Selinunte, deposito di mastelli in un immobile confiscato alla mafia: scoppia la polemica

redazione

Selinunte, deposito di mastelli in un immobile confiscato alla mafia: scoppia la polemica

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lunedì 29 Giugno 2026 - 07:35

È destinata a far discutere la decisione dell’Amministrazione comunale di Castelvetrano di utilizzare un immobile confiscato alla criminalità organizzata come deposito dei contenitori per la raccolta differenziata delle attività commerciali di Selinunte. La struttura, situata in via Marco Polo, a pochi passi dal lungomare e nelle vicinanze del Parco archeologico, è stata individuata per ospitare i mastelli dei commercianti del centro, ma la scelta ha suscitato la protesta di diversi residenti. Una cittadina, assistita dall’avvocato Vincenzo Dafne Alastra, ha presentato al Comune un’istanza di revoca in autotutela del provvedimento adottato dal sindaco Giovanni Lentini. La richiesta è stata respinta dall’ente e adesso è pronto il ricorso al Tribunale amministrativo regionale.

Secondo i residenti, la destinazione dell’immobile sarebbe incompatibile con il contesto in cui si trova. La via è infatti una delle più frequentate del borgo marinaro, soprattutto durante la stagione estiva, quando migliaia di turisti e visitatori la percorrono ogni giorno. La presenza di un deposito di contenitori per i rifiuti, sostengono, potrebbe creare problemi di decoro e igiene in un’area a forte vocazione turistica. Nel ricorso vengono inoltre richiamate le disposizioni del Codice antimafia, secondo cui gli immobili confiscati e trasferiti al patrimonio degli enti locali devono essere destinati a finalità istituzionali o sociali. Per il legale della ricorrente, l’utilizzo della struttura come semplice deposito logistico a servizio delle attività economiche non risponderebbe a tali finalità. Vengono contestate anche le modalità di assegnazione del bene, che, secondo la ricorrente, sarebbero avvenute senza una procedura pubblica e senza il rispetto dei principi di trasparenza e imparzialità previsti dalla normativa. La vicenda è destinata ad approdare davanti al Tar, che sarà chiamato a valutare la legittimità della decisione adottata dal Comune di Castelvetrano.

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