Marsala, O-I Glass decide di chiudere? Cosa succede con lo stop produzione e la cassa integrazione

Claudia Marchetti

Marsala, O-I Glass decide di chiudere? Cosa succede con lo stop produzione e la cassa integrazione

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lunedì 16 Marzo 2026 - 07:47

Preoccupazione a Marsala per il futuro dello stabilimento O-I Manufacturing Italy, l’ex Sicilvetro, uno dei principali presidi industriali della città. L’azienda starebbe infatti valutando – e sarebbe decisa in verità – lo spegnimento del forno e lo stop delle linee produttive, una decisione che potrebbe portare alla cassa integrazione per oltre cento lavoratori e avere pesanti ripercussioni sull’economia del territorio. Secondo quanto emerso nelle ultime settimane, lo stabilimento attraversa una fase delicata legata al rallentamento del mercato del vetro e alla presenza di consistenti scorte di bottiglie invendute nei magazzini. Questa situazione avrebbe spinto la multinazionale a valutare una sospensione temporanea della produzione.

La vicenda e la storia

Al centro della vicenda c’è il forno fusorio, il cuore dell’impianto industriale. La sua eventuale fermata rappresenterebbe un passaggio particolarmente delicato: riattivare un forno di questo tipo richiede infatti tempi lunghi e investimenti rilevanti, motivo per cui lavoratori e istituzioni temono che uno stop prolungato possa trasformarsi in una dismissione definitiva. Lo stabilimento marsalese ha una storia industriale importante. Nato come Sicilvetro, fu creato per sostenere la filiera del vino Marsala e del settore vinicolo siciliano, producendo bottiglie destinate in gran parte alle cantine dell’isola. Oggi l’impianto occupa un’area di oltre 20 ettari, produce decine di migliaia di tonnellate di vetro all’anno e rappresenta l’unica grande vetreria per bottiglie presente in Sicilia.

Le Istituzioni intervengono e scongiurano la chiusura

La prospettiva di una fermata dell’impianto ha già attivato il confronto tra istituzioni, azienda e sindacati. Il sindaco di Marsala ha promosso un tavolo istituzionale con le organizzazioni dei lavoratori e la Regione siciliana per cercare soluzioni che possano garantire la continuità produttiva e la salvaguardia dei livelli occupazionali. Il rischio, infatti, non riguarda soltanto i dipendenti diretti dello stabilimento, ma anche l’indotto che ruota attorno alla vetreria: fornitori, servizi logistici e aziende della filiera vinicola che negli anni hanno trovato nella fabbrica marsalese un punto di riferimento. Nel frattempo la questione è arrivata anche sul piano politico regionale, con richieste di audizioni e interrogazioni – come richiesto dall’onorevole Dario Safina – per fare chiarezza sulle intenzioni del gruppo industriale e sulle prospettive del sito produttivo. Per Marsala la vetreria non rappresenta solo un’azienda, ma un pezzo di storia economica e industriale del territorio. Ed è proprio per questo che la possibile fermata dell’impianto viene guardata con grande apprensione da lavoratori, istituzioni e comunità locale.

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