La Sicilia continua a essere una delle regioni italiane più penalizzate sul fronte delle mense scolastiche. A denunciarlo è un recente approfondimento sulle Tariffe delle mense scolastiche e sugli investimenti derivanti dal Pnrr, che evidenzia come nell’Isola il servizio di refezione sia ancora poco diffuso rispetto alla media nazionale, con conseguenze dirette sul diritto allo studio e sul contrasto alle disuguaglianze sociali. La mensa scolastica non rappresenta soltanto un servizio accessorio, ma uno strumento fondamentale per garantire il tempo pieno, favorire l’inclusione e sostenere le famiglie. Eppure, in Sicilia, molte scuole continuano a fare i conti con carenze strutturali, ritardi amministrativi e difficoltà economiche che limitano l’accesso al servizio.
La situazione in Provincia di Trapani
Una situazione che trova conferma anche nella provincia di Trapani, dove negli ultimi anni non sono mancati disagi e polemiche. Nel capoluogo, ad esempio, l’avvio delle mense scolastiche ha subito ritardi dovuti a procedure burocratiche e verifiche amministrative, costringendo centinaia di alunni ad attendere settimane prima dell’attivazione del servizio. Le difficoltà finanziarie degli enti locali hanno inoltre inciso sulla programmazione e sull’organizzazione della refezione scolastica. Particolarmente complessa la situazione registrata a Marsala. Nel 2024 l’avvio del servizio mensa fu bloccato da un contenzioso legato all’aggiudicazione dell’appalto e alla disponibilità dei locali destinati alla refezione. Le famiglie si ritrovarono così ad affrontare un ulteriore rinvio, con inevitabili disagi per studenti e genitori.
Qualità scarsa dei pasti
Le criticità non si sono fermate all’attivazione del servizio. Sempre a Marsala, nei mesi successivi, numerose famiglie hanno lamentato una qualità dei pasti ritenuta insufficiente, porzioni considerate troppo ridotte e menu poco graditi ai bambini. Segnalazioni che hanno alimentato un acceso dibattito pubblico sulla gestione della refezione scolastica cittadina. Anche negli anni precedenti erano emerse preoccupazioni sulla sostenibilità economica del servizio. Organizzazioni sindacali e rappresentanti dei lavoratori avevano lanciato l’allarme sul rischio di ridimensionamento della mensa scolastica per carenza di risorse, sottolineando le possibili ricadute sia sugli utenti sia sugli addetti impiegati nel settore.
I contenziosi amministrativi
Le vicende trapanesi hanno avuto ulteriori sviluppi con il contenzioso amministrativo relativo all’appalto della refezione, culminato in una sentenza – come avvenuto nella città lilybetana – che ha imposto un nuovo affidamento del servizio per l’anno scolastico successivo. Una vicenda che ha contribuito ad alimentare l’incertezza e le preoccupazioni delle famiglie.
La falla del sistema
Il quadro che emerge è quello di un sistema che fatica a garantire continuità ed efficienza. Mentre nel resto d’Italia la mensa scolastica viene sempre più considerata un tassello essenziale delle politiche educative, in molte realtà siciliane continua a essere terreno di scontro tra problemi finanziari, ritardi burocratici e difficoltà gestionali. La sfida per le amministrazioni locali e regionali resta quella di trasformare la refezione scolastica da servizio spesso emergenziale a strumento stabile di welfare educativo. Perché dietro ogni ritardo, ogni polemica o ogni appalto contestato ci sono migliaia di studenti e famiglie che chiedono semplicemente di poter contare su un servizio efficiente, puntuale e di qualità.