Pietro Bartolo “La mia candidatura vuole unire il campo largo, non frammentarlo”

redazione

Pietro Bartolo “La mia candidatura vuole unire il campo largo, non frammentarlo”

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lunedì 05 Ottobre 2026 - 18:30

di Franco Nuccio

PALERMO (ITALPRESS) – “La mia è una candidatura che vuole unire il campo largo non frammentarlo”. Pietro Bartolo, ex parlamentare europeo del Pd, il medico divenuto il simbolo stesso dell’accoglienza ai migranti, parla in un’intervista all’Italpress dalla “sua” Lampedusa, dove è rientrato domenica sera dopo che il leader di Italia Viva Matteo Renzi ha lanciato, a sorpresa, dal palco della Leopolda la sua candidatura a governatore della Sicilia. Bartolo, che ha assistito personalmente in passato migliaia di profughi sbarcati sull’isola e che è stato testimone di innumerevoli tragedie del mare con il suo corollario di morti, ha già le idee chiare sulla “cura” per provare a rianimare una coalizione litigiosa come quella del centrosinistra in Sicilia. “Dobbiamo sederci tutti attorno a un tavolo – sottolinea – per trovare la soluzione migliore. Occorre superare veti, divisioni, polemiche per costruire una alternativa vera a questa destra populista e razzista. Io ho dato la mia disponibilità, ma sono pronto a fare un passo indietro e a lavorare per una candidatura realmente unitaria”. Nel caso non si dovesse trovare la quadra l’ex europarlamentare non esclude la possibilità delle primarie: “A patto – spiega – che chiunque vinca venga sostenuto lealmente da tutti gli altri candidati e dai partiti della coalizione”.

Quello della unità del centrosinistra è una sorta di mantra per Bartolo, che ha parole di stima anche nei confronti dei suoi eventuali competitor come Ismaele La Vardera, fondatore di Controcorrente, già da tempo in campo con la sua candidatura: “È un giovane che è stato protagonista di tante battaglie e che ha scoperchiato il vaso di Pandora di tante malefatte in Sicilia”. Giudizio analogo anche per Cateno De Luca, il leader di Sud chiama Nord che non si è ancora ufficialmente schierato: “Come sindaco di Taormina ha dimostrato di essere un buon amministratore”. Ma la candidatura di Bartolo, al netto del “peso” della Casa Riformista al tavolo delle trattative, potrebbe avere il sostegno anche di numerose associazioni ed esponenti della società civile visto il suo impegno trentennale in difesa dei migranti: “Quando alle ultime elezioni europee il Pd mi ha inserito al quarto posto in lista pur essendo un parlamentare uscente – ricorda – sono risultato primo dei non eletti con oltre 44 mila voti, poche migliaia in meno di Giuseppe Lupo, una persona che stimo ma che pure era sostenuto da tutto il partito nei cui valori io continuo a riconoscermi. Questo dimostra che la mia candidatura può rappresentare un valore aggiunto per la coalizione convincendo anche quei cittadini che normalmente non vanno a votare”.

Bartolo, che nel frattempo ha fondato Rete Lampedusa, rimarca che il tema dei migranti continua a essere “strumentalizzato in chiave elettorale dalla destra”. “Sulla remigrazione – aggiunge – la Meloni non dice cose molto diverse da Vannacci. Gli sbarchi a Lampedusa non si sono mai interrotti e le persone continuano a morire, anche se nessuno ne parla più perché l’obiettivo è solo quello di alzare muri e fare accordi con paesi dove vige la dittatura e che non rispettano i diritti umani”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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