Per nove comuni trapanesi nasce “Spazio Autonomia D50” per l’indipendenza abitativa dei soggetti con disabilità

redazione

Per nove comuni trapanesi nasce “Spazio Autonomia D50” per l’indipendenza abitativa dei soggetti con disabilità

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mercoledì 18 Marzo 2026 - 11:12

Il Distretto Socio Sanitario 50 accende una nuova luce sul territorio e lo fa con un progetto che ha già iniziato a produrre effetti reali. Si chiama “Spazio Autonomia D50 – Il Viaggio di Andromeda”. È il cuore operativo di “Percorsi di autonomia per persone con disabilità”, finanziato con fondi PNRR – Missione 5 “Inclusione e coesione”. Un investimento da 715 mila euro che coinvolge nove Comuni: Trapani (Comune capofila), Buseto Palizzolo, Custonaci, Erice, Favignana, Misiliscemi, Paceco, San Vito Lo Capo e Valderice. Tre le direttrici del progetto: formazione e competenze digitali, tirocini di inclusione lavorativa, sviluppo delle abilità per la vita autonoma. Un percorso che parte dalla teoria e arriva alla quotidianità. Alla gestione del tempo, degli spazi, delle relazioni. Sul fronte occupazionale, attivati tirocini retribuiti di dieci mesi, con un contributo mensile di 500 euro e un sistema di tutoraggio aziendale ed educativo. Oltre 120 mila euro destinati a formazione e inclusione. Le esperienze si stanno svolgendo in realtà produttive del territorio come Il Tortellino, Fattoria Spezia, Ermes, Beehive, Koinonia, Mizzica, MoraMar, Le Birbe e Terre di Giafar. La sfida è già chiara: trasformare i tirocini in lavoro stabile.

Le ex “Casette Rosa”, riqualificate per soggetti con disabilità

Parallelamente, ha preso forma la dimensione abitativa. Le ex “Casette Rosa”, riqualificate grazie al lavoro degli uffici tecnici del Comune di Trapani, diventano uno spazio domotico avanzato. Una vera palestra di autonomia. Qui i partecipanti sperimentano la vita indipendente, in un contesto protetto ma orientato alla realtà. La fase abitativa sarà sviluppata insieme ad Anffas Trapani. Il percorso formativo e lavorativo è stato costruito con l’ente Futura e proseguirà fino al prossimo giugno. Un sistema integrato che mette insieme istituzioni, imprese e famiglie. Ed è proprio il valore della rete a emergere con forza nel corso dell’inaugurazione.

Cos’è lo Spazio Autonomie

Marilena Cricchio, direttore Distretto Socio Sanitario 50: «Inauguriamo lo Spazio Autonomie del Distretto 50: “Il viaggio di Andromeda”. È un nome che i ragazzi hanno scelto e che racconta molto più di quanto sembri. Andromeda è la figura liberata dalle catene, restituita alla libertà. Ma è anche una costellazione. Un percorso di luce, di forza, di orientamento. Ed è proprio questo il senso del progetto: accompagnare i nostri ragazzi in un cammino verso l’autonomia. Per noi, come ufficio distrettuale e per i nove Comuni che hanno fortemente voluto questa iniziativa, vedere quella luce negli occhi dei ragazzi è un’emozione profonda. Ma insieme all’emozione c’è anche un forte senso di responsabilità. Le famiglie ci hanno affidato la loro fiducia e noi abbiamo il dovere di non disattenderla. Il nostro lavoro non si ferma qui. Dobbiamo continuare a cercare nuove risorse, oltre a quelle già messe a disposizione dal PNRR. Vogliamo costruire una rete solida, fatta di collaborazione con associazioni, imprese e realtà del territorio. Alcune aziende hanno già avviato percorsi di tirocinio per i nostri ragazzi: è un segnale concreto. Allo stesso tempo stiamo lavorando per mettere a sistema le attività con l’ASP, all’interno del budget di salute. Oggi abbiamo condiviso questo percorso anche con il dottor La Sala e con il direttore Vivona, che ci hanno illustrato il lavoro già avviato sulla disabilità adulta. L’obiettivo è chiaro: rafforzare la rete, strutturare collaborazioni stabili e continuare a costruire opportunità reali di autonomia».

Cosa significa l’essere autonomi

Maria De Vita, coordinatrice dei progetti personalizzati: «I ragazzi avranno la possibilità di vivere questo spazio durante il fine settimana e sperimentare concretamente cosa significa essere autonomi. Saranno affiancati da professionisti che li accompagneranno nelle attività quotidiane: lavare i panni, cucinare, preparare la colazione, organizzare la giornata. Ma anche uscire, conoscere la città, partecipare ad attività culturali. È un’esperienza reale, che diventa loro. Questa rappresenta l’ultima tappa del progetto. Abbiamo voluto definire questo luogo come una vera e propria “palestra di vita”: uno spazio di autonomia in cui ciascuno può mettersi alla prova, in base ai propri desideri, alle proprie risorse e anche alle proprie difficoltà. Perché le difficoltà non si evitano, si affrontano insieme. Ed è proprio da lì che nasce la crescita».

