Trapani, Aula occupata: Tranchida contro Mazzeo tra una ‘vastasata’ e un ‘baro’

redazione

Trapani, Aula occupata: Tranchida contro Mazzeo tra una ‘vastasata’ e un ‘baro’

Condividi su:

giovedì 01 Ottobre 2026 - 07:58

È ormai scontro aperto a Palazzo Cavarretta sul Piano economico finanziario dei rifiuti e sulla gestione dei lavori del Consiglio comunale. Dopo la protesta del sindaco Giacomo Tranchida e della maggioranza, che ieri sera hanno occupato l’aula consiliare per contestare la chiusura della seduta e chiedere che il PEF venga affrontato con urgenza, arriva la replica del presidente del Consiglio Alberto Mazzeo. Al centro della vicenda ci sono anche i 15 lavoratori di Formula Ambiente per i quali è stata avviata la procedura di licenziamento collettivo, ma anche le prospettive occupazionali legate alla futura organizzazione dei servizi di igiene urbana. La richiesta di convocazione urgente depositata dai consiglieri richiama proprio la comunicazione dell’azienda del 22 settembre e l’appello dei sindacati del 29 settembre.

La richiesta di un Consiglio entro venerdì

Nella richiesta sottoscritta da Giuseppe Perlata, Daniela Barbara, Angela Grignano, Salvatore Braschi, Giovanni Parisi, Andrea Genco, Monica Desideri, Vincenzo Guaiana e Marzia Patti, viene ricostruito l’iter del PEF 2026-2029 e delle tariffe TARI 2026. I consiglieri ricordano che le due proposte erano già state inserite in precedenti sedute e che il 30 settembre il presidente ha disposto la chiusura della sessione. Da qui la richiesta di convocare un Consiglio comunale straordinario e urgente entro le 24 ore dal ricevimento della nota e comunque entro le 10 di venerdì 2 ottobre, con all’ordine del giorno esclusivamente l’approvazione del PEF 2026-2029 e delle tariffe TARI 2026.

Tranchida: “L’ennesima vastasata”

Il sindaco Giacomo Tranchida ha utilizzato toni durissimi per commentare quanto accaduto in aula. «Sì, sto mangiando un po’ di patate vastase. Ma in quest’aula consiliare si è consumata l’ennesima vastasata!!», ha dichiarato il sindaco. Secondo Tranchida, la questione non riguarda soltanto il destino del PEF, ma avrebbe conseguenze immediate sui servizi e sull’occupazione. «I primi 15 della ditta Formula a rischio licenziamento adesso, poi 30 nel 2027, poi quelli di Trapani Servizi», sostiene il sindaco. Per Tranchida, inoltre, senza una definizione della vicenda la città rischierebbe di avere «meno spazzamento, meno scerbatura, meno ritiro ingombranti, più discariche per le strade». Il sindaco collega la riduzione dei servizi anche al rischio di allagamenti, sostenendo che la minore pulizia delle strade potrebbe favorire l’ostruzione di tombini e caditoie, citando in particolare quelle di via Fardella. E poi l’attacco diretto al presidente del Consiglio: «Sono buone queste patate vastase alla trapanese ma la grande vastasata in questo Consiglio l’ha fatta Mazzeo e i suoi amici di merenda dell’opposizione!!!».

Mazzeo: “Io sarei il baro?”

Alberto Mazzeo respinge però le accuse e contesta innanzitutto la ricostruzione della chiusura della seduta. «Il sindaco Tranchida mi accusa di essere un “baro” per avere concluso una seduta nella quale non vi erano più le condizioni per proseguire», afferma il presidente del Consiglio, spiegando che al momento della conclusione dei lavori «mancava il segretario verbalizzante e non era presente un soggetto che ne svolgesse le funzioni». Per Mazzeo, dunque, la chiusura della seduta sarebbe stata una scelta legata al regolare funzionamento dell’assemblea. «La responsabilità del presidente è garantire il regolare svolgimento della seduta, anche quando questo comporta decisioni politicamente scomode», sostiene.

Il nodo del prelievo del PEF

Il presidente del Consiglio contesta anche l’affermazione secondo cui ci sarebbero stati i numeri per procedere al prelievo del punto. «La presenza di una maggioranza favorevole non risolve una preclusione procedurale: in quella fase della seduta il punto non era più prelevabile», afferma Mazzeo, invitando il sindaco, qualora sostenga il contrario, a indicare «la disposizione regolamentare» sulla quale fonda la propria posizione. La sua ricostruzione è che la decisione di convocare la Conferenza dei capigruppo fosse finalizzata proprio a una nuova convocazione dell’Aula in tempi rapidi e nelle condizioni necessarie per affrontare i provvedimenti.

Formula Ambiente, Mazzeo chiede risposte al sindaco

Sulla vertenza Formula Ambiente, Mazzeo prende le distanze dall’idea che la responsabilità della situazione occupazionale possa essere attribuita alla presidenza del Consiglio. «I lavoratori di Formula Ambiente meritano risposte concrete», afferma, sottolineando che la tutela dei posti di lavoro richiede «documenti chiari, impegni verificabili e un confronto serio con l’azienda e con gli uffici competenti». Il presidente chiede quindi a Tranchida di chiarire «quali iniziative abbia assunto, quali alternative siano state valutate e quali garanzie concrete possano essere offerte sul futuro occupazionale». Nella richiesta di Consiglio urgente viene ricordato che Formula Ambiente ha comunicato l’avvio della procedura di licenziamento collettivo per la contrazione dei servizi prevista nei mesi di ottobre, novembre e dicembre 2026. I sindacati hanno inoltre segnalato il rischio di ulteriori esuberi qualora non venisse approvato il PEF 2027.

Il caso dei 500 mila euro

Mazzeo apre poi un altro fronte, quello delle risorse finanziarie. Il presidente sostiene che alla fine del 2025 sarebbero state reperite le somme necessarie a mantenere le indennità degli amministratori ai livelli massimi e chiede che vengano resi pubblici e spiegati i prospetti delle variazioni di bilancio e del PEG. «Quali somme sono state sottratte ai capitoli relativi ai rifiuti? Quali sono state destinate alle indennità?», domanda Mazzeo, chiedendo in particolare chiarimenti sulla movimentazione di «oltre 500.000 euro» e sulle annualità interessate. Una questione che, secondo il presidente del Consiglio, riguarda le priorità dell’amministrazione e l’utilizzo delle risorse pubbliche.

“Lasci gli insulti e risponda alle domande”

La conclusione di Mazzeo torna sullo scontro personale con Tranchida. «Il sindaco può contestare le mie decisioni e chiedere che siano verificate nelle sedi competenti. Deve però motivare le proprie contestazioni e confrontarsi sui fatti», afferma. «Definire “baro” il presidente del Consiglio offende la persona e mortifica il ruolo istituzionale che rappresenta», aggiunge, ribadendo l’intenzione di garantire il confronto e la convocazione dell’Aula. E chiude rivolgendosi direttamente al sindaco: «Io sarei il baro? Il sindaco lasci gli insulti e risponda a queste domande».

Condividi su:

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Commenta