Dopo il caso sollevato dall’OIPA – Protezione Animali, su un vitello vivo come premio per la lotteria organizzata nell’ambito della Festa del SS Crocifisso, celebrazioni molto attese in città perchè tornano dopo 14 anni, il Comune di Calatafimi Segesta dà una risposta tramite il sindaco Francesco Gruppuso per chiarire la posizione dell’Amministrazione comunale: “Comprendo le sensibilità espresse da alcune associazioni e cittadini sul tema della tutela degli animali, che rappresenta un valore importante e condivisibile. Tuttavia, è necessario attenersi al quadro normativo vigente: allo stato attuale, la normativa nazionale e regionale non vieta il sorteggio di un animale vivo non di affezione, purché siano rispettate tutte le disposizioni in materia di tutela e di benessere animale, trasporto e detenzione. L’assegnazione di animali non di affezione nell’ambito di manifestazioni popolari non costituisce di per sé un illecito, né può essere automaticamente qualificata come pratica lesiva della dignità animale, se effettuata nel rispetto delle regole e delle condizioni di tutela previste”.
L’intervento duro di LNDC Animal Protection
La risposta del Comune però, è stata ritenuta insufficiente sul piano etico dagli animalisti e la LNDC Animal Protection rilancia la propria richiesta coinvolgendo i cittadini con una petizione per chiedere la revoca del vitello vivo come premio e promuovere un cambiamento culturale nel rispetto degli animali, denunciando con fermezza la scelta di quanto previsto in vista della festa del Santo Patrono del week end del 3 maggio prossimo, annunciando il lancio di una petizione pubblica per chiederne l’immediata revoca. L’associazione, già intervenuta formalmente con una richiesta inviata al Comune e agli enti competenti lo scorso 24 marzo, ha ricevuto una risposta istituzionale che, pur richiamando il rispetto delle normative vigenti, non affronta il nodo centrale della questione: l’inaccettabilità etica e culturale di considerare un essere vivente come un premio.
“Scelta eticamente ed educativamente sbagliata”
“Non siamo di fronte a un problema tecnico o amministrativo, ma a una scelta profondamente sbagliata sotto il profilo etico ed educativo. Ridurre un animale a oggetto di vincita significa legittimare una visione superata e pericolosa, che contrasta con i principi di rispetto e tutela ormai condivisi dalla società”, chiarisce Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. LNDC Animal Protection prende atto che la normativa regionale siciliana vieta espressamente l’utilizzo di animali d’affezione come premi, ma evidenzia che tale distinzione non può diventare un alibi per continuare pratiche analoghe con animali cosiddetti da reddito. “Il punto non è la categoria o la specie dell’animale, ma il messaggio che si trasmette: un essere senziente non può e non deve essere trattato come un oggetto da vincere”, continua Rosati. LNDC Animal Protection evidenzia inoltre come la risposta ricevuta sia risultata insufficiente rispetto al tema sostanziale, concentrandosi sugli aspetti procedurali della lotteria e non sulla responsabilità morale e istituzionale dell’Amministrazione.
La petizione
Per questo motivo, LNDC Animal Protection ha deciso di coinvolgere direttamente i cittadini, lanciando una petizione per chiedere al Sindaco di Calatafimi Segesta la revoca immediata del vitello vivo come primo premio, la sua sostituzione con una soluzione coerente con i valori di civiltà e responsabilità che un Ente pubblico è chiamato a promuovere e la presa di posizione chiara da parte delle istituzioni contro ogni forma di mercificazione degli animali. “Un ente pubblico ha anche un ruolo educativo e non può ignorare il cambiamento culturale in atto. Ci rivolgiamo ai cittadini affinché facciano sentire la propria voce: il rispetto per gli animali non è negoziabile”, conclude Rosati. LNDC Animal Protection invita quindi tutti a firmare e condividere la petizione, per affermare con forza che gli animali non sono oggetti da dare in premio, ma esseri viventi da rispettare.