Il Vescovo: “Esperienza di comunità e autonomia”

Pietro Maria Fragnelli, vescovo di Trapani: «Sono contento di sottolineare come un’iniziativa come questa nasca da valori evangelici e sia chiamata a promuoverli, a farli conoscere e a viverli sempre di più. Mi auguro che possa diventare una vera esperienza di comunità, capace di favorire una maggiore autonomia. Un luogo in cui le risorse dei ragazzi e delle ragazze che lo abiteranno possano emergere e mettersi in circolo, offrendo allo stesso tempo un sostegno concreto anche alle loro famiglie. Credo che tutto questo sia profondamente legato all’insegnamento di Gesù, all’accoglienza di ogni persona. È un valore che, come comunità locale ed ecclesiale, siamo chiamati a coltivare e a trasmettere, soprattutto alle nuove generazioni. A questa casa e a tutte le persone che la vivranno rivolgo il mio augurio più sincero».

Il sindaco di Trapani: “La politica vola alto”

Giacomo Tranchida, sindaco di Trapani: «A volte la politica riesce a volare alto. E lo fa quando lavora insieme, in rete, coinvolgendo i Comuni del territorio – Trapani, Favignana, Paceco e l’intero Agro ericino – per occuparsi concretamente del futuro di tanti ragazzi e tante ragazze, dando una prospettiva anche alle loro famiglie. Questo progetto si chiama “Dopo di noi” ed è una risposta concreta. Qui nasceranno attività importanti. Serviranno a stimolare percorsi di autonomia, ma soprattutto a costruire un ponte verso il futuro. È una giornata bella, significativa. È il segno di una politica che funziona. Perché quando la politica crea comunità, raggiunge il suo obiettivo più alto».

Il sindaco di Custonaci: “Andromeda simbolo di orientamento”

Fabrizio Fonte, sindaco di Custonaci: «Il progetto Andromeda ci ha riuniti a Trapani, in uno spazio riqualificato grazie ai fondi del PNRR. Un percorso articolato in più fasi che ha dato a tanti ragazzi l’opportunità di arrivare oggi all’inaugurazione di questo luogo. Il nome scelto è significativo. Andromeda richiama una costellazione, un simbolo di luce e di orientamento. Ed è proprio di luce che ho parlato nel mio intervento: una luce che si accende nella vita di questi ragazzi, nelle loro famiglie e anche negli operatori che li accompagnano ogni giorno, andando oltre il semplice aspetto professionale. Una luce che non deve restare confinata dentro queste stanze, ma che deve continuare a vivere nei cuori. Perché questo spazio rappresenta l’inizio di un percorso, un cammino di crescita personale e comunitaria, capace di accompagnare questi ragazzi verso una piena affermazione di sé».

La sindaca di Erice: “Progetto innovativo e necessario”

Daniela Toscano, sindaca di Erice: «Oggi avviamo un progetto innovativo, ma soprattutto necessario. Un segno di civiltà per il nostro territorio, che coinvolge il Distretto 50 e tutti i Comuni che ne fanno parte. Le cosiddette “casette rosa” sono state riqualificate per creare spazi dedicati all’inclusione e all’integrazione, con l’obiettivo di attivare percorsi di autonomia per le persone adulte con disabilità. È un progetto a cui, come sindaci, tenevamo molto. Perché significa sostenere le famiglie, soprattutto in una fase delicata come quella in cui i figli diventano adulti. Ma significa anche offrire alle persone con disabilità luoghi concreti in cui socializzare, crescere e mettere in pratica le proprie capacità. Qui potranno sviluppare competenze, vivere esperienze di autonomia e partecipare attivamente alla vita della comunità, anche attraverso percorsi lavorativi. Per questo è fondamentale il contributo delle aziende del territorio, che ringraziamo per la disponibilità dimostrata. Questo è un primo passo. Un risultato importante, che guarda al “Dopo di noi”. L’obiettivo è continuare su questa strada, attivando nuovi progetti, perché il bisogno è reale e riguarda tante famiglie».

Il sindaco di Misiliscemi: “Una società che guarda alle persone più fragili”

Giuseppe Tallarita, sindaco di Misiliscemi: «La nostra vicinanza per condividere una progettualità come quella che viene presentata. Stiamo costruendo una società con uno sguardo diverso sulle città e sulla comunità. Una visione che mette al centro le persone più fragili, che si interroga sul “dopo di noi” e che prova a dare risposte concrete a chi ha bisogno. Significa restituire dignità, ma anche senso. Dare a ciascuno la possibilità di sentirsi parte attiva della comunità, di poter contribuire, di costruire il proprio percorso di vita. Progetti come questo rappresentano un esempio concreto di questa direzione».

Il sindaco di Paceco: “Per 13 ragazzi un percorso in autonomia”

Aldo Grammatico, sindaco di Paceco: «Finalmente inauguriamo questo progetto delle “casette rosa” a Trapani. Uno spazio restituito alla comunità, ma con una funzione precisa: offrire un servizio concreto e dare a questi 13 ragazzi la possibilità di intraprendere un percorso di autonomia. È un progetto curato dal Distretto 50, con il coinvolgimento di tutte le amministrazioni, con Trapani capofila. Per questo è doveroso ringraziare gli uffici dei servizi sociali e, in particolare, la dottoressa Cricchio, per il lavoro svolto. Ai ragazzi rivolgo un augurio sincero: che questo sia l’inizio di un percorso importante, capace di portarli verso quell’autonomia che desiderano, insieme alle loro famiglie».

