Quella della nazionale uzbeka è probabilmente una delle storie più curiose di questo Mondiale 2026 perché, per la prima volta in assoluto, la nazione asiatica è approdata a una delle fasi finali di Coppa del Mondo maschile, conquistando la qualificazione nel giugno 2025.
Lo ha fatto al termine di un brillante percorso nella terza fase asiatica, in cui ha chiuso al secondo posto alle spalle del solo Iran diventando così la prima nazionale dell’Asia Centrale a raggiungere tale traguardo. Ad aver però catturato l’attenzione del mondo del calcio tradizionale è un dettaglio… non di poco conto!
In panchina, infatti, siede l’italiano Fabio Cannavaro, campione del mondo nel 2006. È del tutto naturale che, in queste settimane, le quote vincente mondiali 2026 collochino la formazione uzbeka molto lontano dalle candidate al titolo, ma la sua semplice presenza nel torneo rappresenta già una piccola rivoluzione sportiva, oltre che il segno tangibile di un progetto calcistico costruito con metodo negli ultimi anni dalla federazione locale.
Il salto storico del movimento uzbeko
Per poter pienamente comprendere la portata del traguardo raggiunto basta osservare i risultati delle nazionali giovanili degli ultimi anni: nel 2023 la selezione Under 20 ha vinto la Coppa d’Asia di categoria, nel 2024 quella Under 23 ha raggiunto la finale e ha partecipato alle Olimpiadi di Parigi, mentre nel 2025 la Under 17 la squadra si è laureata campione continentale; risultati in crescita e evidente prova di una scuola calcistica che sta crescendo dal basso, cominciando a far produrre talenti capaci di farsi notare anche in Europa.
I due nomi più riconoscibili della rosa sono quelli di Eldor Shomurodov, attaccante trentenne di proprietà della Roma e attualmente in prestito all’Istanbul Başakşehir e di Abdukodir Khusanov, difensore acquistato dal Manchester City nel 2025 per circa 40 milioni di euro. Questi due giocatori sono dei perfetti esempi di risultati raggiunti da una generazione che è cresciuta dentro un sistema riformato a fondo, germogliato nei settori giovanili e diventati talmente forti da oltrepassare i confini del proprio paese, diventando protagonisti delle scommesse sportive con quote generose.
Cannavaro, il debutto al Mondiale e i progetti per il futuro
Ok, ma in tutto questo che c’entra Fabio Cannavaro? L’ex difensore napoletano arriva a Tashkent a Ottobre 2025, pochi mesi dopo il raggiungimento delle qualificazioni e viene qui (e non altrove) per due ragioni principali: una forte esperienza nel calcio asiatico, maturata fra il 2014 e il 2019 tra Cina e Arabia Saudita, e la notorietà internazionale di chi ha alzato la Coppa del Mondo come capitano dell’Italia nel 2006.
A coordinare il progetto sportivo c’è la federazione uzbeka presieduta da Bakhodir Kurbanov, esponente di rilievo della pubblica amministrazione del Paese; è sotto la sua guida che viene attuata la riforma che ha portato il paese a raggiungere i risultati attuali.
Le quote vincente mondiali 2026 vedono la qualificazione al turno successivo della squadra come improbabili, complice l’avere nello stesso gruppo, il K, squadre di buona caratura come Portogallo e Colombia, ma nel mondo del calcio le sorprese sono sempre dietro l’angolo. Nel frattempo l’Uzbekistan ha avviato un investimento da circa 100 milioni di euro per costruire un nuovo stadio da 50.000 posti nella zona di New Tashkent e la traiettoria per diventare un nuovo polo calcistico nel contesto asiatico è ben delineata, visto che nel 2027 ospiterà i Mondiali Under 20 insieme al vicino di casa Azerbaigian.