Caro carburanti, in Sicilia bocciata la Carta per le isole minori

redazione

Caro carburanti, in Sicilia bocciata la Carta per le isole minori

Condividi su:

giovedì 01 Ottobre 2026 - 08:03

È scontro in Sicilia sulle misure contro il caro carburanti. Da una parte la bocciatura dell’emendamento sulla “Carta Carburante Isole Minori”, proposta dai deputati regionali Dario Safina del Pd e Cristina Ciminnisi del Movimento 5 Stelle; dall’altra il via libera ai decreti attuativi che destinano complessivamente 15 milioni di euro alle imprese agricole e della pesca.

La bocciatura della Carta carburante

A commentare duramente il voto contrario del governo regionale guidato da Renato Schifani è Dario Safina, che parla di «ennesima occasione persa» e accusa il governo di essere «sordo, insensibile e del tutto indifferente ai bisogni reali dei territori più fragili». L’emendamento, presentato insieme a Ciminnisi e sostenuto dai gruppi parlamentari di Pd e M5S, era inserito nell’ambito della manovra di Variazione di Bilancio 2026, un provvedimento da circa 640 milioni di euro di nuove risorse per la spesa. La proposta prevedeva l’introduzione, attraverso la Carta Regionale dei Servizi, di uno sconto diretto alla pompa di 0,33 euro al litro su ogni tipologia di carburante per autotrazione. Di questi, 0,13 euro sarebbero stati destinati alla compensazione del gettito Iva e 0,20 euro come indennità di insularità e ristoro per i maggiori costi di logistica e stoccaggio. Per finanziare la misura erano previsti un milione di euro all’anno per il triennio 2026-2028.

On. Dario Safina

L’attacco di Safina

«Mentre si discute di come impiegare un “tesoretto” di ben 640 milioni di euro, il centrodestra sceglie deliberatamente di voltare le spalle a chi vive sulle isole minori e subisce il caro vita più di chiunque altro», sostiene Safina. Il deputato regionale Pd punta il dito anche contro il ministro Nello Musumeci e le politiche legate alla Blue economy. «È del tutto inutile che il ministro Musumeci venga periodicamente a riempirsi la bocca parlando di Blue economy o di fantomatici piani per il rilancio dell’economia del mare: se nel concreto si strangolano le comunità isolane con costi insostenibili, è evidente che qualsiasi obiettivo di sviluppo diventa un’ipocrita illusione». Safina definisce inoltre la proposta «non una richiesta assistenziale, ma l’applicazione elementare del principio di equità territoriale», richiamando l’articolo 119 della Costituzione e il riconoscimento dello svantaggio derivante dall’insularità. «Trovare un milione di euro all’interno di una manovra d’assestamento di questa portata era solo una questione di volontà politica», sostiene il parlamentare, annunciando che il tema continuerà a essere portato avanti in Parlamento.

Via libera ai contributi per agricoltura e pesca

Nel frattempo, la terza Commissione Attività produttive dell’Ars ha espresso parere favorevole sui due decreti interassessoriali che definiscono i parametri per l’assegnazione dei contributi contro il caro carburanti destinati alle imprese dell’agricoltura e della pesca. I provvedimenti danno attuazione alla legge regionale 13/2026, che ha stanziato complessivamente 15 milioni di euro per le due misure. «Con il via libera dell’Ars possiamo adesso procedere verso l’erogazione degli aiuti per i quali abbiamo stanziato apposite risorse», afferma il presidente della Regione Renato Schifani, sottolineando come gli interventi siano rivolti a «due settori fondamentali» dell’economia siciliana per fronteggiare l’aumento dei prezzi dei carburanti. Per l’assessore regionale all’Agricoltura Luca Sammartino, si tratta di «un sostegno forte e concreto alle imprese siciliane» alle prese con il caro carburante. «La Regione investirà 15 milioni di euro, un primo passo per lenire le difficoltà in cui versano i nostri agricoltori e i nostri pescatori», dichiara.

5 milioni per la pesca

Alle imprese armatrici di imbarcazioni da pesca professionale, compresi gli operatori della pesca artigianale e le imprese autonome della piccola pesca con unità iscritte nei registri degli uffici marittimi della Regione, sono destinati 5 milioni di euro. Gli interventi saranno gestiti dal dipartimento regionale della Pesca mediterranea ed erogati in regime de minimis. I contributi saranno addizionali e integrativi rispetto a quelli già avviati nell’ambito del Programma nazionale Feampa 2021/2027.

10 milioni per le aziende agricole

Altri 10 milioni di euro sono destinati alle aziende agricole e alle imprese cosiddette conto terziste che svolgono attività agro-meccanica. Per queste imprese potrà essere riconosciuto un contributo diretto fino al 70% del maggior costo sostenuto per l’acquisto di gasolio agevolato nel periodo compreso tra il primo marzo e il 30 giugno 2026. Il contributo non potrà comunque superare i 50 mila euro per impresa. Anche questa misura sarà applicata in regime de minimis. Il dipartimento regionale dell’Agricoltura dovrà pubblicare l’avviso per consentire alle imprese interessate di presentare le istanze.

Il confronto politico

Il quadro che emerge è quindi quello di due diversi fronti del sostegno contro il caro carburanti: da un lato gli interventi già finanziati per agricoltura e pesca, dall’altro la proposta, respinta, di estendere una misura specifica alle comunità delle isole minori. È proprio su questa differenza che Safina e Ciminnisi concentrano la loro contestazione, sostenendo che il principio dell’insularità debba tradursi in misure economiche concrete anche per residenti e imprese delle piccole isole siciliane.

Condividi su:

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Commenta