Videosorveglianza a Marsala, maggioranza al contrattacco: “Dalla minoranza solo propaganda dopo cinque anni di inerzia”

redazione

Videosorveglianza a Marsala, maggioranza al contrattacco: “Dalla minoranza solo propaganda dopo cinque anni di inerzia”

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mercoledì 23 Settembre 2026 - 06:30

I gruppi di maggiornaza – Compatti per Marsala, Si Muove la Città, Partito Democratico, Gruppo misto di maggioranza – hanno diffuso un comunicato congiunto in merito alla recente approvazione del nuovo regolamento sulla videosorveglianza in città e sul dibattito politico che ne è scaturito in Consiglio comunale e sui social.

I citati gruppi affermano di voler ristabilire la verità dei fatti in risposta alle recenti dichiarazioni diffuse a mezzo social da parte del gruppo Liberi facente capo all’ex sindaco di Marsala Massimo Grillo.

“Il Regolamento sulla Videosorveglianza è stato ufficialmente approvato – scrive la maggioranza che sostiene la sindaca Patti -. Si tratta di un traguardo fondamentale per la Città di Marsala, raggiunto dopo anni nei quali la necessità di dotare il sistema di videosorveglianza di una disciplina organica era già evidente. Ancora oggi non è dato sapere perché non sia stato fatto dalla precedente Amministrazione. Ciononostante, assistiamo in queste ore all’ennesimo tentativo di mistificazione della realtà da parte del gruppo Liberi che, con slogan propagandistici del tipo “la maggioranza dice no alla sicurezza”, lancia accuse palesemente non veritiere ed incomplete per coprire i propri errori metodologici e giuridici, oltre a mascherare tutto ciò che non è stato fatto nei 5 anni e 8 mesi dalla scorsa Amministrazione”.

Compatti per Marsala, Si muove la città, Pd e Gruppo misto proseguono affermando che “contrariamente da quanto raccontato, la bocciatura degli emendamenti e dei sub emendamenti proposti dalla minoranza non è stata una scelta ideologica o d’impostazione politica, bensì un atto dovuto e d’obbligo istituzionale: tutti gli emendamenti ed i sub emendamenti proposti dalla minoranza, nessuno escluso, hanno ricevuto pareri tecnici contrari da parte del Comandante della Polizia Locale, Giuseppe D’Alessandro, con tanto di congrua ed esauriente motivazione debitamente argomentata in aula. Basterebbe semplicemente rivedere la seduta del Consiglio Comunale per verificare la veridicità di quanto sopra affermato. Votare favorevolmente proposte che, secondo i pareri tecnici acquisiti, presentavano criticità sotto il profilo della loro collocazione nel regolamento o della compatibilità con le norme e le procedure applicabili avrebbe significato anteporre la propaganda alla corretta amministrazione”.

Per i consiglieri di maggioranza è proprio in quest’aspetto che emerge un’evidente contraddizione: “Alcuni esponenti dell’opposizione si sono spesso riempiti la bocca parlando di legalità. Bene: la legalità non può essere soltanto una parola da utilizzare nei comunicati o nei post sui social. Si opera in ossequio al principio di legalità con i fatti, con il rispetto delle procedure, delle competenze altrui e dei pareri degli uffici. Un Regolamento Comunale di Videosorveglianza è un atto tecnico-organizzativo e giuridico, la cui finalità è disciplinare le modalità di installazione, gestione e utilizzo degli impianti comunali, nel rispetto della normativa vigente ed in particolare del GDPR sulla tutela della privacy. Per quanto riguarda la proposta dell’opposizione di impiegare istituti di vigilanza privata per la gestione o la visione delle telecamere di sicurezza pubblica e stradale, è necessario fare chiarezza sul piano normativo per evidenziare l’inconsistenza tecnica delle loro richieste. La normativa italiana e i plurimi provvedimenti del Garante per la Protezione dei Dati Personali stabiliscono che le telecamere urbane sono installate dai Comuni esclusivamente per finalità di ordine e sicurezza pubblica. La visione in tempo reale e l’accesso alle registrazioni sono prerogativa esclusiva degli operatori di Polizia (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza) e della Polizia Locale. Un Comune non può in alcun modo appaltare a un istituto di vigilanza privato il monitoraggio continuo del territorio o delle telecamere che inquadrano gli spazi pubblici. Farlo configurerebbe un’illegittima e grave delega di funzioni di pubblica sicurezza. Tali considerazioni non sono state inventate dalla maggioranza per bocciare le proposte della minoranza, ma sono state espresse e debitamente motivate nei pareri tecnici espressi dal Comandante della Polizia Locale, al quale va il nostro ringraziamento per il lavoro svolto. Parlare alla cittadinanza di presìdi o di deleghe alle vigilanze private senza conoscere (o fingendo di ignorare) le leggi nazionali e i pareri vincolanti dei tecnici comunali significa fare mera demagogia”.

Il chiarimento della maggioranza non si esaurisce qui e va a toccare un dato politico-amministrativo, evidenziando che questo regolamento poteva essere approvato negli anni scorsi.

“La precedente amministrazione ha avuto a disposizione cinque anni e otto mesi di mandato per affrontare una materia così importante e, sul punto, non ha portato a compimento un regolamento organico capace di disciplinare il sistema di videosorveglianza cittadino. Oggi, quindi, appare quantomeno singolare che chi ha avuto quasi sei anni a disposizione per intervenire tenti di scaricare sulla maggioranza attuale la responsabilità di una situazione che avrebbe potuto essere affrontata molto prima. Il Regolamento approvato dota finalmente Marsala di uno strumento organico e moderno per disciplinare la videosorveglianza comunale, rafforzando gli strumenti a disposizione dell’amministrazione per la sicurezza, la tutela del patrimonio e il decoro del territorio, nel pieno rispetto della legge e della privacy dei cittadini”.

Conclude il documento dei gruppi di maggioranza: “Noi abbiamo a cuore la sicurezza di Marsala, molto più degli slogan e della propaganda di chi, per troppo tempo, è rimasto inerte. Questo è il fatto. Il resto sono soltanto parole”.

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