Due giorni di sciopero, sit-in e cortei per chiedere un intervento immediato sulla gestione del servizio taxi all’aeroporto Vincenzo Florio di Trapani-Birgi. I tassisti dei Comuni di Trapani, Marsala, Misiliscemi ed Erice hanno proclamato una mobilitazione che si svolgerà il 30 e 31 marzo 2026, con stop al servizio per l’intera giornata in entrambe le date e manifestazioni previste dalle 9 alle 14. A spiegare il senso della protesta è soprattutto Giuseppe Gervasi, rappresentante sindacale Sicilia di URITAXI, che parla a nome della categoria e delle sigle promotrici della mobilitazione. «Abbiamo già provato il dialogo, lo abbiamo fatto più volte, e lo abbiamo fatto seriamente – afferma Gervasi –. Non siamo arrivati a questo punto per alzare la voce tanto per farlo. Siamo arrivati qui dopo incontri, confronti e proposte protocollate, senza ottenere una soluzione definitiva e realmente rispettosa della categoria, dei lavoratori e dell’utenza. Quando ogni tentativo di confronto non produce risultati concreti, la protesta diventa inevitabile». Sulla stessa linea anche Giuseppe Bovino, per Erice/Misiliscemi in quota URITAXI, che sottolinea come «il confronto c’è stato, ma non ha prodotto la soluzione che la categoria attendeva. A questo punto era doveroso dare un segnale chiaro».
Il nodo Birgi: “Taxi trattati come un servizio marginale”
Il punto più contestato riguarda la collocazione e il ruolo del servizio taxi all’interno dello scalo aeroportuale. Per i tassisti, non si tratta solo di una questione sindacale ma anche di un problema che riguarda direttamente i passeggeri. «Quando il taxi viene spostato ai margini, non viene penalizzato solo il lavoratore: viene penalizzato anche il passeggero, che deve trovare un servizio pubblico chiaro e immediatamente accessibile», dichiara Giovanni Cimino, rappresentante SILT per Trapani. Più netto ancora l’intervento di Gervasi: «Il cuore del problema è che il servizio taxi nell’aeroporto non può essere trattato come qualcosa da spostare ai margini, come se fosse un servizio secondario, di serie B. Noi rappresentiamo un servizio pubblico non di linea e svolgiamo una funzione reale per residenti, lavoratori, turisti e passeggeri. Se per l’aeroporto, che sia in nome di Airgest, di ENAC o di qualunque altro ente si tratti, il servizio taxi deve essere relegato ai margini dell’aerostazione senza rispetto per la categoria, per i lavoratori e per l’utenza che quel servizio lo paga, allora sia chiaro: i taxi continueranno a lavorare nei propri Comuni, ma non offriranno il servizio dentro l’aeroporto».
La proposta dei tassisti: “Una soluzione concreta già protocollata”
La categoria insiste sul fatto che la mobilitazione non nasce da una protesta generica, ma dalla convinzione di avere già indicato una strada concreta per superare il problema. «Noi abbiamo protocollato una soluzione definitiva che, da un lato, risponderebbe alle esigenze della categoria taxi e, dall’altro, aiuterebbe a risolvere anche la tipica congestione di auto nell’area prospiciente l’aerostazione – sottolinea Gervasi –. Non stiamo facendo una protesta sterile. Abbiamo avanzato una proposta concreta, ragionevole e utile anche per l’ordine complessivo dello scalo». Secondo i promotori dello sciopero, quella soluzione avrebbe già trovato un primo riconoscimento anche in sede istituzionale. «La soluzione che abbiamo indicato è stata, per quanto ci riguarda, avallata e condivisa dal Comune di Misiliscemi e dalle forze dell’ordine nel corso di una riunione collettiva alla quale erano presenti anche ENAC, Airgest e la rappresentanza taxi – aggiunge Gervasi –. Questo significa che non stiamo parlando di un’idea improvvisata o di una pretesa corporativa: stiamo parlando di una soluzione che ha già trovato attenzione e condivisione in un contesto istituzionale». Una lettura condivisa anche da Antonino Liotta, per FEDERTAXI Marsala: «Il fatto che su questa impostazione si sia registrata una convergenza istituzionale dimostra che non siamo davanti a una richiesta irragionevole, ma a una proposta concreta e praticabile».
