Con una nota, inviata agli organi di stampa, l’associazione dei penalisti del foro di Marsala “Cesare Beccaria” esprime grave preoccupazione per le dichiarazioni rese dal direttore del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Roberto Piscitello, in ordine al regime di carcere duro imposto dall’art. 41 bis, con particolare riferimento alla possibilità, da parte dei Garanti regionali e comunali, di ottenere colloqui riservati con i detenuti (come già avviene per quanto riguarda il Garante nazionale dal 2016).
“Pare – scrive il presidente Giovanni Gaudino – che la macchina del tempo sia tornata indietro di tanti anni e che la finalità rieducativa della pena debba cedere il passo ad una finalità esclusivamente repressiva e afflittiva in linea con un orientamento politico che sta prevalendo sull’onda populista”.
Alla luce di ciò, i penalisti marsalesi dell’associazione “Cesare Beccaria” stigmatizzano l’espressa volontà del DAP “di ostacolare le decisioni di apertura di parte (ancora minoritaria) della Magistratura di Sorveglianza tendenti a ricondurre l’esecuzione penale nell’alveo dei diritti umani costituzionalmente garantiti, ma, soprattutto, contestano il tentativo di sminuire le funzioni dei Garanti dei diritti dei detenuti”.
“Per fortuna – conclude la nota – la nostra rigida Costituzione non risente degli umori elettorali e politici e per i penalisti rimane sempre l’unico punto di riferimento certo per la tutela dei diritti dei cittadini, siano essi liberi che detenuti”.