I fatti implicanti il contadinato francese in rivolta hanno un punto d’appoggio relativo sulla motivazione economica, che peraltro evidenzia l’insuperamento del feudalesimo, contrariamente a quanto predetto dal pronostico marxiano-engelsiano. Il punto nodale è etnico e rivelantesi attraverso la storicizzazione delle sue forme. I trapunti ne sono la jacquerie e l’epifenomeno della Vandea come contraltare al fenomeno macroscopico della Grande Rivoluzione dell’89. La jacquerie attuale È LA risposta violenta al servo-glebismo imposto dal Baronaggio iper-capitalista incarnato nella roccaforte bruxellense, sede dei pantouflards americano – macronisti. Il sigma etnico della rivolta contadina è il riemergere del prius ruris che contrassegna la primordialità etnica del genos franco-gallico. Diciamo che lo sviluppo storico della nazione scaturisce dal prius ruris. Di ciò è consapevole il discendente rurale quando afferma che dal suo ceto proviene l’humus vitale che nutre la nazione. Lo spreco, evidenziato dall’illogico abbattimento bestiario, denunciato dal ceto, riproduce in polemica lo scontro contro i rappresentanti del ceto passivo e divoratore del momento pre-rivoluzionario. Oggi non si abbattono più le teste incoronate, ma si insudiciano le sedi rappresentative del potere feroce e aguzzino. Mentre il movente rivoluzionario è intellettualistico di matrice esogena e ha come centro radiante la capitale, la jacquerie si è manifestata come rivolta endogena con la consapevolezza del discrimen tra province e capitale. Il feudalesimo, contrariamente all’opinione comune, ha visto momenti di rivolta, soprattutto quando la gabellizzazione nel suo acme di puro asservimento è stata concepita dal baronaggio come atto dovuto aggravato da una corvée non compensativa – quale poteva essere il métayage-. Tuttavia lo scenario rivoluzionario, pur riprendendo la semantica agro-stagionale del rus, non risolve mediante decisa intenzionalità la dicotomia tra province e capitale. Anastomosi che si riverbera nelle parole diairetiche del coetus contadino odierno. L’ assiologia meso-classista, di cui è esponente massimo lo spurio Macron, paredro dell’ androgina consorte, rimane stagnante per volontà dell’Alta Finanza, sicché Il servaggio non può tramontare, così come il borghese durante la Rivoluzione non favorì il declassamento a favore di un’osmosi interclassista. Intanto li coetus exclusus, riprendendo la simbolica vandeana, marcia agguerrito sulle strade coi mezzi che la tecnologia gli offre. E la sua lotta continuerà sine intermissione.
Gioacchino Grupposo