Il presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani, Salvatore Quinci, ha effettuato un sopralluogo presso la Riserva del Bosco d’Alcamo e la Funtanazza. Di seguito pubblichiamo la nota con cui Quinci ha evidenziato la necessità di preservare questi due siti dai rischi legati a potenziali incendi estivi.
“La Riserva naturale orientata Bosco d’Alcamo va difesa e valorizzata in tutta la sua complessità. La messa in sicurezza del territorio, in particolar modo dal rischio incendi, va affiancata al recupero dell’immobile della Funtanazza ed ad un riconoscimento di sostanza della sua area archeologica. Si tratta dunque di definire una nuova strategia che sia in grado di mettere l’intera area protetta a sistema. Il sopralluogo di stamattina e l’assemblea che ne è seguita hanno consentito di porre alcuni punti fermi che andranno sviluppati e concretizzati con atti amministrativi. Le condizioni della Funtanazza richiedono un approfondimento ed un piano d’intervento: una ristrutturazione radicale che finisce per interrogarci sulla manifestazione d’interesse e sulle procedure in atto. Il Libero Consorzio Comunale farà la sua parte, ma è evidente che sarà necessaria un’assunzione di responsabilità collettiva, che va dalla Regione, che ha istituito la Riserva, a noi che siamo stati chiamati a gestirla, al Comune di Alcamo, che non può che essere protagonista di un pezzo importante della sua storia, alle associazioni ambientaliste e di volontariato che confermano la loro volontà di essere parte attiva nella vita della Riserva. Dobbiamo puntare ad una strategia condivisa ed organica che, al momento, non c’è. Servono idee nuove ed innovative, servono risorse che il Libero Consorzio può mettere solo in parte perché deve fare i conti anche con altre priorità, serve un impegno unitario che va delineato facendo sintesi tra le diverse esigenze della Riserva. Il Libero Consorzio è pronto a coordinare un tavolo tecnico, con i soggetti legittimati a poterne fare parte, per specificare e circoscrivere gli interventi più urgenti e nello stesso tempo per dettare le linee di un crono-programma dettagliato sul rilancio di tutta la Riserva, anche nelle suo forme di fruizione, non escludendo la partecipazione dei privati ma avendo come obiettivo quello di salvaguardare un bene pubblico e di renderlo un bene comune”.