Il Consiglio comunale respinge il Piano economico finanziario. Mazzeo: “Non mettiamo le mani in tasca ai cittadini”. Tranchida: “Voti killer, la città sarà più sporca”
Dodici voti contrari e nove favorevoli. Il Consiglio comunale di Trapani ha bocciato il Piano economico finanziario dei rifiuti al termine della seduta straordinaria e urgente convocata dopo giorni di forte tensione politica, culminati anche nell’occupazione dell’aula consiliare. La proposta dell’amministrazione non ha quindi raggiunto i numeri necessari per essere approvata. Un voto che apre un nuovo fronte di scontro tra la maggioranza che sostiene il sindaco Giacomo Tranchida e le forze di opposizione.
A rivendicare il risultato è il presidente del Consiglio comunale, Alberto Mazzeo, secondo il quale il voto contrario consente di evitare ulteriori aumenti a carico dei cittadini.
“Non mettiamo le mani in tasca ai cittadini”, è in sintesi la posizione espressa da Mazzeo, che indica adesso nel rendiconto e negli eventuali avanzi di amministrazione la strada per individuare risorse alternative e garantire la copertura dei servizi senza intervenire ulteriormente sulla Tari.
Sul fronte dell’opposizione anche Fratelli d’Italia rivendica il voto contrario. Nicola Lamia respinge infatti ogni collegamento automatico tra la bocciatura del PEF e il futuro occupazionale dei lavoratori di Formula Ambiente. L’invito è a cercare una soluzione diversa, che consenta di garantire i servizi e tutelare i lavoratori senza scaricare ulteriori costi sui cittadini attraverso l’aumento della Tari.
Di segno completamente opposto la reazione del sindaco Giacomo Tranchida. Il primo cittadino parla di “voti killer” e mette in relazione la bocciatura del PEF con le possibili ripercussioni sull’organizzazione dei servizi di igiene urbana. Secondo Tranchida, le conseguenze sarebbero già concrete: riduzione delle squadre operative, rallentamento delle attività di spazzamento e scerbatura e lavoratori che sarebbero già rimasti fuori dall’organizzazione del servizio. Il sindaco richiama inoltre gli equilibri finanziari dell’ente e il rapporto con la Corte dei Conti, sostenendo che la bocciatura del Piano non possa essere considerata un semplice passaggio politico, ma abbia conseguenze sulla capacità del Comune di garantire i servizi previsti. La bocciatura del PEF lascia aperti interrogativi importanti sia sul futuro della raccolta e della pulizia della città sia sulla copertura finanziaria del servizio e sulla posizione dei lavoratori coinvolti.
Lo scontro politico, intanto, è destinato a proseguire. Da una parte chi considera il “no” al PEF una scelta necessaria per evitare nuovi aumenti a carico dei cittadini; dall’altra chi teme che senza le risorse previste dal Piano possano ridursi qualità e quantità dei servizi. Il Consiglio comunale ha detto no al PEF. Ora la sfida sarà capire come finanziare il servizio rifiuti senza compromettere né i conti del Comune né la pulizia della città.