“La truffa della ballerina” arriva in Provincia di Trapani. Come difendersi

redazione

“La truffa della ballerina” arriva in Provincia di Trapani. Come difendersi

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lunedì 16 Marzo 2026 - 08:45

La vita quotidiana passa sempre più spesso attraverso lo smartphone: messaggi, social network, pagamenti, contatti di lavoro e familiari. Proprio per questo la rete è diventata anche uno dei terreni preferiti dei truffatori digitali, che sfruttano la fiducia tra amici e parenti per colpire. Nasce così la nuova rubrica del settimanale C’è in Città, realizzata in collaborazione con la Polizia Postale, e in particolare con la sezione operativa per la Sicurezza Cibernetica di Trapani, per aiutare i lettori a riconoscere le trappole online più diffuse e imparare a difendersi con pochi ma fondamentali accorgimenti. In questo primo appuntamento parliamo di una truffa che negli ultimi mesi si sta diffondendo rapidamente su WhatsApp e che gli esperti hanno ormai ribattezzato “la truffa della ballerina”.

Il messaggio che sembra innocente

Tutto inizia con un messaggio apparentemente innocuo, spesso inviato da un contatto salvato in rubrica: un amico, un collega o persino un familiare. Il testo è più o meno sempre lo stesso: “Ciao, puoi aiutarmi? La figlia di un mio amico partecipa a un concorso di danza. Puoi votarla a questo link?”. Il messaggio contiene un collegamento su cui cliccare per esprimere il proprio voto. È proprio qui che si nasconde la trappola.

Come funziona la truffa

Una volta aperto il link si viene indirizzati a una pagina che sembra legata a un concorso online. Per votare viene chiesto di inserire il proprio numero di telefono e successivamente un codice di verifica ricevuto via SMS. A prima vista può sembrare una normale procedura di conferma, ma in realtà quel codice è il sistema di verifica di WhatsApp. Inserendolo sul sito indicato, la vittima consegna inconsapevolmente ai truffatori l’accesso al proprio account. In pochi istanti i criminali informatici prendono il controllo del profilo e il vero proprietario perde la possibilità di utilizzare l’applicazione.

Cosa succede dopo il furto dell’account

Una volta impossessatisi dell’account, i truffatori iniziano a scrivere a tutti i contatti della vittima. Si presentano come se fossero proprio quella persona e raccontano di trovarsi in una situazione urgente: un pagamento da fare subito, un problema improvviso, un favore economico da risolvere rapidamente. Il tono è spesso concitato e convincente. Molti utenti, pensando di aiutare un amico o un parente in difficoltà, finiscono per inviare denaro prima di rendersi conto della truffa. Nel frattempo, il vero proprietario dell’account non riesce più ad accedere a WhatsApp e quindi non può avvisare i propri contatti del raggiro.

I segnali da riconoscere

Gli esperti della Polizia Postale ricordano che esiste una regola semplice ma fondamentale: diffidare sempre dei messaggi che chiedono di esprimere una preferenza o partecipare a un voto tramite un link. Anche quando il messaggio proviene da qualcuno che conosciamo, è bene fermarsi un attimo e verificare. Spesso, infatti, il contatto che ci ha scritto è a sua volta una vittima della stessa truffa.

Come proteggersi

Per evitare di cadere nella trappola bastano alcune precauzioni:

Non cliccare sui link sospetti, anche se arrivano da amici o parenti.

Non inserire mai codici di verifica ricevuti via SMS su siti esterni. Quei codici servono solo per l’accesso ai propri servizi personali.

Attivare la verifica in due passaggi su WhatsApp, disponibile nelle impostazioni dell’app (Account > Verifica in due passaggi). È una protezione aggiuntiva molto efficace.

Controllare periodicamente i dispositivi collegati all’account e scollegare eventuali sessioni che non si riconoscono.

Dove segnalare la truffa

www.commissariatodips.it

Se si riceve un messaggio sospetto o si pensa di essere stati vittima di un tentativo di phishing, è possibile segnalarlo al portale della Polizia Postale: le truffe online cambiano forma con grande rapidità, ma hanno sempre lo stesso obiettivo: sfruttare la fiducia e la distrazione delle persone. Conoscere questi meccanismi è il primo passo per evitarli. Nelle prossime settimane la rubrica “I consigli della Polizia Postale: come difendersi dagli inganni del web” continuerà a raccontare i raggiri digitali più diffusi e, soprattutto, come riconoscerli prima che sia troppo tardi.

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