Strade dissestate, asfalto irregolare, detriti e sabbia lasciati lungo le carreggiate. A Mazara del Vallo torna al centro del dibattito una criticità che da settimane alimenta segnalazioni e proteste: le condizioni delle sedi stradali dopo gli interventi sui sottoservizi. Una situazione che l’amministrazione comunale definisce ormai “non più tollerabile” e che ha portato l’assessore ai Lavori Pubblici Rino Giacalone a intervenire con una diffida formale. Lo scorso 2 maggio, l’assessore Giacalone ha così trasmesso una direttiva operativa al dirigente del III Settore, con conoscenza al sindaco e al segretario generale, chiedendo interventi immediati per il ripristino delle strade interessate dagli scavi. Nel documento si evidenzia come numerose sedi stradali risultino “gravemente compromesse” a seguito di lavori eseguiti da imprese incaricate per la realizzazione e manutenzione dei sottoservizi. Una fotografia chiara: ripristini eseguiti in modo non conforme, superfici sconnesse e condizioni che mettono a rischio la sicurezza della circolazione.
Ma è nel messaggio pubblico diffuso dallo stesso Giacalone che emerge con più forza il tono dell’intervento. “Le strade della città sono ridotte male dopo gli scavi delle multinazionali – scrive l’assessore – tra sabbia ovunque, detriti lasciati, asfalto fatto male e strade che scivolano. È un pericolo vero, soprattutto per chi si muove in motorino”. Un passaggio che mette al centro non solo il decoro urbano, ma soprattutto la sicurezza, con un riferimento esplicito agli utenti più esposti. E così è arrivato un ultimatum alle imprese: dopo i tentativi di interlocuzione, l’amministrazione cambia linea. “Con le buone ci abbiamo provato. Non è bastato. Adesso si cambia passo”, afferma Giacalone. Da qui la decisione di convocare tutte le imprese coinvolte e fissare una scadenza precisa: entro il 15 maggio dovranno essere completati gli interventi di ripristino, pulizia e messa in sicurezza. Un ultimatum che segna un punto di svolta nella gestione della vicenda. In caso di mancato rispetto delle disposizioni, il Comune è pronto ad adottare misure drastiche: la sospensione dei lavori per almeno 30 giorni su tutto il territorio cittadino. “Non è una minaccia – chiarisce l’assessore – è quello che succede quando non si rispettano le regole”.
Una posizione netta, che punta a ristabilire il rispetto delle prescrizioni tecniche e a garantire standard adeguati negli interventi su suolo pubblico, soprattutto quando al centro vi è la sicurezza. La questione delle strade danneggiate dopo gli scavi non è nuova, ma negli ultimi mesi ha assunto dimensioni più evidenti, complice l’intensificarsi dei lavori sui sottoservizi. Interventi necessari, ma che – secondo quanto segnalato – spesso non sono seguiti da ripristini adeguati. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: tratti di strada dissestati, buche, asfalto disomogeneo e una percezione crescente di insicurezza. La diffida rappresenta un passaggio formale importante, ma la partita sarà da giocare nelle prossime settimane. Da un lato le imprese, chiamate a intervenire rapidamente. Dall’altro il Comune, che dovrà verificare e far rispettare quanto disposto.