La candidatura delle Saline di Sicilia a Riserva della Biosfera UNESCO continua il suo percorso, ma a Trapani il dibattito si sposta sempre più dal valore ambientale del progetto al tema della partecipazione istituzionale. È questo il senso della nota inviata dal presidente del Consiglio comunale Alberto Mazzeo ai principali enti coinvolti nell’iter del riconoscimento internazionale, un documento che riporta al centro dell’attenzione il rapporto tra tutela del territorio, sviluppo economico e rappresentanza democratica. La vicenda affonda le radici nel 2025, quando prese ufficialmente forma il progetto di candidatura delle saline di Trapani, Paceco e Marsala al programma MaB (Man and Biosphere) dell’UNESCO.
Le origini della candidatura UNESCO
L’iniziativa, sostenuta da Regione Siciliana, Camera di Commercio di Trapani, Comuni di Trapani, Marsala, Paceco e Misiliscemi, Libero Consorzio e WWF, nacque con l’obiettivo di valorizzare uno dei paesaggi più identitari della Sicilia occidentale, promuovendo un modello di sviluppo fondato sull’equilibrio tra attività umane e conservazione ambientale. Sin dall’inizio i promotori hanno sottolineato come il riconoscimento UNESCO non avrebbe comportato nuovi vincoli urbanistici, ma avrebbe rappresentato un’opportunità per accrescere l’attrattività internazionale del territorio, sostenere il turismo sostenibile e favorire la crescita economica delle comunità locali.
Il porto di Trapani al centro del confronto
Nel corso dei mesi si sono susseguiti incontri pubblici, tavoli tecnici e consultazioni con associazioni, imprese, operatori turistici e cittadini, fino alla definizione del dossier destinato agli organismi nazionali e internazionali competenti. Proprio durante l’elaborazione della candidatura è emerso uno dei temi più delicati: il ruolo del porto di Trapani. Lo scalo rappresenta infatti una delle principali infrastrutture economiche della provincia ed è al centro di importanti programmi di sviluppo che comprendono il waterfront cittadino, il dragaggio dei fondali, la realizzazione di nuove banchine, la futura stazione marittima e le attività connesse alla filiera dell’eolico offshore. Negli ultimi mesi il confronto tra istituzioni, operatori economici e organismi tecnici ha portato a una revisione della perimetrazione dell’area candidata. Una scelta che ha determinato l’esclusione del porto dal perimetro della futura Riserva della Biosfera, consentendo così di preservare la piena realizzabilità degli interventi programmati sul fronte infrastrutturale. Una decisione che il Consiglio comunale considera positiva e strategica per il futuro della città.
La richiesta del Consiglio comunale
È proprio da questo punto che prende avvio l’iniziativa del presidente Mazzeo. Pur esprimendo soddisfazione per l’esclusione dello scalo portuale, il presidente evidenzia come l’assemblea cittadina non sia stata coinvolta nelle fasi preliminari della candidatura. Una mancanza che, secondo il Consiglio comunale, assume particolare rilevanza considerando le possibili conseguenze che le future scelte gestionali della Riserva potrebbero avere sulla pianificazione urbanistica e sulle attività produttive del territorio. Nella nota viene richiamato il ruolo del Consiglio comunale quale organo di indirizzo e controllo politico-amministrativo previsto dalla normativa sugli enti locali. Da qui la richiesta di un coinvolgimento formale e strutturato nelle prossime fasi del procedimento.
Le cinque richieste e la sfida per il futuro
Cinque le istanze avanzate alle istituzioni competenti. La prima riguarda la conferma definitiva dell’esclusione del porto di Trapani dalla candidatura. Seguono la richiesta di riconoscere il Consiglio comunale come interlocutore necessario per ogni futura modifica della perimetrazione o degli strumenti di gestione, l’istituzione di un tavolo permanente di confronto tra tutti i soggetti coinvolti, la trasmissione completa della documentazione tecnica e amministrativa e una verifica regionale sulla compatibilità del progetto con la tutela delle attività economiche locali. La questione, dunque, supera ormai i confini della sola tutela ambientale. Sullo sfondo emerge un tema più ampio che riguarda il metodo con cui vengono assunte le decisioni strategiche per il territorio. Da un lato c’è la prospettiva di un riconoscimento UNESCO che potrebbe collocare le Saline di Sicilia all’interno di una rete internazionale di eccellenza; dall’altro la richiesta, avanzata dalle istituzioni cittadine, di garantire che ogni scelta futura avvenga attraverso un percorso realmente condiviso e partecipato. Per Trapani la sfida non è soltanto quella di entrare nella rete mondiale delle Riserve della Biosfera. È soprattutto quella di conciliare la valorizzazione di un patrimonio ambientale unico con le esigenze di crescita di una città che guarda al mare, al porto e alle proprie infrastrutture come leve decisive per il proprio sviluppo.
E il consiglio comunale di Marsala? Ha voce in capitolo? Un parere e un posizionamento di rilievo almeno paritario a quello di Trapani sarebbe auspicabile. Si attende una presa di posizione ufficiale altrettanto importante e paritaria da parte del nuovo sindaco di Marsala.