema riguarda Levanzo e la già penalizzata Marettimo, rimasta con sole due corse pomeridiane. A denunciare l’ennesima beffa della mobilità isolana è il capogruppo di “Egadi Meravigliose”, il consigliere comunale Francesco Sammartano, che assieme ai colleghi Maria Sinagra e Antonino Lo Iacono ha inviato una nota all’assessore ai Trasporti Emanuele Sardina e per conoscenza al sindaco Giuseppe Pagoto.
La denuncia è chiara e senza sconti: quella che viene sbandierata come “continuità territoriale” è in realtà una continua interruzione dei diritti fondamentali dei residenti. Le compagnie di navigazione, ricordano i consiglieri, sono cofinanziate con soldi pubblici da Stato e Regione proprio per garantire la mobilità dei cittadini delle isole, non per assecondare soltanto la domanda turistica stagionale. E invece, nell’epoca delle prenotazioni online e dei pacchetti vacanza, chi vive stabilmente alle Egadi si ritrova a dover “programmare la propria vita” con mesi di anticipo se ha una visita medica, un turno di lavoro o un impegno improrogabile.
La richiesta di Sammartano è duplice: un intervento immediato per imporre corse straordinarie già domani sera — con priorità di posti per i residenti — e una soluzione strutturale che eviti il ripetersi delle emergenze ogni weekend estivo. La proposta concreta è semplice e sensata: quote di posti obbligatori riservati ai residenti su tutti i mezzi veloci in partenza da Favignana, bloccati e non prenotabili dai turisti fino ad almeno un’ora dalla partenza. Solo se rimangono liberi quei posti, si possono rimettere in vendita. Un’idea già applicata in passato che qui viene indicata come misura necessaria per restituire dignità e diritti ai cittadini isolani.
Se questa è la “continuità territoriale”, qualcuno dovrebbe spiegare ai cittadini cosa vuol dire: perché domani dalle 17:10 in poi a Favignana non ci saranno più posti per Trapani. I residenti vengono trattati come vacanzieri. Le isole — rammentano i consiglieri — non sono un parco divertimenti; qui vivono cittadini italiani che hanno gli stessi diritti di chi abita sulla terraferma.
La domanda finale, rivolta all’amministrazione comunale di Favignana, è semplice ma bruciante: dove sono le priorità? L’istanza è stata già inoltrata, con l’invito a portarla in Conferenza dei Sindaci delle Isole Minori e in Regione come priorità assoluta. L’amministrazione fornirà riscontro scritto e rapidità di intervento o continuerà a lasciare i suoi cittadini a rincorrere posti sugli aliscafi come se la vita sull’isola fosse un optional?
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