Il Tar annulla l’ordinanza che disciplina la movida nel centro storico di Trapani

redazione

Il Tar annulla l’ordinanza che disciplina la movida nel centro storico di Trapani

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sabato 21 Marzo 2026 - 15:09

Nuovo stop per il Comune di Trapani sulla gestione della movida nel centro storico. Il Tribunale amministrativo torna a censurare l’operato dell’Ente, riaccendendo il dibattito su regole, pianificazione e diritti dei residenti. Il TAR Sicilia, sezione di Palermo, ha annullato l’ordinanza sindacale emanata nell’estate 2025 per disciplinare le attività musicali e la vita notturna nel centro storico di Trapani. I giudici hanno accolto il ricorso del Comitato Centro Storico, condannando il Comune anche al pagamento delle spese processuali.

La seconda pronuncia in pochi mesi

Si tratta del secondo pronunciamento favorevole ai residenti in un arco di tempo ristretto. Già a dicembre, infatti, il Tribunale aveva evidenziato criticità legate alla mancata pianificazione acustica, puntando il dito contro l’inerzia amministrativa. La sentenza introduce un indirizzo destinato a incidere sulle politiche locali: la movida non può essere affrontata come un fenomeno emergenziale. Secondo i giudici, trattandosi di una realtà stabile e prevedibile, non è legittimo ricorrere a ordinanze contingibili e urgenti, pensate per situazioni straordinarie. Serve invece una gestione strutturata, fondata su strumenti ordinari come piani di zonizzazione acustica, regolamenti specifici e controlli efficaci.

La posizione dei residenti

Una linea che il Comitato Centro Storico sostiene da tempo. Il presidente, Alberto Catania, ha ribadito come la battaglia dei cittadini non sia contro il divertimento o le attività economiche, ma contro l’assenza di regole chiare e di una programmazione adeguata. Secondo i residenti, negli anni si è scaricato sui cittadini il peso di una gestione inefficace, creando squilibri tra socialità, diritto al riposo, tutela della salute e sviluppo economico.

Le criticità nella gestione comunale

Il TAR ha confermato un quadro già più volte denunciato: il Comune ha affrontato un problema strutturale con strumenti temporanei, senza dotarsi delle misure previste dalla normativa. Una strategia che, secondo i ricorrenti, ha aggravato le tensioni tra esigenze diverse della città. La decisione non riguarda solo Trapani, ma si inserisce in un dibattito più ampio che coinvolge molte città turistiche italiane. Il tema resta quello dell’equilibrio tra vivacità economica e qualità della vita, che – secondo i giudici – può essere garantito solo attraverso regole certe e una pianificazione efficace. Il Comitato Centro Storico chiede ora l’apertura di un confronto concreto con l’amministrazione, basato sul rispetto della legalità e su una visione di lungo periodo. L’obiettivo, sottolineano i residenti, non è limitare la vitalità della città, ma renderla più ordinata, vivibile e sostenibile.

Garuccio: “Gestione movida sbagliata”

L’ex consigliera comunale e candidata sindaco Anna Garuccio afferma: “La sentenza del TAR conferma ancora una volta che la gestione della movida a Trapani è stata impostata nel modo sbagliato. Il giudice ieri ha chiarito un punto molto semplice: la movida non è un’emergenza, ma un fenomeno prevedibile che si ripete ogni anno, e quindi non può essere affrontato con ordinanze straordinarie fatte di volta in volta.Il problema, infatti, è proprio questo: invece di dotarsi di strumenti ordinari come un piano acustico e regole chiare sul rumore, l’amministrazione è andata avanti con provvedimenti temporanei, usati per tamponare situazioni già note. Un modo di agire che il tribunale ha ritenuto illegittimo.Di fatto, questa decisione conferma esattamente quello che già dicevo e scrivevo la scorsa estate, ovvero che quelle ordinanze non stavano in piedi proprio perché cercavano di gestire la movida in maniera emergenziale, caso per caso, adattandosi alle singole esigenze del momento invece di avere una visione strutturata”.

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