Tensione nel settore del trasporto pubblico non di linea a Marsala, dove un tassista rischia la sospensione della licenza dopo una diffida ricevuta dal Comune. Il provvedimento gli concedeva dieci giorni di tempo – ora ridotti a quattro – per regolarizzare la vidimazione annuale della licenza taxi, con l’avvertimento che in caso contrario potrebbe scattare lo stop all’attività. Il conducente contesta però la decisione dell’amministrazione, sostenendo che alcune delle richieste avanzate dagli uffici comunali non sarebbero previste dal regolamento. Secondo quanto stabilito dal regolamento comunale del servizio taxi e NCC, ogni anno i titolari di licenza devono semplicemente inviare entro il 31 gennaio una comunicazione con cui dichiarano la permanenza dei requisiti e la volontà di continuare a svolgere l’attività.
La vicenda
“Si tratta di una semplice formalità amministrativa – spiega il tassista – una comunicazione in autocertificazione. Nel regolamento non è prevista alcuna procedura di “approvazione” della vidimazione da parte di un dirigente”. Proprio su questo punto nascerebbe la contestazione: negli atti ricevuti dal conducente si parlerebbe infatti di “approvazione della vidimazione”, trasformando quella che sarebbe una semplice comunicazione in una procedura autorizzativa. La situazione si è complicata ulteriormente quando l’ufficio comunale ha chiesto anche la presentazione di un certificato medico di idoneità alla mansione specifica. Il riferimento sarebbe contenuto in una norma del regolamento comunale che però riguarda i requisiti necessari per ottenere la licenza, cioè la fase iniziale del rilascio.
Le ragioni del tassista
“Nella parte del regolamento che disciplina la vidimazione annuale – sottolinea il tassista – si parla solo di attestare la permanenza dei requisiti, non di presentare ogni anno un nuovo certificato medico“. Il conducente afferma inoltre di aver inviato tutta la documentazione richiesta, tranne proprio il certificato sanitario, ritenendo che non sia previsto dalla procedura. A sostegno della propria posizione richiama anche la normativa nazionale: per esercitare la professione di tassista è necessario possedere il Certificato di Abilitazione Professionale (CAP) KB, il cui rinnovo prevede visite psicofisiche periodiche effettuate da medici autorizzati nell’ambito della Motorizzazione Civile. “Noi tassisti siamo già sottoposti a controlli sanitari periodici per il rinnovo del CAP KB – osserva – quindi la nostra idoneità viene già verificata”.
Parla Uritaxi
Sulla vicenda interviene anche Giuseppe Gervasi, rappresentante provinciale di Trapani di Uritaxi, che invita a fare chiarezza sull’applicazione delle norme. “Il regolamento deve essere applicato in maniera corretta e uniforme – afferma Gervasi –. Se ci sono dubbi interpretativi è necessario chiarirli, ma non si può mettere a rischio il lavoro di un operatore senza una base normativa certa”. Secondo il rappresentante sindacale è importante evitare che situazioni amministrative si trasformino in problemi occupazionali per chi svolge un servizio pubblico. “Il nostro obiettivo – aggiunge – è garantire il rispetto delle regole ma anche tutelare i lavoratori del settore taxi, che operano ogni giorno per assicurare un servizio alla città”. Il tassista solleva inoltre un ulteriore dubbio: non tutti i colleghi che non avrebbero presentato la stessa documentazione sarebbero stati destinatari di provvedimenti analoghi. “Da quello che risulta – sostiene – non tutti hanno ricevuto le stesse contestazioni. Questo mi fa pensare che ci sia un accanimento nei miei confronti”. La vicenda potrebbe ora approdare anche sul piano legale qualora venisse effettivamente disposta la sospensione della licenza. Nel frattempo il caso riaccende il dibattito sull’applicazione del regolamento comunale e sulle procedure amministrative che disciplinano il servizio taxi a Marsala.