Selinunte, il Tar sospende l’ordinanza sul deposito dei mastelli nell’immobile confiscato a Gricoli

redazione

Selinunte, il Tar sospende l’ordinanza sul deposito dei mastelli nell’immobile confiscato a Gricoli

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venerdì 03 Luglio 2026 - 16:25

Il Tribunale amministrativo regionale della Sicilia ha sospeso, in via cautelare, l’ordinanza con cui il sindaco di Castelvetrano Giovanni Lentini, aveva disposto l’utilizzo di un immobile confiscato alla mafia come deposito dei mastelli e dei contenitori della raccolta differenziata destinati agli esercenti del centro di Marinella di Selinunte. La decisione arriva dopo il ricorso presentato da una residente della borgata marinara, mentre l’esame collegiale della vicenda è stato fissato per il prossimo 10 settembre.

La vicenda

Il caso aveva acceso un acceso dibattito nelle scorse settimane. Il provvedimento del Comune prevedeva infatti di destinare a ricovero dei contenitori dei rifiuti una struttura incompiuta, dichiarata inagibile e confiscata a Giuseppe Grigoli, ritenuto prestanome e cassiere del boss mafioso Matteo Messina Denaro. Una scelta contestata da numerosi residenti, soprattutto per la collocazione dell’immobile, che si affaccia su via Marco Polo, il principale corso della borgata, meta ogni giorno di migliaia di persone e cuore della movida estiva. La residente che ha promosso il ricorso aveva inizialmente chiesto al Comune la revoca in autotutela dell’ordinanza, ricevendo però un diniego. Da qui la decisione di rivolgersi al Tar, sostenendo che l’edificio non fosse idoneo a ospitare contenitori dei rifiuti, soprattutto durante la stagione estiva, in un’area a forte vocazione turistica.

I motivi del ricorso

Tra i motivi del ricorso figura anche il richiamo all’articolo 48 del Codice antimafia, secondo cui i beni confiscati e trasferiti agli enti locali devono essere destinati esclusivamente a finalità istituzionali o sociali. Secondo la ricorrente, la destinazione dell’immobile a deposito dei mastelli non risponderebbe a tali finalità. Nel decreto cautelare, il Tar ha ritenuto prevalenti le ragioni della ricorrente in questa fase del procedimento. I giudici hanno osservato che, “nel bilanciamento dei contrapposti interessi, anche in considerazione delle alte temperature della stagione estiva”, non appare coerente con l’obiettivo dichiarato di tutela dell’igiene pubblica destinare a deposito di mastelli e contenitori per la raccolta differenziata “un locale chiuso e, prima facie, privo delle necessarie condizioni per tale peculiare utilizzo”. La sospensione dell’ordinanza resterà efficace fino alla camera di consiglio del 10 settembre, quando il Tar entrerà nel merito della controversia e dovrà decidere se confermare o meno il provvedimento dell’Amministrazione comunale. Nei giorni scorsi la vicenda aveva accesso lo scontro non solo con i residenti ma anche tra forze politiche.

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