Porto di Bonagia, scontro tra il sindaco e l’opposizione sul futuro dell’opera

redazione

Porto di Bonagia, scontro tra il sindaco e l’opposizione sul futuro dell’opera

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sabato 13 Giugno 2026 - 07:00

Torna al centro del dibattito politico il futuro del Porto di Bonagia, tra rassicurazioni del Governo regionale e dure critiche dell’opposizione sull’iter dell’opera e sul rischio di esclusione dai finanziamenti FSC. In aula, l’assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Aricò ha ribadito la linea della Regione, dichiarando: “Il Porto è sempre tra le priorità del Governo regionale, pertanto rimane la volontà di rifinanziare l’opera non appena gli uffici regionali saranno in possesso dell’ultimo parere del Ministero dell’Ambiente”. Una posizione che, secondo il Governo, conferma la continuità del percorso amministrativo e la centralità strategica dell’infrastruttura.

Il sindaco: “Sul porto nessun cambio di programma”

Sulla stessa linea anche il sindaco di Valderice Francesco Stabile, che ha escluso qualsiasi cambio di programma: “Nessun cambio di programma per il Porto di Bonagia. Il resto sono solo chiacchiere. Le procedure sono seguite dal Dipartimento Regionale Tecnico della Regione Siciliana, e la mia amministrazione ha seguito passo dopo passo ogni fase, sollecitando gli organi preposti ogni volta sia stato necessario”. Dalle parole del primo cittadino arriva anche un attacco a quella che definisce “una certa classe politica miope”, accusata di attribuire responsabilità all’amministrazione comunale, mentre – sostiene – il percorso progettuale è in capo agli uffici regionali competenti.

“Occasione persa e propaganda elettorale”

Di segno opposto la posizione delle opposizioni, che tornano a puntare il dito sull’esclusione del Porto dalla programmazione del Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) 2021–2027. Secondo questa lettura, i 34 milioni di euro inizialmente previsti non sarebbero più disponibili e le rassicurazioni politiche non si tradurrebbero, al momento, in atti concreti o nuovi impegni di spesa. Nel mirino finisce soprattutto la gestione dei tempi e delle procedure: per i critici, i ritardi accumulati avrebbero inciso in modo decisivo sull’esclusione dell’opera dai finanziamenti, trasformando un progetto strategico per il territorio in una “occasione mancata”.

Una vicenda che parte da lontano

La ricostruzione storica delle opposizioni riporta inoltre alle vicende del 2008, quando – secondo questa versione – l’abbandono del project financing e la scelta di un diverso intervento di messa in sicurezza avrebbero contribuito alla perdita di diversi finanziamenti, oltre che a successive revoche ministeriali. Vengono citati anche costi già sostenuti per studi e consulenze e ulteriori risorse pubbliche impiegate negli anni. Nel corso del tempo, sostengono ancora i critici, il progetto avrebbe subito modifiche, rallentamenti e nuove fasi di adeguamento tecnico e ambientale, fino a diventare oggetto di annunci politici spesso non seguiti da riscontri operativi concreti. Oggi il confronto resta aperto: da un lato la Regione e il Comune che ribadiscono la volontà di portare avanti l’opera, dall’altro chi denuncia ritardi strutturali e una gestione che avrebbe compromesso l’accesso ai fondi FSC. Nel mezzo, resta il futuro del Porto di Bonagia e la sua concreta possibilità di trasformarsi in infrastruttura operativa, mentre il dibattito politico continua a dividere la comunità di Valderice.

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