Non bastano il sole e l’estate a rendere questo clima torrido. La definizione agevolata dei tributi comunali, a Mazara del Vallo, continua ad alimentare il dibattito cittadino e a infuocare ancora di più le temperature. Dopo le polemiche delle scorse settimane e l’attenzione nazionale suscitata dalla vicenda, approdata anche sulle reti Mediaset, un nuovo confronto si è acceso tra il Comitato Diritto di Difesa e l’Amministrazione comunale, questa volta sul corretto utilizzo dei modelli F24 destinati ai pagamenti delle somme dovute dai contribuenti che hanno aderito alla cosiddetta “rottamazione” delle entrate comunali.
La segnalazione del Comitato
A innescare la miccia è stato proprio il Comitato Diritto di Difesa, che ha invitato formalmente il Comune a intervenire con urgenza per risolvere quella che ritiene una criticità tecnica: nei modelli F24 allegati alle istanze di definizione agevolata, secondo il Comitato, sarebbe assente il codice identificativo dell’ente creditore. Una circostanza che, secondo loro, potrebbe generare dubbi nei contribuenti e creare possibili difficoltà nella corretta imputazione dei versamenti effettuati. E dunque nasce da qui la richiesta rivolta all’Amministrazione comunale di procedere rapidamente alla rettifica della modulistica e di fornire chiarimenti ufficiali agli utenti interessati. La replica del Comune non si è però fatta attendere. Attraverso una nota ufficiale, l’Amministrazione ha escluso qualsiasi irregolarità, precisando che i modelli F24 predisposti per la definizione agevolata sono perfettamente conformi alle modalità operative previste dal sistema di pagamento.
La replica del Comune
Secondo il Palazzo di Città, infatti, il codice ente non compare perché non è richiesto nella particolare procedura utilizzata per la definizione agevolata. “Tale problematica di natura tecnica – spiega la dott.ssa Stella Marino, dirigente dell’Ufficio Tributi – ha riguardato solo un numero esiguo di modelli in quanto l’Ufficio Tributi si è accorto tempestivamente del problema e già da 15 giorni ha provveduto a fare effettuare le necessarie correzioni sulla piattaforma. Non si tratta pertanto di un problema attuale e la segnalazione sembrerebbe pertanto un mal riuscito tentativo di polemizzare su una procedura che ha accolto il favore di moltissimi contribuenti e sta contribuendo a realizzare una vera e propria ‘pace fiscale’ tra cittadini e amministrazione”. L’identificazione del destinatario del pagamento avviene infatti attraverso gli specifici codici tributo e gli ulteriori dati riportati nel modello, elementi ritenuti sufficienti per consentire all’Agenzia delle Entrate di attribuire correttamente gli importi versati. L’Amministrazione ha quindi rassicurato i contribuenti, sottolineando che i pagamenti effettuati mediante i modelli predisposti sono pienamente validi e che non esiste alcun rischio di invalidità o di mancata attribuzione delle somme al Comune.
Un dibattito destinato a continuare
La vicenda rappresenta l’ultimo capitolo di un confronto che nelle ultime settimane ha accompagnato, non senza polemiche, l’avvio della definizione agevolata delle entrate comunali, uno degli strumenti su cui l’Amministrazione punta per incrementare la riscossione dei tributi locali, consentendo ai contribuenti di regolarizzare la propria posizione attraverso l’azzeramento di sanzioni e interessi e la possibilità di rateizzare il debito. Proprio la gestione della misura è stata al centro di numerosi interventi politici e tecnici, tra richieste di proroga dei termini, osservazioni sulle modalità operative della piattaforma telematica e iniziative promosse da professionisti del settore fiscale. Il nuovo confronto tra Comitato Diritto di Difesa e Comune è solo l’ennesimo capitolo di una misura che, siamo sicuri, continuerà ad infiammare il clima del dibattito cittadino.