Più voli, più caos: “Così non è più sostenibile”
Per i tassisti, la situazione è diventata ancora più urgente con l’aumento del traffico aereo previsto nello scalo di Birgi. «Dal 27 marzo stazionerà il secondo aeromobile Ryanair e questo significa più traffico aereo, più passeggeri, più mezzi, più criticità viarie e operative – evidenzia Gervasi –. Continuare a lavorare nelle condizioni attuali, con l’aumento del traffico che insiste sullo scalo, diventa di fatto sempre meno corretto e sempre meno sostenibile». A questo si aggiunge il tema del controllo dei flussi e della futura gestione dell’area, anche in vista dell’arrivo dei vigili urbani del Comune di Misiliscemi.
«Ad aprile arriveranno i vigili urbani del Comune di Misiliscemi per cercare di riportare ordine – osserva Gervasi –. Ma proprio per questo diciamo che la soluzione da noi proposta sarebbe utile anche al loro lavoro. Non lo complicherebbe, lo agevolerebbe. Perché mettere ordine senza una struttura funzionale e senza una soluzione logica rischia di essere solo un contenimento temporaneo». Una posizione condivisa anche da Rocco Tranchida, per CNA Marsala, secondo cui «la soluzione protocollata aiuterebbe anche il lavoro di controllo sul posto, perché darebbe un assetto più ordinato e più semplice da gestire».
L’appello alla Prefettura: “Servono risposte subito”
Per la categoria, la vertenza tocca temi che vanno oltre il semplice conflitto di categoria e investono direttamente il rispetto del servizio pubblico. «È certamente una vertenza sindacale, ma è anche una questione di legalità, funzionalità e rispetto del servizio pubblico – afferma ancora Gervasi –. Noi siamo già penalizzati dalla forte stagionalità del territorio. In un contesto come il nostro, dove il lavoro non è uniforme durante tutto l’anno, la dignità operativa conta ancora di più. Non si può chiedere ai tassisti di sostenere anche condizioni logistiche e organizzative che mortificano il lavoro e peggiorano il servizio». Il messaggio alle istituzioni, e in particolare alla Prefettura, è diretto. «Serve un intervento urgente. Noi chiediamo un incontro immediato con la Prefetta – dichiara Gervasi –. Non vogliamo trascinare questa vicenda all’infinito. Vogliamo una soluzione. E vogliamo che le istituzioni prendano atto che la categoria taxi non sta protestando per capriccio: sta chiedendo il rispetto di un servizio pubblico, dei lavoratori e dei passeggeri». E se non dovessero arrivare risposte in tempi rapidi, i tassisti sono pronti ad alzare ulteriormente il livello dello scontro. «Se non si risolve, proclameremo un nuovo sciopero che durerà più giorni – avverte Gervasi –. Lo diciamo con chiarezza. Noi non vogliamo arrivare a questo, ma non possiamo nemmeno fare finta di nulla. Se non verranno prese decisioni concrete, la mobilitazione andrà avanti in forme ancora più incisive». A confermare la compattezza della categoria è anche Roberto Castiglione, per URI Trapani: «Nessuno auspica un irrigidimento della protesta, ma la categoria è compatta e pronta a proseguire se non arriveranno risposte vere in tempi rapidi». E sullo sfondo resta anche il tema dell’immagine dello scalo. «Mantenere un servizio taxi marginalizzato, non visibile, non correttamente integrato e percepito come secondario, giova davvero all’immagine dello scalo? Io non credo – conclude Gervasi –. So però con certezza che un aeroporto che tratta bene il servizio taxi tratta meglio anche i propri passeggeri».