Sextortion, la trappola invisibile del web: come riconoscerla e difendersi

redazione

Sextortion, la trappola invisibile del web: come riconoscerla e difendersi

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domenica 29 Marzo 2026 - 09:00

Nel panorama digitale contemporaneo, dove relazioni e scambi avvengono sempre più spesso attraverso schermi e piattaforme social, si nascondono insidie tanto diffuse quanto pericolose. Tra queste, la sextortion rappresenta una delle forme di ricatto online più subdole e in rapida crescita, capace di colpire chiunque, senza distinzione di età o esperienza digitale. Il meccanismo è tanto semplice quanto efficace. Tutto inizia con un contatto apparentemente innocuo: un profilo falso, spesso costruito ad arte per risultare credibile, avvia una conversazione e in tempi molto rapidi instaura un clima di fiducia e complicità. La relazione si intensifica velocemente, fino a sfociare in uno scambio di immagini intime. Spesso è proprio il truffatore a fare la prima mossa, inviando contenuti personali per abbattere le difese della vittima. È a questo punto che la situazione cambia drasticamente.

Una volta ottenuto il materiale, il tono si trasforma: subentrano minacce esplicite. Le immagini verranno diffuse tra amici, familiari o pubblicate sui social se non viene pagata immediatamente una somma di denaro. Un ricatto che gioca sulla paura, sull’urgenza e sul senso di vergogna. Negli ultimi tempi, accanto a questa modalità, si è diffusa anche una variante via email. In questi casi, i criminali sostengono falsamente di aver violato la posta elettronica e persino la webcam della vittima, dichiarando di essere in possesso di video compromettenti. Il messaggio è accompagnato da una richiesta di pagamento, spesso in criptovalute, entro una scadenza precisa. È importante chiarirlo: nella grande maggioranza dei casi si tratta di un bluff. Non esistono video né accessi ai dispositivi.Di fronte a queste minacce, mantenere la lucidità è fondamentale. Gli esperti della sicurezza cibernetica sottolineano alcune regole essenziali per proteggersi.

Prima di tutto, è necessario riflettere attentamente prima di condividere immagini personali online. Anche quando si pensa di conoscere l’interlocutore, una volta inviato un contenuto se ne perde completamente il controllo. Occorre inoltre diffidare di chi propone scambi di materiale intimo in tempi troppo brevi: la rapidità è spesso un segnale di pericolo. In caso di ricatto, la raccomandazione è chiara: non pagare mai. Cedere non risolve il problema, ma anzi alimenta nuove richieste. La mossa più efficace è interrompere immediatamente ogni contatto e bloccare il profilo del ricattatore. Allo stesso tempo, è fondamentale conservare tutte le prove: non cancellare le conversazioni, ma salvare screenshot delle chat, dei profili e delle minacce ricevute. Nel caso delle email fraudolente, la strategia è altrettanto semplice: non rispondere, non cliccare su link e non aprire allegati.

È consigliabile, invece, cambiare le password dei propri account e verificare che siano robuste e diverse per ogni servizio utilizzato. La prevenzione passa anche da una buona igiene digitale: dispositivi aggiornati, sistemi di sicurezza attivi e una gestione attenta delle proprie credenziali rappresentano una barriera fondamentale contro questo tipo di attacchi. Infine, non bisogna mai affrontare queste situazioni da soli.

È possibile segnalare ogni episodio alla Polizia Postale attraverso il portale ufficiale: www.commissariatodips.it, uno strumento fondamentale per ricevere supporto e contribuire a contrastare un fenomeno che si nutre proprio del silenzio e della paura delle vittime. La rete offre opportunità straordinarie, ma richiede consapevolezza e prudenza. Conoscere i rischi è il primo passo per evitarli. Appuntamento alla prossima settimana, con un nuovo approfondimento della rubrica C’è in Città, realizzata in collaborazione con la Polizia Postale, e in particolare con la sezione operativa per la Sicurezza Cibernetica di Trapani per continuare a orientarsi nel mondo digitale in modo sempre più sicuro e informato.

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