“L’esclusione del Comune di Alcamo dalla graduatoria definitiva, dell’Assessorato regionale alle Attività produttive, per gli interventi di riqualificazione, potenziamento ed efficientamento delle aree artigianali, rischia di privare il territorio di un volano essenziale per la rigenerazione produttiva, l’attrazione di investimenti e la creazione di lavoro di qualità”. Il segretario provinciale della Fillea Cgil Gaspare Giaramita e la segretaria generale della Cgil di Trapani Liria Canzoneri esprimono forte preoccupazione per la notizia dell’esclusione del Comune di Alcamo dagli interventi di riqualificazione delle aree artigianali e chiedono “trasparenza immediata sulle motivazioni tecniche e amministrative che hanno determinato questo esito oltre all’apertura, in tempi rapidi, di un tavolo istituzionale con la Regione, l’Amministrazione comunale di Alcamo, le associazioni d’impresa e le organizzazioni sindacali per recuperare l’opportunità perduta attraverso l’attivazione di ricorsi, laddove fondati, le rimodulazioni progettuali o l’accesso a linee di finanziamento alternative”. Per la Fillea e la Cgil “l’area produttiva della città di Alcamo non può essere lasciata indietro, piuttosto occorrono investimenti, semplificazione e una governance capace di trasformare i progetti in cantieri e, dunque, in lavoro regolare e in sviluppo duraturo”.
“Le aree artigianali – dicono Giaramita e Canzoneri – rappresentano infrastrutture strategiche per l’intero tessuto economico del territorio trapanese. Senza interventi mirati su viabilità interna, reti energetiche e digitali, sicurezza, sostenibilità e servizi condivisi, si indeboliscono le imprese esistenti, si frena la nascita di nuove attività e si perdono occasioni di occupazione stabile, soprattutto per i giovani e le maestranze”.
I segretari della Fillea e della Cgil propongono un “Piano Alcamo Aree Artigianali” che punti sull’efficientamento energetico e sull’impiantistica green, sulla messa in sicurezza e sulla manutenzione straordinaria, sulla digitalizzazione e sulle connessioni ad alta capacità, su spazi comuni per servizi alle imprese e alla logistica, sulla legalità, sulla contrattazione di qualità e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. “Ogni euro investito in riqualificazione produttiva – concludono Giaramita e Canzoneri – ha un ritorno moltiplicativo sul territorio: occupazione regolare, filiere locali attivate, innovazione dei processi e maggior competitività delle micro e piccole imprese. L’esclusione di Alcamo non deve diventare una resa, ma l’occasione per riallineare il progetto agli standard richiesti e riaprire l’accesso alle risorse”.