Rischio scaffali vuoti, in Sicilia è allarme per lo sciopero autotrasportatori di 5 giorni

redazione

Rischio scaffali vuoti, in Sicilia è allarme per lo sciopero autotrasportatori di 5 giorni

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mercoledì 15 Aprile 2026 - 06:00

Allarme in Sicilia per lo sciopero di 5 giorni degli autotrasportatori, che rischia di avere pesanti ripercussioni sull’economia dell’Isola. A lanciare l’allerta è Anthony Barbagallo, che parla di una situazione già critica aggravata dall’aumento dei costi del carburante. “Il rischio concreto – afferma – è quello di scaffali vuoti nei supermercati e di un’impennata dei prezzi dei beni di prima necessità”. Secondo il segretario regionale del Partito Democratico Sicilia, il problema dei rincari del carburante è ormai strutturale, con costi nell’Isola superiori rispetto al resto del Paese e senza risposte adeguate per il settore dei trasporti. Barbagallo chiede interventi urgenti al ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e al presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, sollecitando misure concrete a sostegno dei lavoratori.

Il caro carburante è la miccia che ha scatenato la protesta, con il settore dell’autotrasporto che si prepara a un’ondata di scioperi che coinvolgeranno, dal 14 al 18 aprile, i porti siciliani, e dal 20 al 25 aprile, l’intero territorio nazionale. In Italia si parla di uno sciopero anche più lungo, fino al 25 aprile. Il blocco dei trasporti minaccia di paralizzare le catene di distribuzione, con possibili ripercussioni sui beni deperibili, tra cui frutta e verdura. Nel mirino anche alcune questioni irrisolte: dall’utilizzo del fondo Ets ai ritardi nei pagamenti del cosiddetto marebonus, fino ai costi per l’attraversamento dello Stretto e alla mancata vigilanza sui prezzi del diesel. Critiche anche alla gestione complessiva del settore, mentre – sottolinea Barbagallo – continuano a mancare soluzioni strutturali per garantire sostenibilità e competitività al comparto. Una protesta che, se non risolta rapidamente, rischia di incidere non solo sulla logistica, ma sull’intera economia regionale.

Il governo regionale, dal canto suo, sta predisponendo un emendamento da 25 milioni di euro con l’obiettivo di fronteggiare la grave crisi economica che sta colpendo diversi comparti produttivi dell’Isola. La misura nasce per contrastare gli effetti dell’aumento dei costi dei carburanti, aggravati dagli eventi bellici degli ultimi mesi, che hanno inciso pesantemente in particolare sul settore dell’autotrasporto merci. Il “pacchetto caro carburante” sarà esteso anche ai comparti dell’agricoltura e della pesca, anch’essi duramente colpiti dal rincaro dei costi di produzione.

“Il governo regionale – dichiara il presidente Renato Schifani – è impegnato a dare una risposta concreta e tempestiva alle imprese siciliane che stanno affrontando una fase estremamente complessa. Con questo emendamento da 25 milioni di euro intendiamo sostenere non solo gli autotrasportatori, ma anche settori strategici come l’agricoltura e la pesca, fondamentali per l’economia e l’occupazione dell’Isola. È una misura necessaria per salvaguardare la competitività delle nostre imprese e garantire continuità produttiva. In riferimento al fondo Ets – conclude – trattandosi di una normativa europea, possiamo solo esercitare una moral suasion nei confronti del governo nazionale. Iniziativa che ci impegniamo ad adottare”. Gli assessori all’Economia Alessandro Dagnino e alle Infrastrutture Alessandro Aricò hanno incontrato i rappresentanti degli imprenditori del settore degli autotrasporti.

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