Gli assessori di San Vito e Valderice: “Promuovere l’autonomia abitativa”

Leonardo Sieli, assessore di San Vito Lo Capo: «Un’iniziativa che punta concretamente su autonomia, indipendenza e accoglienza. Un progetto fondamentale per il nostro territorio. Come Comune di San Vito Lo Capo abbiamo sostenuto con convinzione questo percorso. Siamo certi che non si limiti a offrire un’opportunità abitativa alle persone con disabilità, ma che abbia un obiettivo più ampio: costruire relazioni, favorire l’indipendenza e restituire piena dignità a ogni persona». Anna Maria Mazzara, assessora di Valderice: «Sono molto contenta di aver partecipato all’inaugurazione delle “Casette Rosa”, un progetto che va nella direzione della promozione dell’autonomia abitativa. Parliamo spesso di inclusione sociale e lavorativa, ma l’inclusione deve tradursi in azioni concrete, quotidiane, attraverso percorsi strutturati di sostegno all’autonomia. Questo progetto rappresenta un passaggio fondamentale. Permette ai ragazzi con disabilità di poter scegliere, di costruire il proprio percorso, anche in una prospettiva di “dopo di noi”. Sappiamo bene che le famiglie non possono accompagnarli per sempre, ed è proprio per questo che iniziative come questa diventano essenziali. I Comuni del Distretto hanno sostenuto con convinzione questo percorso e continueranno a farlo, perché si tratta di progetti che hanno un valore umano e sociale assolutamente rilevante».

L’ANFFAS Sicilia: “Un progetto importante sul ‘Dopo di Noi'”

Antonio Costanza, presidente ANFFAS Sicilia: «Insieme al Comune di Trapani e a tutti i Comuni del distretto, stiamo costruendo un progetto molto importante sul “Dopo di noi”. “Dopo di noi” significa garantire alle persone con disabilità un diritto fondamentale: scegliere dove, come e con chi vivere. È un principio sancito dalla Convenzione sui diritti delle persone con disabilità ed è legge dello Stato. Questo progetto va esattamente in questa direzione. È, a tutti gli effetti, un progetto di futuro. Si tratta di costruire, insieme alle famiglie e alla comunità, un’alternativa concreta per quando i genitori non ci saranno più. Ma anche – ed è un aspetto altrettanto importante – per quando le persone con disabilità, come tutti, sentiranno il bisogno e il desiderio di vivere in autonomia. Purtroppo, in Sicilia, non tutti i territori riescono a sviluppare progettualità di questo tipo. Per questo il lavoro avviato dal Distretto, anche grazie alle risorse del PNRR, rappresenta un segnale importante. L’auspicio è che questo progetto abbia continuità. È ciò che chiedono le famiglie. Serve un impegno costante, anche attraverso i fondi dedicati al “Dopo di noi”, perché questo percorso non si interrompa e possa consolidarsi nel tempo».

Il Ministro per le disabilità Locatelli: “Fondamentale continuare ad investire”

A chiudere, il messaggio istituzionale del Governo. Una presenza non fisica, ma politicamente rilevante. Alessandra Locatelli, ministro per le disabilità della Repubblica Italiana: «Vi ringrazio di cuore per l’invito a partecipare alla cerimonia inaugurale dello Spazio per l’Autonomia del Distretto Socio-Sanitario D50. Purtroppo, impegni istituzionali precedentemente assunti non mi consentono di essere presente all’inaugurazione prevista a Trapani. Desidero rivolgere un cordiale saluto all’ Amministrazione comunale di Trapani, al Distretto Socio-Sanitario D50, alla Direzione e a tutti i professionisti, gli operatori sociali e i partner coinvolti nella realizzazione di questo importante progetto. Iniziative come questa rappresentano un passo significativo nel percorso verso una società più attenta ai diritti, ai bisogni e alle aspirazioni delle persone con disabilità. Promuovere l’autonomia, sostenere percorsi di vita indipendente e creare contesti abitativi e relazionali capaci di favorire la partecipazione attiva alla vita della comunità significa costruire opportunità concrete di crescita e realizzazione personale. È fondamentale continuare a investire in progetti innovativi che mettano al centro la persona, valorizzando le sue capacità e i suoi talenti e accompagnandola nel proprio percorso di autonomia anche attraverso modelli di coabitazione e servizi territoriali integrati che rafforzano il senso di comunità e di inclusione. Con la certezza che questa nuova realtà sarà un punto di riferimento importante per il territorio e per le persone che ne beneficeranno, desidero esprimere il mio apprezzamento per l’impegno e la sensibilità dimostrati nella realizzazione di questa iniziativa. Auguro pieno successo al progetto e a tutti coloro che contribuiranno a rendere questo spazio un luogo di opportunità, crescita e inclusione».

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