A Marsala Giacomo Di Girolamo presenta “La vita in verticale”

redazione

A Marsala Giacomo Di Girolamo presenta “La vita in verticale”

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mercoledì 16 Settembre 2026 - 07:00

Cosa resta dell’umanità quando, dopo milioni di anni di evoluzione e di lotta per la sopravvivenza, l’unico imperativo sembra essere diventato quello di apparire? È la domanda al centro di “La vita in verticale. Cronache dal precipizio”, il nuovo libro di Giacomo Di Girolamo, edito da il Saggiatore, che sarà presentato in prima assoluta a Marsala giovedì 17 settembre, alle ore 19, al Complesso Monumentale San Pietro. Con questo saggio narrativo, l’autore compie un cambio di prospettiva rispetto ai suoi precedenti lavori, dedicati soprattutto alle mafie e alle strutture del potere, da “Cosa Grigia” a “Dormono sulla collina” e “L’invisibile”. Questa volta l’indagine si concentra sulla perdita di senso e sul modo in cui la società contemporanea sembra trasformare ogni esperienza in rappresentazione.

Di Girolamo costruisce un viaggio tra cronaca, autobiografia e riflessione sociale, raccogliendo storie di persone precipitate dentro il bisogno di mostrarsi e di sostenere una finzione, soprattutto nell’universo digitale. Una ragazzina che nasconde una gravidanza fino al gesto estremo, una bambina catturata dall’illusione della popolarità online, un uomo che muore cadendo in un pozzo durante il proprio compleanno mentre gli invitati continuano a riprenderlo con gli smartphone: vicende diverse che diventano frammenti di una stessa narrazione. Il libro racconta così un mondo nel quale i fatti sembrano contare meno della loro rappresentazione. La vita scorre “in verticale”, attraverso video, reel e immagini consumate rapidamente, mentre il confine tra esperienza reale e spettacolarizzazione diventa sempre più sottile. La narrazione procede per storie che si intrecciano e si richiamano, in una sorta di domino che conduce il lettore verso una vertigine. “Ma in realtà il senso è quello di una vertigine. Ecco perché la vita in verticale”, racconta Di Girolamo, che nel libro assume anche il punto di vista di un giornalista stanco e disorientato, alle prese con una realtà nella quale persino il dolore e la morte rischiano di trasformarsi in contenuti da condividere.

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