… la quarta con bastoni e pietre

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… la quarta con bastoni e pietre

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sabato 07 Marzo 2026 - 09:00

La guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran è iniziata come un fulmine a ciel sereno. O almeno è quello che sembrava all’apparenza. Ma non è affatto così. I bombardamenti sono iniziati, i raid su Teheran continuano e nel Golfo Persico la tensione cresce di ora in ora. Missili, droni, petroliere colpite, spazi aerei chiusi. Il Medio Oriente è di nuovo sull’orlo di un conflitto che rischia di allargarsi e trascinare dentro molti più Paesi di quanti oggi siamo ufficialmente coinvolti. Gli Stati Uniti hanno fatto sapere che gli attacchi potrebbero proseguire ancora a lungo, con l’obiettivo dichiarato di colpire infrastrutture militari e capacità missilistiche dell’Iran. Una crisi che rischia di trasformarsi in un conflitto regionale su larga scala e che, inevitabilmente, coinvolge anche l’Europa. In questo scenario l’Italia si muove con estrema cautela. Roma ha ribadito più volte di non essere in guerra, l’Italia resta dentro l’alleanza occidentale, ma tuttavia non ha nemmeno escluso un eventuale utilizzo delle basi militari statunitensi presenti sul territorio nazionale se Trump dovesse richiederlo. Ed è qui che la geopolitica diventa improvvisamente molto più vicina.

L’Italia ospita diverse delle infrastrutture militari più importanti della NATO nel Mediterraneo: basi come Sigonella, Niscemi, Aviano e Trapani-Birgi rappresentano nodi strategici per l’intelligence, la sorveglianza e la logistica militare dell’Alleanza Atlantica. Siamo dentro una guerra mondiale e quello che ci chiedono i ‘leoni da tastiera’ è “non create allarmismi”. Eh no, dobbiamo farlo se non vogliamo girarci dall’altra parte.

E poi c’è lui, il ministro della Difesa Guido Crosetto che si trovava a Dubai. Non in missione ufficiale, ma con la famiglia. Il ministro ha spiegato di essere partito con un volo civile e di aver approfittato del viaggio anche per alcuni incontri istituzionali, ammettendo di essersi concesso qualche giorno di ferie. La vicenda ha sollevato interrogativi politici: l’opposizione ha chiesto chiarimenti su opportunità del viaggio e costi. Chi paga? Quando una petroliera viene colpita nello Stretto di Hormuz, il prezzo dell’energia in Europa cambia nel giro di poche ore. Quando un missile iraniano prende di mira una base americana nel Golfo, la domanda che si pongono i vertici della NATO è quali altre basi potrebbero diventare operative. E tra quelle basi, inevitabilmente, c’è anche l’Italia. E restare fuori dal clima di guerra come dice la Meloni, a ‘questo prezzo’, è impossibile. È una linea sottile, quella della politica estera italiana: alleati senza essere combattenti. Funziona finché la guerra resta lontana. Il problema è che nel Mediterraneo, e soprattutto in Sicilia, la guerra non è mai davvero lontana, lo abbiamo visto con la Libia anni fa. E torna alla mente la celebre frase di Albert Einstein: “Non so con quali armi si combatterà la terza guerra mondiale, ma la quarta sì: con bastoni e pietre”. 

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