“Sono dalla vostra parte. So che i costi preoccupano tante famiglie e vi capisco”. È questo il messaggio che il sindaco di Mazara del Vallo, Salvatore Quinci, ha affidato a un video pubblicato sui social, intervenendo sulle preoccupazioni dei residenti di Tonnarella e Trasmazaro chiamati a collegare gli immobili alla rete fognaria pubblica. Il primo cittadino riconosce le difficoltà economiche legate agli interventi, ma richiama anche l’obiettivo dell’opera: “La fognatura è una conquista di civiltà”. Un’infrastruttura che, dove disponibile, comporta però un obbligo di allaccio previsto dalla legge.
Le ipotesi per ridurre i costi e prorogare la scadenza
“Il mio compito è però anche quello di aiutarvi”, aggiunge Quinci, indicando alcune possibili soluzioni sulle quali l’amministrazione comunale sta lavorando. In particolare, il Comune valuta una convenzione con i tecnici per abbattere i costi delle pratiche, la possibilità di rateizzare le spese necessarie per l’allaccio e una proroga della scadenza attualmente fissata al 15 dicembre 2026. Si tratta, al momento, di ipotesi di lavoro che dovranno essere approfondite e definite.
Il tavolo tecnico del 16 novembre
Un primo momento di confronto è in programma lunedì 16 novembre, alle ore 10, al Palazzo dei Carmelitani. Al tavolo tecnico, convocato dall’amministrazione, prenderanno parte il sindaco, l’assessore ai Lavori pubblici Rino Giacalone, i tecnici comunali, il Collegio provinciale dei Geometri, gli Ordini degli Ingegneri e degli Architetti e la Commissione consiliare Lavori pubblici. L’incontro servirà ad approfondire le criticità segnalate da cittadini e professionisti, ma anche a illustrare il nuovo portale per la gestione delle autorizzazioni agli allacci idrici e fognari. L’obiettivo dichiarato è raccogliere osservazioni e proposte per rendere più agevole il percorso amministrativo.
Venti milioni per la rete fognaria, obbligo di allaccio per gli immobili serviti
La rete fognaria realizzata nelle zone di Tonnarella e Trasmazaro è stata finanziata con circa 20 milioni di euro di fondi statali, ai quali si aggiungono 200 mila euro destinati alle interconnessioni. Le infrastrutture sono state collaudate e trasferite al Comune, individuato quale soggetto gestore. L’obbligo di allaccio riguarda gli immobili ricadenti nelle aree servite dalla rete, secondo i criteri indicati nell’avviso comunale: tra questi, la presenza della condotta lungo gli spazi pubblici confinanti con i lotti oppure la possibilità tecnica di realizzare il collegamento con un percorso minimo non superiore a 100 metri dal confine della proprietà alla pubblica fognatura. Le richieste di autorizzazione all’allaccio e allo scarico devono essere presentate attraverso il portale comunale, con procedura esclusivamente online. La scadenza attualmente indicata è quella del 15 dicembre 2026, sulla quale il sindaco ha annunciato l’intenzione di lavorare per ottenere una possibile proroga. La questione resta dunque legata a due esigenze che l’amministrazione dovrà provare a conciliare: da un lato completare il collegamento degli immobili alla rete pubblica, con i benefici ambientali e igienico-sanitari che ne derivano, dall’altro contenere il peso economico e burocratico degli interventi per le famiglie. Il tavolo del 16 novembre sarà un primo banco di prova per verificare quali saranno le soluzioni che potranno diventare concrete.