Allarme in Sicilia per lo sciopero di 5 giorni degli autotrasportatori, che rischia di avere pesanti ripercussioni sull’economia dell’Isola. A lanciare l’allerta è Anthony Barbagallo, che parla di una situazione già critica aggravata dall’aumento dei costi del carburante. “Il rischio concreto – afferma – è quello di scaffali vuoti nei supermercati e di un’impennata dei prezzi dei beni di prima necessità”. Secondo il segretario regionale del Partito Democratico Sicilia, il problema dei rincari del carburante è ormai strutturale, con costi nell’Isola superiori rispetto al resto del Paese e senza risposte adeguate per il settore dei trasporti. Barbagallo chiede interventi urgenti al ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e al presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, sollecitando misure concrete a sostegno dei lavoratori.
Il caro carburante è la miccia che ha scatenato la protesta, con il settore dell’autotrasporto che si prepara a un’ondata di scioperi che coinvolgeranno, dal 14 al 18 aprile, i porti siciliani, e dal 20 al 25 aprile, l’intero territorio nazionale. In Italia si parla di uno sciopero anche più lungo, fino al 25 aprile. Il blocco dei trasporti minaccia di paralizzare le catene di distribuzione, con possibili ripercussioni sui beni deperibili, tra cui frutta e verdura. Nel mirino anche alcune questioni irrisolte: dall’utilizzo del fondo Ets ai ritardi nei pagamenti del cosiddetto marebonus, fino ai costi per l’attraversamento dello Stretto e alla mancata vigilanza sui prezzi del diesel. Critiche anche alla gestione complessiva del settore, mentre – sottolinea Barbagallo – continuano a mancare soluzioni strutturali per garantire sostenibilità e competitività al comparto. Una protesta che, se non risolta rapidamente, rischia di incidere non solo sulla logistica, ma sull’intera economia regionale.